L’AQUILA – Perfino le fondazioni per i giovani abruzzesi fanno battibeccare maggioranza e opposizione in Regione. Nella penultima seduta del Consiglio regionale prima delle ferie, è bastato un nonnulla per avvelenare il clima tra il consigliere dell’Italia dei valori, Cesare D’Alessandro, e l’assessore regionale al Lavoro, Paolo Gatti.

“Amministriamo soldi pubblici per finalità pubbliche, non per finalità private come sta facendo Gatti”. Con questa esternazione sopra le righe di Cecè D’Alessandro si è scatenata all’improvviso la bagarre.

I soldi a cui si riferiva D’Alessandro sono quelli per la partecipazione della regione Abruzzo alla costituzione della fondazione “Giovani per l’Abruzzo Onlus”, presentato dall’assessore Gatti.

“I fondi pubblici – ha aggiunto il consigliere Idv – devono essere soggetti al controllo pubblico. Perché questa iniziativa la dovrebbe fare una Onlus. Da quando esistono fanno i fatti propri, pagano Cda, revisori dei conti, presidenti, impiegati e trasferte?”.

Gatti ha risposto per le rime, con un discorso infuocato e a voce molto alta. “A noi – ha replicato seccamente – interessa avviare un percorso per arrivare a concretizzare il progetto, mai avevo subito una violenza verbale così grave e fuori luogo”.

“Non faccio politica in questo modo – ha aggiunto l’assessore, rivolto a D’Alessandro – Se lei non facesse il consigliere regionale queste cose non le potrebbe dire. Comunque, se i consiglieri di minoranza si fossero alzati prima e fossero venuti in tempo in commissione, non avrebbero pronunciato tante sciocchezze”.

Dopo la pausa, inevitabile per placare gli animi, il rinvio del progetto, annunciato dallo stesso Gatti. La pausa estiva è vicina, ragazzi. Un ultimo sforzo!