L’AQUILA – Avevano concesso in locazione ad aquilani rimasti senza casa e che avevano scelto la formula assistenziale dell’affitto concordato, alcuni immobili che non potevano essere destinati ad uso abitativo in quanto non avevano le caratteristiche tecniche per l’attribuzione dell’abitabilità.

Per questo i due rappresentanti legali di una società di gestione del risparmio con sede a Milano, A.N. di 65 anni (direttore generale) e F.A. di 53 (consigliere delegato), sono stati iscritti nel registro degli indagati per i reati di falso e truffa aggravata. È stato contestato, inoltre, l’illecito amministrativo dipendente da reato.

Questa mattina i forestali del Nipaf diretti dal vice Questore aggiunto del Cfs Antonio Rampini hanno eseguito, su disposizione del pm Roberta D’Avolio, un sequestro preventivo per oltre 130 mila euro su un immobile di proprietà della società che, sulla base di un accordo quadro sottoscritto nel dicembre 2009 con la Protezione Civile, ha acquistato degli appartamenti da destinare agli sfollati.

Dalle indagini, eseguite in collaborazione con la sezione di Polizia giudiziaria ambientale presso la procura distrettuale coordinata dall’ispettore Silvano Corpetti, è emerso come le pratiche di locazione immobili, oggetto dell’accertamento, contenevano false dichiarazioni nei verbali di consistenza dell’immobile, parte integrante del contratto di affitto, riportando in allegato planimetrie catastali artefatte al fine di suscitare convincimenti erronei circa l’esatta consistenza dell’immobile stesso.

Più specificatamente, le planimetrie catastali acquisite presso l’Agenzia del Territorio, evidenziano come alcuni locali degli immobili affittati non potevano essere destinati ad uso abitativo in quanto non avevano le caratteristiche tecniche per l’attribuzione dell’abitabilità.

Gli indagati hanno quindi fatto figurare la presenza di locali abitabili maggiori rispetto a quelli esistenti e ciò al fine di lucrare sulla maggiore somma derivante dalla variazione di tipologia (da monolocale a bilocale etc…), conseguendo in tal modo un ingiusto profitto pari a 130.600 euro con un danno per la Pubblica Amministrazione.

Tale cifra scaturisce dalla somma degli illeciti guadagni riscontrati sui contratti di locazione analizzati dagli investigatori ma che potrebbero rappresentare solamente una parte tra tutti i contratti dello stesso tipo stipulati nel post sisma.

“Si tratta di indagini durate quasi 2 anni – dice il comandante provinciale Cfs Nevio Savini – che hanno visto una intensa collaborazione tra il Nipaf e la sezione Cfs presso la Dda. Abbiamo anche altre indagini in corso e la collaborazione con le strutture allocate presso la Procura della Repubblica si rivela sempre più strategica per il ruolo di collegamento che riescono a svolgere nel corso delle attività di investigazione”.