PESCARA – I funerali di Andrea Silvestrone e dei figli Nicole e Brando si svolgeranno nella chiesa parrocchiale della Beata Vergine Maria a Santa Filomena, probabilmente domani mattina alle 11. Lo riferisce il Messaggero.
La messa sarà officiata dal parroco don Cristiano Marcucci la cui omelia sarà incentrata sull’enigma dell’esistenza: «Non ci si abitua mai a tragedie come questa, ogni storia è personale e speciale – dice lui – ma se si vuole essere veramente vicini a persone in così grande sofferenza, bisogna scendere nel baratro ed affrontare il buio. Qui non siamo davanti ad un dramma esclusivamente familiare, ma dell’intera collettività, un episodio misterico che non ha spiegazioni e ci ricorda la fragilità della vita di cui non siamo padroni, ma solo insignificanti elementi”.
Ieri mattina Andrea Silvestrone è stato ricordato nell’istituto comprensivo Delfico di Montesilvano dal presidente dell’associazione Carrozzine Determinate Claudio Ferrante che, come ogni anno, ha dato il via al progetto Sentinelle della civiltà al quale l’atleta paraplegico era solito partecipare.
Ieri mattina il piccolo Diego Silvestrone è stato sottoposto al secondo intervento chirurgico post incidente, di tipo maxillo-facciale, per le contusioni al volto riportate nell’incidente automobilistico nel quale sabato scorso hanno perso la vita il padre Andrea, i fratelli Nicole e Brando. L’intervento ha avuto esito positivo, così come quello subito il giorno precedente per le fratture riportate all’avambraccio e alla gamba.
Il bambino resta in stato di sedazione, viene ventilato meccanicamente e sottoposto a terapia antibiotica: «Le indagini eseguite per il monitoraggio delle lesioni cerebrali mostrano stabilità del quadro» recita una nota diffusa dal direttore della struttura organizzativa dipartimentale di Anestesia e rianimazione pediatrica del Salesi di Ancona, Alessandro Simonini. «Le condizioni sono stazionarie e la prognosi è riservata».
In ospedale il secondogenito del campione di tennis in carrozzina morto nello scontro viene seguito, attraverso un vetro, dallo zio Paolo, fratello di Barbara Carota, moglie di Andrea Silvestrone. La donna è in continuo contatto con il fratello e i medici, aspetta di riabbracciare suo figlio, quando i sanitari riterranno opportuno svegliarlo






