L’AQUILA – Un invito, ma che sa di ultimatum al Popolo della libertà.
L’ex senatore della Dc, Enzo Lombardi che nei giorni scorsi si è dimesso da coordinatore comunale del Pdl, in una conferenza stampa che si è tenuta questa mattina ha ricordato che “si parla tanto di primarie, ma non all’interno dei partiti. La cosa certa è che nessuno deve imporre il nome del candidato sindaco. Questo ordine non deve arrivare né da Roma né da qualche parte dell’Abruzzo. Se non si svolgeranno le primarie sono pronto a uscire dal Pdl”.
Pare che nel centrodestra tutti siano d’accordo con le primarie. “Se ne discute – ha motivato Lombardi – e non si fa nient’altro. Questo vuol dire che si è quasi deciso. Insomma si prendono le decisioni al di fuori della correttezza e della cultura politica. Vedrete che anche nel centrosinostra non si svolgeranno le primarie, perchè sarà imposto Massimo Cialente“.
Oltre ai giornalisti, alla conferenza stampa di Lombardi erano presenti anche i consiglieri comunali Enrico Verini di Fli e Adriano Durante dell’Udc: va ricordato che nei giorni scorsi i rumors affermavano che l’ex senatore della Dc era pronto a fare le valigie per accasarsi o nel partito di Gianfranco Fini o in quello di Pier Ferdiando Casini.
Per ora Lombardi ha però deluso le attese di Fli e dell’Udc. L’ex coordinatore comunale del partito di Silvio Berlusconi ha infatti affermato che “se il Pdl continuerà a sbagliare sono pronto ad andare dove mi accoglierano anche se confido in una lista civica all’interno del centrodestra”.
In questo caso Lombardi sarebbe il candidato sindaco di questa lista.
Sulla candidatura di Giorgio De Matteis a primo cittadino, Lombardi ha detto: “Non sono contrario a nessuno è solo che tutti i cittadini devono partecipare alle primarie e, come ho già detto, nessuno deve imporre il nome”.
Poi Lombardi si è sfogato: “Mi hanno definito vecchio, ma mi sta venendo il voltastomaco, perché mi sto accorgendo che quelli che mi definiscono in quel modo e si definiscono giovani, in realtà fanno proprio i vecchi”.
A mandare Lombardi su tutte le furie non è stato solo il possibile fatto che il candidato sindaco di centrodestra è già stato scelto, ma anche la questione delle tessere di partito.
“Nessuno può dire – ha dichiarato – che quando ero nella Democrazia cristiana ho acquistato la tessera per qualcuno. Non si possono contare i tesserati per avere un certo peso nei congressi. All’Aquila c’è bisogno di ricostruire la città e non di esibire i muscoli attraverso il tesseramento”.
A Lombardi non è piacuto, poi, come si è gestito il problema del rinvio delle tasse.
“Qui si è fatto a gara a chi è stato più bravo – ha dichiarato – tra Massimo Cialente, Giovanni Lolli e Gianni Chiodi. Si è organizzata la mobilitazione con notevole ritardo e non si è fatto nulla prima. Ad esempio Chiodi non doveva minacciarle, ma già qualche mese prima doveva darle veramente le sue dimissioni. Inoltre non si pensa che la filiera della ricostruzione è ferma. Ci sono numerose pratiche bloccate alla Reluis e nessuno protesta”.
Lombardi ha concluso che parteciperà al Consiglio comunale che si svolgerà sulla zona franca a Bruxelles “solo per non essere definito la ‘gallina bianca’, ma anche qui il Comune si è mosso con notevole ritardo. Credo che la zona franca non sarà concessa al capoluogo abruzzese”. (s. cas.)





