L’AQUILA – Sede mai ristrutturata dal terremoto del 2009 e danni in aumento per le continue scosse con nuove crepe evidenti: per questo motivo 10 lavoratori in rivolta oggi non sono entrati a lavoro all’Azienda farmaceutica municipalizzata (Afm) dell’Aquila, società comunale che gestisce sette farmacie pubbliche con sede in via Ettore Moschino.

A diffondere la notizia è l’Ugl del capoluogo con una nota del segretario provinciale Giuliana Vespa, che chiede prima di tutto una sede sicura per i dipendenti amministrativi, “fosse pure un container”.

Come si vede nella fotogalleria di AbruzzoWeb, le condizioni sono inquietanti.

“La sede della Afm, come da noi più volte ribadito anche in sede prefettizia il 19 dicembre 2014, non è stata mai oggetto dei lavori di ristrutturazione post-sisma – denuncia – In quella sede ci fu detto che lo stabile che ospita l’Afm aveva ottenuto la agibilità parziale con classificazione Be che era stato interessato, quale proprietario dell’immobile, il Comune per i lavori di ristrutturazione”.

La Vespa ricorda che “l’allora assessore Lelio De Santis si impegnò ad acquisire dall’Afm tutta la documentazione e a farsi carico della problematica, predisponendo i necessari interventi. Sono passati altri 3 anni senza che nessun lavoro di ristrutturazione sia mai stato eseguito! – sbotta – Dopo gli ultimi eventi sismici del 18 gennaio, questa mattina, recandosi in azienda, i lavoratori hanno notato danni ancora più importanti e così hanno, giustamente, deciso di non entrare nello stabile”.

Per il sindacato, “è inammissibile e ingiustificabile che, a 8 anni dal sisma del 2009, nulla sia stato fatto per garantire la sicurezza dei lavoratori. Ora – conclude – il Comune si impegni nell’immediato a trovare una soluzione alternativa dove allocare la sede della Afm”. (alb.or.)