L’AQUILA – “Il Map, la casa provvisoria che mi hanno dato a Pizzoli è un incanto, se me lo lasciano per tutta la vita sono contento”.
Osvaldo Camilli, 62 anni, militare in pensione, parla così della sua situazione a due anni dal terremoto che ha devastato L’Aquila e molti paesi limitrofi.
Camilli abitava nel centro storico del capoluogo, nelle case prima di proprietà dell’esercito, poi passate all’Ater, l’azienda territoriale di edilizia residenziale.
Il suo appartamento è stato classificato inagibile e non è stato ancora deciso se debba essere demolito o ristrutturato.
“La mattina dopo il terremoto non sapevo dove andare – racconta – L’8 aprile, due giorni dopo, sono partito per la costa e sono stato in hotel a Pineto. Posso dirmi fortunato perché mia moglie e io in albergo siamo stati bene”.
Camilli e consorte sono stati ospiti in albergo per un anno, poi hanno avuto in assegnazione un Modulo abitativo provvisorio (Map) nel Comune di Pizzoli.
“Sto bene dentro il Map – prosegue – dall’esterno gli alloggi sembrano tutti uguali, ma dentro sono molto confortevoli. Riscaldamento autonomo, fa sempre caldo. Ho anche un pezzettino di terra accanto dove ho creato un piccolo orto”.
“Non posso lamentarmi – dice ancora – Ci siamo riorganizzati bene, mi sono abituato a questa nuova vita a Pizzoli e sto bene. Mi sento fortunato”.
“Il centro storico dell’Aquila un po’ mi manca – aggiunge poi, malinconico – ci ho passato una vita. Ogni tanto vado a fare un giro per vedere come vanno i lavori, ma vedo che è tutto fermo. Non so di chi sia la colpa, ma mi dispiace. Se vedessi lavorare per ricostruire il centro ci andrei più volentieri”.
“I lavori della ricostruzione vanno a rilento, anche se le case classificate ‘A’ e ‘B’ sono state quasi tutte riparate. Non si può dire che Berlusconi non abbia fatto tanto per L’Aquila, il suo intervento è stato importante ed è evidente. Io l’ho votato – conclude – ma ultimamente mi sta deludendo”.



