L’AQUILA – “Ci chiediamo con che coraggio Gabrielli si permetta ancora di dare simili giudizi su L’Aquila”.

Lo scrive in una nota il comitato aquilano 3e32 in riferimento alle dichiarazioni rilasciate oggi dal capo della Protezione civile Franco Gabrielli.

“Noi non abbiamo dimenticato il ruolo che ha svolto l’attuale capo della Protezione Civile nell’immediata emergenza – scrivono – Gabrielli non solo era vice-commissario (vice di Bertolaso), ma era anche prefetto, con il compito specifico di vigilare sulle possibili infiltrazioni e speculazioni da parte della criminalità organizzata e delle ‘cricche’ nella ricostruzione”.

“Possibile che Gabrielli – prosegue la nota – che condivideva il comando della gestione del post-emergenza insieme a Bertolaso, non si sia accorto di nulla? Ci chiediamo con che coraggio questa persona affermi oggi che all’Aquila non c’è stato ‘attivismo’ o ‘voglia di fare’?”.

“Se questa affermazione è in parte vera – si legge nel comunicato – ciò è dovuto al fatto che la Protezione Civile ha represso e ostacolato, fin dai primi giorni delle tendopoli, ogni forma di  volontà di partecipazione attiva, auto-organizzazione e dissenso da parte della popolazione”.
 
“Se in Emilia le cose stanno andando diversamente – sottolinea il 3e32 – è anche grazie alla forza che ha dimostrato una parte del nostro territorio, denunciando e ribellandosi alle ingiustizie e alla speculazione delle cricche, e contribuendo a far venir fuori tutto il marcio che c’era ai vertici della Protezione Civile”.
 
“Purtroppo però – conclude la nota – le parole e le azioni di Gabrielli, ci dimostrano chiaramente che quel marcio è bel lontano dall’essere superato, ma noi non ci stancheremo mai di dirlo a testa alta”.