L’AQUILA  – “Mio figlio Roberto, come tutte le persone che vivono in Giappone, sa che terremoti e tsunami ci saranno sempre. Se si spaventa, però, lo fa solo per lo tsunami. Stamattina ci siamo sentiti pochi minuti dopo la scossa di terremoto, era impegnato nella vita di sempre all’università. Lì non ci si ferma mai. Lui neanche”.

A soli tre giorni dal primo anniversario del cataclisma che ha messo in ginocchio il Giappone, la famiglia di Paolo Busilacchi torna a vivere un nuovo incubo. Stamani, infatti, un terremoto di magnitudo 6,8 si è verificato alle 10:08 italiane al largo del Nord Est del Giappone. E adesso il rischio tsunami è elevato. Le coste interessate sono quelle della prefettura di Iwate e quelle della parte orientale di Hokkaido e Aomori.

“I giapponesi non sono ‘coccolati’ come noi – spiega l’imprenditore aquilano, sposato con una donna di origini nipponiche, dalla quale ha avuto due figli: Roberto, che vive e lavora a Tokio, e Saya, quest’ultima a Singapore – vivono con la consapevolezza di dover far fronte presto o tardi a un cataclisma. Si fidano dello stato, questo sì, uno stato che si occupa molto degli anziani, ma non si tratta di mero assistenzialismo. Anche se poi costruiscono decine di centrali nucleari intorno alle persone di cui si occupano”.

“Ma c’è una cosa di cui sono sicuro, perché conosco benissimo il Giappone: se sapessero come togliere le centrali, lo farebbero subito. Si sono buttati sul nucleare molto tempo fa, ora hanno capito che dovranno cambiare. Ci vorrà tempo, però. Sul progresso, per loro non esiste alternativa. Non fermano le fabbriche, le metropolitane, la vita cui sono abituati”.

“Non dimentichiamo – dice con una punta di orgoglio – che uno dei Paesi che ha rispettato alla lettera gli aiuti promessi all’Aquila terremotata, con programmazione anche futura, è stato proprio il Giappone. Quando hanno avuto lo tsunami quattro anni fa, molti Paesi avevano promesso aiuti mai arrivati”.

NUOVA SCOSSA DI 6.1 A NORD DI TOKYO

Un’altra forte scossa di terremoto di magnitudo 6.1 si è verificata in Giappone, con epicentro poco a Nord di Tokyo, nelle prefetture di Ibaraki/Chiba.

La scossa è stata registrata alle 21.05 locali (le 13.05 in Italia), d’intensità massima pari a 5+ sulla scala di rilevazione nipponica a Choshi, città della prefettura di Chiba.

Anche senza lanciare l’allarme tsunami, con l’epicentro nelle acque a circa 150 chilometri a nordest di Tokyo e tra le prefetture di Ibaraki e Chiba, la Japan Meteorological Agency (Jma) ha messo in guardia che “possono esserci lievi modifiche dei livelli del mare nelle regioni costiere”.

La Japan Meteorological Agency (Jma) ha invitato alla prudenza in quanto potrebbero esserci scosse di assestamento al terremoto di magnitudo 6.1 registrato alle 21.05, con epicentro a circa 150 chilometri a nordest di Tokyo.

Il sisma è da legare verosimilmente a quello dell’11 marzo 2011 che ha devastato il Nord Est del Paese, il Tohoku, essendosi verificato ai margini dell’area “di assestamento della fascia nel Pacifico lunga alcune centinaia di chilometri”, dalla punta a sudest di Hokkaido al promontorio di Ibaraki e Chiba.

ALTRE SCOSSE NEL NORD-EST

Un altro sisma è stato registrato nel Giappone del nord-est alle ore 19.49 locali (le 11.49 in Italia), con epicentro nella stessa area (Sanriku, nel Pacifico) di quella delle 18.09 cui è seguito l’allerta tsunami di 50 cm, poi cancellato. La magnitudo, ha riferito la Japan Metyeorological Agency (Jma), è stata misurata in 5.9 (6.8 la scossa precedente), con intensità di 3 (contro 4) sulla scala di rilevazione nipponica di 7. La tv pubblica Nhk ha riferito che mancano segnalazioni di danni a persone o cose.