L’AQUILA – Si muove tutta la politica regionale per la vicenda del mancato rinvio della scadenza per il pagamento delle tasse.

Dopo l’incontro che ieri il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha avuto con le parti sociali e le categorie produttive per preparare un “novembre caldo” di mobilitazioni, e la minaccia del presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, rivolta al Governo (“Se non passa una misura per L’Aquila sono pronto a dimettermi da commissario per la ricostruzione”), il coordinatore regionale del Popolo della libertà, Filippo Piccone, andrà in pellegrinaggio a Roma per proporre la sua strategia: un decreto legge urgente oppure, per prendere un po’ di tempo e predisporre un provvedimento ad hoc, un’ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri per rinviare di nuovo la scadenza al 31 dicembre 2011.

Anche il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, che ha parlato del rinvio dei pagamenti come di un “dovere politico”.

PICCONE: ”DECRETO D’URGENZA O NUOVA OPCM”

“Sulla questione del rinvio delle tasse per il cratere sismico lunedì mattina ho fissato un incontro a palazzo Chigi”.

Lo annuncia il coordinatore regionale del Popolo della libertà, Filippo Piccone, che spiega la sua strategia: “al governo chiederò un decreto legge urgente oppure un’ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri per prorogare ulteriormente la scadenza al 31 dicembre e avere il tempo di predisporre un provvedimento ad hoc”.

Per scongiurare la ripresa del pagamento delle tasse, “congelate” a seguito del terremoto per i residenti dell’Aquila e dei paesi del “cratere”, infatti, serve una norma cosiddetta primaria: la strada più veloce sarebbe quella di un decreto legge, immediatamente efficace in attesa della conversione in legge da parte del Parlamento.

La copertura finanziaria necessaria per il solo 2011 è stimata in circa 100 milioni di euro.

DEL CORVO: ”RINVIO TASSE, UN DOVERE POLITICO”

Sulla questione è intervenuto anche il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo: “In questi giorni la città dell’Aquila e in particolare modo i suoi cittadini vivono attimi di timore, rabbia, sconforto per la possibilità di non vedersi prorogato il pagamento delle tasse”.

“Nel mezzo di un’economia che stenta a ripartire, L’Aquila spera di essere salvata da un destino che aggraverebbe inevitabilmente la quotidianità della sua gente. L’impegno del commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi – afferma Del Corvo – è indiscusso e lo dimostra il costante lavoro che sta mettendo in atto con il governo, al fine di trovare una soluzione adeguata”.

“L’impossibilità di effettuare i pagamenti da parte dei cittadini è un dato di fatto inconfutabile e perorare la causa degli aquilani è un dovere politico, sociale e morale – sottolinea il presidente – davanti al quale nessuno mai ha pensato di potersi tirare indietro”.

“Per questo le forze politiche e istituzionali del Pdl sono in campo, per lanciare un grido d’allarme che equivale a iniziative concrete e proposte che siano in grado di dare una reale risposta alla città, come del resto è stato fatto precedentemente. Condivido la preoccupazione e la speranza degli aquilani – conclude Del Corvo – e auspico che, a breve, la sinergia tra il commissario e il governo, si tramuti di nuovo, in una soluzione concreta per il bene effettivo della città”. 

Il primo cittadino ha definito un programma di azioni incalzanti (in una sorta di “crescendo rossiniano”, lo ha definito l’assessore comunale Stefania Pezzopane), con due manifestazioni in città (la prima martedì 8 e l’altra venerdì 11 novembre) e una a Roma in occasione del voto al maxi emendamento alla Camera, nel quale potrebbe essere inserito il provvedimento di proroga di sospensione del pagamento delle tasse “congelate” dopo il terremoto.

“Col tavolo di oggi parte ufficialmente uno stato permanente di mobilitazione – ha detto il sindaco nell’incontro con la stampa che si è tenuto nel pomeriggio presso la sede del Comune – lunedì mattina torneremo a riunirci con i Sindaci del ‘cratere’ e gli amministratori provinciali mentre nel pomeriggio inviterò tutti i parlamentari abruzzesi a venire in città per verificare come stanno le cose”.

In serata il sindaco ha inviato una lettera al premier Silvio Berlusconi e al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Gianni Letta in cui ha chiesto un incontro “urgente e ufficiale con il Governo per avere una risposta certa e definitiva”.

LA LETTERA DI CIALENTE A BERLUSCONI E LETTA (formato pdf)

La prima manifestazione si terrà martedì 8. L’appuntamento è alle 15.30 davanti l’Emiciclo alla Villa comunale, in occasione del Consiglio regionale. “Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare – ha sottolineato – è fondamentale che tutti gli aquilani siano presenti”.

La seconda manifestazione è prevista per venerdì 11 novembre, che partirà alle 15.30 sempre dalla Villa comunale. Per quel giorno il sindaco chiederà che gli studenti di ogni ordine e grado “non si rechino a scuola e organizzino delle manifestazioni nella mattinata. Chiederò ai parroci dell’Aquila, inoltre, di suonare le campane alle 17 di venerdì, in segno di mobilitazione”. Il primo cittadino chiederà anche ai commercianti la chiusura simbolica, anche di una sola ora, delle proprie attività in segno di protesta.

Sulla minaccia di dimissioni di Chiodi, il sindaco ha detto di apprezzare la presa di posizione: “Finalmente, mi sembra giusto”, ha dichiarato.

L’ultima manifestazione si terrà a Roma in occasione della discussione del maxi emendamento alla Camera che si dovrebbe tenere il 14 o il 15 novembre.

“Ho un grande rammarico – ha detto Cialente – se si fosse iniziato a parlare di questo problema nel momento in cui noi lo abbiamo sollevato, e non si fossero fatte rassicurazioni di facciata, avremmo già raggiunto l’obiettivo e qualcuno avrebbe dormito qualche notte in più. C’è una componente di responsabilità di coloro che hanno tranquillizzato sulla situazione. Dal 1° novembre invece stiamo vivendo un incubo. Se non si pone rimedio questo sarà un colpo mortale per l’intera economia cittadina”.

Infine, il primo cittadino ha rivolto un invito a “tutti i direttori delle testate giornalistiche nazionali di venire in città per raccontare quello che sta accadendo davvero all’Aquila”. (e.m.)

CHIODI: ”RINVIO O DIMISSIONI”

“Se non dovesse arrivare a breve, brevissimo, una misura ad hoc per attenuare la crisi dell’economia e permettere ai cittadini di rifiatare sul fronte contributivo, rimetterò al governo l’incarico di commissario”.

Così il commissario delegato per la ricostruzione e presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, condividendo con gli aquilani uno stato d’animo fatto di consapevolezza, apprensione e speranza.

L’ipotesi delle dimissioni era stata chiesta anche dal consigliere regionale del Popolo della libertà Luca Ricciuti “come forma estrema di protesta nei confronti di chi, nel governo, non vuole ascoltare il grido d’allarme degli aquilani”.

“Ho chiesto al presidente Chiodi di valutare l’opportunità di lasciare il posto di commissario per la ricostruzione – ha detto Ricciuti ad AbruzzoWeb – la stessa cosa la dirò al vertice di maggioranza previsto per domani a Pescara e lo ribadirò durante la prossima seduta del Consiglio regionale”.

LA NOTA INTEGRALE DEL COMMISSARIO

“Continuo a lavorare senza sosta – dice Chiodi – facendo la massima pressione sul governo centrale affinché si possa giungere ad una soluzione soddisfacente. Nonostante il tempo non giochi a nostro favore, sono ancora fiducioso che la questione relativa alla restituzione delle tasse per la popolazione del cratere sismico si risolva nei termini utili”.

Al punto da paventare anche una decisione forte e sofferta. Purché serva al bene della collettività: “Se non dovesse arrivare a breve, brevissimo, una misura ad hoc per attenuare la crisi dell’economia e permettere ai cittadini di rifiatare sul fronte contributivo, rimetterò al governo l’incarico di commissario”.

“La scelta delle dimissioni è un passo pesante ovviamente che, in cuor suo, Chiodi auspica di non dover fare – sottolinea una nota del settore comunicazione della Struttura per la gestione dell’emergenza – Non foss’altro per continuare a dare il suo contributo, in termini di energie e rapporti politico-istituzionali, al territorio terremotato, alla sua gente che oggi, in enorme difficoltà per dover restituire allo Stato tutte le tasse sospese, gli chiede quantomeno una ulteriore proroga”.

“Ho portato a Roma la necessaria documentazione per sostenere l’impossibilità di effettuare i pagamenti da parte dei cittadini – fa sapere Chiodi – Ho dimostrato con i fatti che si tratta di un carico fiscale insostenibile. Ho affrontato l’argomento nei molti incontri avuti col sottosegretario Gianni Letta. Insieme siamo stati dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi”.

Di più. Chiodi riferisce che il sottosegretario ne ha parlato anche in sede di Consiglio dei ministri che, dal proprio canto, ha espresso una apertura di massima.

“Non vorrei – teme il commissario – che ora fossero subentrati altri problemi. È una questione di giustizia ed equità sociale – conclude – e il Paese non può tirarsi indietro. Non ora”.

Chiodi, comunque, non si arrende. Lunedì sarà di nuovo nella capitale per perorare la causa degli aquilani. E azzarda: “Forse già allora ci potrà essere un segnale positivo”.

LE REAZIONI DI IERI


IDV: “CHIODI SI DIMETTA”

“Finalmente anche nel Pdl ci si è resi conto di quello che l’IdV sostiene ormai da mesi: Chiodi non è in grado di assolvere alle funzioni di commissario straordinario per la ricostruzione”.

E’ quanto dichiara Carlo Costantini, capogruppo IdV in Consiglio regionale, commentando la richiesta di dimissioni dall’incarico di commissario straordinario per la ricostruzione nei confronti di Chiodi, avanzata dal consigliere del Pdl Ricciuti.

“Il fallimento della gestione Chiodi è ormai sotto gli occhi di tutti e a pagarne le drammatiche conseguenze sono soprattutto gli aquilani. Ma Chiodi ha sempre negato le sue responsabilità cercando di accollare la colpa dei suoi fallimenti al capro espiatorio di turno: una volta il sindaco, poi le imprese, poi i tecnici ed adesso chiama in causa il governo, quindi anche se stesso, annunciando a sorpresa che di dimetterà se non verranno prorogati i pagamenti delle tasse”.

“Ora, però, che anche i suoi gli chiedono le dimissioni spero davvero si convinca di dover fare un passo indietro da subito e non in un tempo indefinito, cosi’ come spero sin da ora che la sua sostituzione non avvenga sulla base del ‘pedigree’ giudiziario dei possibili candidati, visti i precedenti”

PD: “RICHIESTA DI DIMISSIONI IN CONSIGLIO REGIONALE”

“Martedì prossimo in aula – annuncia il Capogruppo del PD in Consiglio regionale Camillo D’Alessandro – presenterò la richiesta di dimissioni di Chiodi da commissario alla ricostruzione. Deve lasciare, ha fallito sulle tre partite vitali della città di L’Aquila: rinvio tasse, zona franca, ricosruzione pesante”.

“Il consigliere regionale del Pdl Ricciuti – commenta l’esponente del PD – ha chiesto a Chiodi di dimettersi da Commissario alla ricostruzioni, il consigliere comunale Lombardi si è dimesso da coordinatore cittadino del Pdl, ma Chiodi continua a rimanere lì, continua a consentire lo scempio delle ragioni dell’Abruzzo e di L’Aquila”.

“Sul mancato rinvio del pagamento delle tasse aveva ragione il sindaco Cialente – insiste D’Alessandro – hanno avuto torto tutti gli altri, a partire da Chiodi a De Matteis, passando per l’intero Pdl, se ora vi sono sussulti di dignità dobbiamo andare fino in fondo”.

“Facile prendersela con Tremonti – riprende D’Alessandro – in Abruzzo il Governo ha un suo delegato, che ha un nome e cognome, Gianni Chiodi, che è il complice silente ed accomodante dei killer che si trovano a Roma”

“Va posto fine – conclude D’Alessandro – al commissariamento: tra mancato rinvio delle tasse, zona franca in alto mare e fondi della scuola scippati, ormai ci troviamo di fronte ad una vergogna”.

PICCONE: “DOMANI ALL’AQUILA, MARTEDI’ INCONTRO CON PARLAMENTARE ABRUZZESI”

“È fondamentale agire in fretta ed in modo unitario per arrivare ad ottenere lo slittamento del pagamento delle tasse all’interno dell’area del cratere sismico”.

Lo afferma il Coordinatore regionale del Pdl abruzzese, Filippo Piccone.

“Sono fiducioso che ciò possa avvenire, – aggiunge Piccone – nel frattempo domani pomeriggio, dopo la riunione di maggioranza dei consiglieri regionali, mi recherò all’Aquila per affrontare la questione con amministratori e associazioni di categoria. Martedì prossimo, come già preannunciato, convocherò i parlamentari abruzzesi a Roma, di tale iniziativa ho già avuto modo di parlare con il Presidente Franco Marini“.