CELANO – In un calcio corrotto e malato, la storia di Simone Farina, ex difensore del Celano, dovrebbe rappresentare la “regola” e non l'”eccezione”.

Immischiato nell’ennesimo scandalo del calcioscommesse, il ventinovenne terzino del Gubbio è stato celebrato come il salvatore della patria per aver rifiutato 200 mila euro per truccare la partita di Coppa Italia contro il Cesena.

Lui, Farina, è la parte sana del sistema: un giocatore di provincia che dice no al dio denaro.

L’altro, Cristiano Doni, capitano e bandiera dell’Atalanta, ne è il cancro: un campione sul campo ma non nella vita che non resiste a quel maledetto vizio e tradisce la maglia, la famiglia, i suoi tifosi.

Il commissario tecnico della Nazionale, Cesare Prandelli, ha deciso di premiare Farina e lo ha invitato ad allenarsi a Coverciano con il resto della squadra.

Farina sarà emozionato, non è abituato ad avere i riflettori puntati addosso.

D’altronde, ha fatto qualcosa che dovrebbero fare tutti, qualcosa che dovrebbe rientrare nella quotidianeità e non nella straordinarietà.

Forse non tutti sanno che Farina ha militato anche nel Celano nella stagione 2006/2007 collezionando 28 presenze e un gol.

Forse da queste parti nessuno lo rimpiangerà come terzino, ma di uomini come lui ce ne sono troppo pochi.

Che il 2012 porti dieci, cento, mille Farina. Chiediamo troppo? (g.giar.)