L’AQUILA – Il giudice per le indagini preliminari del tribunale dell’Aquila, Marco Billi, ha fissato per lunedì prossimo, 9 dicembre, l’interrogatorio di garanzia di Elzabieta Kazimiera Olejarczyk, la 48 enne di origine polacca finita agli arresti domiciliari con l’accusa di stalking nei confronti del figlio 21enne.

Secondo il gip, che ha firmato la misura cautelare chiesta dal pubblico ministero David Mancini, la Olejarczyk, ricercatrice universitaria separata dal marito dopo alcuni anni di matrimonio, ha perseguitato a lungo il figlio sia a scuola, sia a casa.

“Stiamo preparando la difesa. Intanto, abbiamo presentato un’istanza di revoca del provvedimento restrittivo – spiega ad AbruzzoWeb l’avvocato aquilano Dario Visconti, legale difensore della donna – Si tratta di una madre che ha esercitato un suo diritto e cioè quello di voler aiutare il figlio e verificarne l’andamento scolastico”.

Alla donna era stato tolto l’affidamento del figlio, quando era ancora minorenne, per averlo portato con sé senza il permesso del padre in Polonia, gesto per il quale è stata condannata dal tribunale dell’Aquila per sottrazionedi minore.

Nel corso delle indagini svolte dalla squadra Mobile, diretta da Maurilio Grasso, il 21enne ha accusato la madre di aver tentato di rapirlo nuovamente per portarlo in Polonia, cercando di “tenerlo sempre sotto il proprio dominio psicofisico”, procurandogli “un perdurante stato di ansia”.

Come si legge dall’ordinanza, la donna è indagata “per avere, con condotte reiterate, pressoché quotidiane, molestato il figlio con atteggiamenti opprimenti, impedendogli di frequentare le scuole, recandosi ivi a disturbare le lezioni, costringendolo a isolarsi e a trascurare gli studi e poi ad abbandonare gli stessi più volte”.

“La donna sta vivendo una situazione drammatica e inimmaginabile – prosegue il legale – Bisognerà stabilire fino a che punto il comportamento del figlio, che ha accusato la madre di tenerlo sotto il proprio dominio psicofisico, rappresenti un’autodeterminazione libera. Inoltre, ci sono delle lacune nelle indagini in relazione alle denunce presentate dalla donna nel corso di questi anni, alle quali non sono mai seguiti dei provvedimenti”.

“La vicenda è stata affrontata in modo frammentato, non di certo da un punto di vista globale – conclude Visconti – Mi auguro che l’autorità giustiziaria compia uno sforzo e prenda l’impegno di verificare compiutamente il caso”.(m.gal)