L’AQUILA – Slitta al febbraio 2017 il processo a carico dell’aquilano Stefano Di Gregorio, classe 1978, ex operatore della Croce Bianca ed esperto informatico originario di Preturo, arrestato l’8 gennaio scorso con l’accusa di atti persecutori nei confronti della sua ex e di un’altra decina di donne.

La prima udienza, stamattina al tribunale dell’Aquila, si è aperta e subito chiusa, non prima che il giudice Giuseppe Grieco dichiarasse nulli, su richiesta della difesa, 4 capi di imputazione su undici.

Le accuse sono atti persecutori, accesso abusivo a sistemi informatici, minacce e sostituzione di persona. Una sessantina i casi di cui Di Gregorio sarebbe protagonista, 12 le vittime accertate.

L’uomo è ritenuto il responsabile anche dei falsi allarmi bomba alla scuola di Bazzano.

Di Gregorio è difeso dall’avvocato Fabio Alessandroni, le parti civili dall’avvocato Maria Teresa Di Rocco.

Quasi tutto ruota intorno ad una serie di accertamenti informatici, per i quali la Squadra mobile che ha condotto le indagini coordinate dalla procura si è avvalsa della consulenza di un esperto, è per questo che la strategia difensiva si è concentrata su una perizia affidata sempre ad un informatico per smontare la tesi accusatoria.

L’uomo si trova agli arresti domiciliari e per ragioni di strategie difensive non è stata chiesta la revoca della misura. (m.sig.)