L’AQUILA – Lo avevamo lasciato 33 anni fa, all’indomani della storica vittoria con la quale L’Aquila Calcio tornò in serie C, a Cassino, nello scontro con l’Avigliano (2-0).
Quel trionfo fu offuscato dalla morte dei quattro ragazzi aquilani che morirono a Sulmona (L’Aquila) mentre andavano verso Cassino.
Paolo Centi, Maurizio Climastone, Carlo Dionisi e Carlo Risdonne sacrificarono la loro vita sull’altare rossoblù, come ricordammo nella nostra pubblicazione di quel tempo Sì, sì, sì, torniamo in serie C e il poeta e pittore di Lanciano (Chieti), Gildo D’Annunzio, scrisse un’ode memorabile dal titolo Anche la morte piange.
Lo avevamo lasciato 33 anni fa Angelo Cerasani, classe 1954, “Ju Lupe”, originario di San Benedetto dei Marsi (L’Aquila) che, all’epoca, giocava come punta con la squadra aquilana e contribuì al successo di quel campionato dopo che aveva iniziato a giocare a 16 anni con i colori rossoblù.
Lo raggiungiamo ad Olbia, dove da vari anni si è trasferito (dall’80/81 per quattro anni giocò in Sardegna) e dove attualmente lavora come concessionario di auto e si è brillantemente imposto come imprenditore grazie al suo fiuto da… Lupo.
Perché ti ribattezzarono con quel soprannome?
Fu un dipendente del Comune dell’Aquila, un certo ragionier Lalli, tifoso sfegatato aquilano, che me lo affibbiò. Forse perché avevo il fiuto del gol. Ne ho segnati tanti nella mia carriera di calciatore…
Dopo il ritorno dell’Aquila in C andasti al Brindisi in serie B, allenato da Mimmo Renna.
Esatto. Disputai un gran campionato. Poi tornai all’Aquila come prestito militare per l’interessamento di Franco Taccia che andò in conflitto con l’allora presidente Gildo De Felice. Il presidente si sentì “scavalacato” nella trattativa che portò avanti Taccia, il quale mi fece tornare all’Aquila in prestito gratuito. So anche che De Felice ebbe a dire a Franco “Come, il figlio del mio migliore amico Giacomo (il tedoforo delle Olimpiadi di Londra del ’48 di cui AbruzzoWeb ha già scritto, ndr) è stato capace di fare una simile operazione a mia insaputa?”. Bei tempi! C’era tanta amicizia e familiarità, si viveva un calcio diverso e pulito senza dubbio.
Torni qualche volta alle tue radici?
Sì. Tempo fa ci siamo rivisti con il portiere Oddi, Brutti e tutti i miei compagni con i quali abbiamo vinto quel magico campionato. Li ricordo tutti, Ferzoco, Rocca, Serafini, Negri, Petrelli, Di Felice, Zuppa, Del Pinto, Pacini, Cesareo, Castellucci, Militello, Di Marcantonio, Donatelli, Cherubini, il capitano, Tofani, Romanelli, Mattioli, Parisse, Di Sabbato e Tarantelli, che ho nella memoria con Aurelio, tuo figlio, la nostra “mascotte”. Approfitto per dirti che lo seguo con i suoi servizi televisivi con la Nazionale e sono felice.
Comunque il mio cuore è sempre all’Aquila, dove ho tanti amici. Voglio mandare un saluto all’amico fraterno Taballione che lavorava presso la Questura ed era un grande organizzatore di eventi sportivi. La tragedia del terremoto mi ha molto colpito.Ancora penso a tutti i miei amici che ne hanno subìto le conseguenze e ancora non trovano una soluzione per il problema della casa distrutta.
Dopo Brindisi?
Fui acquistato dal Chieti, dove vinsi il campionato con il tecnico Giammarinaro. E poi ho giocato con il Francavilla dove c’era l’allora presidente Luciani, un vero appassionato di sport. Ricordo lo slogan “Oggi e domani una casa Luciani”! Anche il Francavilla in quel tempo disputò memorabili campionati in serie C.
Il calcio è sempre nel tuo dna?
Sì, lo seguo sempre con passione ricordando soprattutto i suoi valori e gli insegnamenti che ho avuto da tanti maestri che ho incontrato e da tanti compagni con i quali ho condiviso tante belle vittorie…
Gli ultimi pensieri…
Uno all’Aquila, che resta la mia città preferita, quella che mi ha lanciato sportivamente e mi ha fatto diventare uomo. L’altro al calcio abruzzese con i miei rallegramenti per le promozioni del Pescara e del Lanciano. Se mi permetti ne vorrei aggiungere un altro per L’Aquila Calcio. Mi hanno comunicato che c’è un nuovo presidente, Corrado Chiodi, che con Elio Gizzi e il suo staff vuol fare grandi cose.
Infine un pensiero, se mi consenti, alla nostra Nazionale. Sono convinto che abbiamo un’ottima squadra che potrà fare anche la finale per il titolo Europeo, prevedo contro la Spagna. Per l’esito finale di quest’incontro ci risentiremo alla vigilia: vedrai che il mio… Collega, come bomber, s’intende, Mario Balotelli, metterà tutti a tacere con i suoi gol…



