L’AQUILA – “Per questa ordinanza ci stanno facendo i complimenti da tutta Italia. Tutti vogliono imitarci e il mondo dello sport ci sta incoraggiando”. 

Lo ha detto il presidente della Regione, Marco Marsilio, nel corso della conferenza stampa tenuta all’auditorium di palazzo Silone, sede aquilana della giunta, insieme all’assessore allo Sport, Guido Liris, anch’egli esponente di Fratelli d’Italia. 

Un incontro con i giornalisti convocato per difendere l’ordinanza numero 72 che disciplina la riapertura dei centri sportivi, seppur imponendo alcune limitazioni per gli sport di squadra (nel calcio vietati contrasti, scivolate e marcature a uomo, niente starnuti o sputi e niente tocco con le mani al di là del portiere) che hanno fatto insorgere alcuni esponenti di spicco nel panorama nazionale, come il presidente della Federazione italiana gioco calcio, l’abruzzese Gabriele Gravina e il campione del Mondo del 2006, anch’egli abruzzese, Massimo Oddo. 

E proprio in apertura di conferenza Marsilio ha rivelato di aver parlato con il presidente del Coni, Giovanni Malagò: “Conosceva perfettamente ciò che abbiamo fatto. Mi ha fatto i complimenti perché l’Abruzzo è stato in prima fila per riaprire l’attività sportiva. Spero che il ministro, la Figc e tutto il modo sportivo riescano a fare presto i protocolli di sicurezza”.

La conferenza stampa è servita anche a difendere l’operato di Liris, finito nel mirino di critiche e ironie proprio per aver concordato con i centri sportivi alcune regole che stravolgono un po’ le discipline sportive. Ma, questa è stata la replica di entrambi, ad oggi più di così non si poteva fare, pena prolungamento delle chiusure e rischio fallimento di molte imprese.

“L’ordinanza – ha detto Marsilio all’inizio ironizzando – si è guadagnata chiacchiere da bar e in ogni angolo di strada. Se si tocca il pallone tutti diventano tecnici in questo Paese. Abbiamo scoperto che nessuno può giocare senza fare contrasti o scivolate. Un popolo di atleti che non può scendere in campo senza marcature strette, interventi in scivolata, contrasti. Ringrazio personaggi famosi e importanti che ringrazio per aver dato il loro contributo. Li ho sentiti tutti, da Gravina a Oddo, a Malagò, al quale ho posto il tema serio di tutelare lo sport ai tempi del Covid. Non può passare il principio che senza vaccino alcuni sport non possono essere fatti”.

“Se dovessimo stare a cercare regole o scappatoie – ha spiegato Marsilio – evidentemente ci sarebbero sport e interi condannati a non ripartire. C’è un tema più generale. La Regione è impegnata a riaprire le attività sportive. Ricordo che siamo stati secondi in Italia nella ripartenza dei circoli tennis”.

Marsilio si è tolto più di qualche sassolino dalla scarpa: “Siamo in un Paese che considerava un untore chi andava a correre da solo o chi prendeva la bicicletta per fare qualche chilometro. Io stesso sono stato processato da opposizioni e giornali faziosi quando ho adottato ordinanze che facevano riprendere questo tipo di attività che, tra l’altro, è il non plus ultra della salute”. 

“Si era creato un clima da ‘aiuto aiuto, Marsilio è un pazzo’. A Pescara è nato il processo su ciò che accadde tra il 1 e 4 maggio. E invece quindici giorni dopo, zero contagi. Questo dimostra che si può vivere senza paranoie, adottande cautele e accortezze. Per questo non mi unisco al coro di chi vuole ridicolizzare certe regole, per quanto possano essere grottesche. Dover firmare un’ordinanza che dice di giocare con i guanti è dura. Ma preferisco un centro sportivo che apre con limiti piuttosto che chiuso per sempre. Poi si può scegliere di adeguarsi o fare i puristi. I centri sportivi abruzzesi stanno facendo festa dopo tre mesi che stavano portando al fallimento”.

“In mezza giornata – ha aggiunto Marsilio – c’è stata una settimana intera di prenotazioni. È pieno di gente che vuole fare una sgambata tra amici. Si ricomincia a vivere, si rimette in moto una filiera. Ringrazio Liris per aver fatto questa faticosa mediazione di prendere i protocolli, andare dai medici, dai dipartimenti di prevenzione. Il tema vero e serio su cui l’Abruzzo chiama a riflettere è salvaguardare l’attività sportiva, uscire dal cono d’ombra che ha trasformato questo settore in un grave pericolo per la salute, anche quando veniva fatta soli e lontano da tutti. Invito Spadafora a rompere gli indugi. Abbiamo riaperto quasi tutte le attività. Non credo che sia più pericoloso giocare a pallavolo che andare a teatro, al cinema, nelle librerie. L’Abruzzo ha fatto la sua parte, siamo pronti ad accogliere i protocolli nazionali. Se i nostri medici ci dessero maggiore libertà e autonomia non mancheremmo di utilizzarla”.

“Mi scuso anche con il presidente Marsilio per i rimbrotti che ha dovuto prendere – ha esordito Liris – Molti hanno ironizzato su un tema importante, la ripartenza dello sport, invece siamo stati precursori. Non è stata una scelta superficiale, ci sono stati incontri numerosi e con persone competenti. In particolare con i centri sportivi di tutto Abruzzo. Interlocuzioni effervescenti e molto ben portate avanti a cui ha partecipato anche il responsabile del calcio a 5 della Figc regionale. C’è un tessuto socio economico in difficoltà. I centri sportivi stavano soffrendo e non hanno possibilità oggi di aspettare il 22 o 25 giugno. C’erano delle possibilità per portare avanti gli sport di squadra, un compromesso che però non può battere il distanziamento delle regole. Mi spiace che abbia criticato anche l’ex assessore Silvio Paolucci. Le ironie mi hanno sollecitato risposte che mi sono tenuto dentro, anche se con reazioni infastidite. Sono persone che non conoscono il tessuto socio economico: c’è gente che vive di questo e che chiedeva dopo tanto silenzio un atto coraggioso e di responsabilità”.

Liris si è detto stupito delle critiche di Gravina: “E’ un amico, lo conosco benissimo, una persona che abbiamo imparato ad apprezzare. Mi stupisce che non venga colta la profonda differenza tra il mondo dei professionisti e quello degli amatori. Oggi i centri estivi fanno festa e tantissimi stanno chiedendo di imitare l’Abruzzo”.

“Siamo aperti a cambiamenti anche in corso d’opera quando ci saranno suggerimenti migliorativi. Rispetto alla chiusura, però, questa ci è sembrata la soluzione migliore in questo momento. C’era fame incredibile di sport e stare insieme. C’è bisogno di uno sfogo endorfinico che dobbiamo facilitare”.