PESCARA – Tullio Tonelli non poteva rivestire il ruolo di presidente della Tua, la società unica dei trasporti regionali, in quanto rivestiva già il  ruolo di amministratore unico di Pescara Energia Spa, società in house del Comune di Pescara.

A dirlo l’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac), nella delibera pubblicata il 27 febbraio.  

A dare la notizia l’assessore regionale alle Attività Produttive, Turismo e Cultura Mauro Febbo, che contro questa nomina disposta dall’ex presidente della Regione Luciano D’Alfonso aveva dato battaglia nella veste di consigliere di opposizione e presidente della commissione Vigilanza. 

“La sua inconferibilità è molto grave – commenta ora Febbo – in quanto ne consegue la nullità immediata dell’atto di conferimento dell’incarico e del relativo contratto ai sensi dell’articolo 17 del decreto legge 39 del 2013. Tonelli praticamente ha rivestito il ruolo di presidente di Tua in maniera abusiva aprendo adesso la strada a svariati ricorsi e contenziosi milionari visto che non poteva firmare e stipulare qualsiasi tipologia di contratti compresi quelli di tipo bancario e finanaziario, come sono nulle tutte le decisioni assunte circa la gestione dell’impresa”.

“Da presidente della Vigilanza – spiega Febbo – ho denunciato da subuito la nomina di Tonelli invitandolo a rimuovere la sua palese incompatibilità. Ricordo come a supporto della mia denuncia politica vi sono pareri anche due pareri inconfutabili che dichiarano l’incompatibilità di Tonelli: il primo è a firma dell’avvocato Stefania Valeri, Dirigente del servizio Avvocatura Regionale che l’11 settembre, in una nota inviata alla Procura della Repubblica del Tribunale di Chieti, alla Procura Regionale Corte dei Conti e a tutti i vertici regionali, dove ribadisce come Tonelli si trovi in una ‘sussistenza di incompatibilità tra l’incarico di Presidente della società TUA e quello di amministratore unico di una società controllata del Comune di Pescara (ente con popolazione superiore a 15.000 abitanti)’”. 

L’altro documento è a firma del dirigente Pierluigi Venditti, Responsabile dell’anticorruzione (Anac interna a TUA). 

“Pareri mai accolti dal presidente D’Alfonso e da Tonelli che scientemente ed ostinatamente hanno ignorato le leggi e regolamenti vigenti incorrendo in un abuso senza precedenti ed ora vista la conclamata incoferibilità si apre la strada a gravi e pesanti conteziosi penali e contabili”.   

“Infatti nella delibera dell’Anac si legge come il procedimento deve essere avviato nei confronti di tutti coloro (D’Alfonso in primis)  che, alla data del conferimento dell’incarico, erano componenti dell’organo conferente e quindi anche nei confronti di chi nel precedente Governo regionale si è preso l’onere di nominare Tonelli.

“È del tutto evidente – conclude Febbo – che siamo di fronte all’ennesimo e grave pasticcio amministrativo creato esclusivamente dal metodo adottato da D’Alfonso in questi anni in regione Abruzzo ed i suoi effetti negativi pagheremo nei prossimi mesi. Ora però da Tonelli e compagni mi aspetto le scuse, che avevo già chiesto da mesi”.