L’AQUILA – Che fine farà lo smartworking? Il dibattito è aperto in vista della scadenza del 30 giugno e lo scontro tra chi è a favore e chi è contro è acceso.

Se ne parlerà oggi pomeriggio, a partire dalle 18.30, in una diretta su Facebook e Youtube sui canali NED, NewEuropeanDream (https://www.facebook.com/NEDNewEuropeanDream/) e che verrà ricondivisa da AbruzzoWeb.

Ospite sarà Francesco Maria Spanò, promotore del DDL sul lavoro agile e Direttore People & Culture della Luiss Guido Carli. .

“Premesso che la confusione intorno al tema è molta, partendo dalla differenza sostanziale che esiste tra telelavoro, smart working o lavoro agile e lavoro ibrido; tra i motivi di coloro che si scagliano contro questa modalità di lavorare ci sono l’azzeramento dei rapporti interpersonali e la conseguente alienazione, l’impossibilità di controllare l’andamento dei progetti, i problemi assicurativi, il diritto alla disconnessione – viene spiegato – Dall’altra parte ci sono quelli a favore che sottolineano un maggiore work-life balance, la possibilità di essere più presenti in famiglia, una maggiore efficienza e la possibilità di vivere dove si vuole”.

“Da qui l’interesse dei piccoli comuni nel proporre una legge che vada a regolare il lavoro agile che è oggi in discussione alle Camere. È di queste settimane la notizia della firma del protocollo tra Randstad Italia e South Working – Lavorare dal Sud volto ad agevolare l’assunzione da parte delle aziende del Nord di persone che vivono nel Centro e nel Sud Italia. Le conseguenze di una simile rivoluzione possono essere molteplici, non solo in termini di lotta allo spopolamento ma anche come strumento per sostenere la richiesta di legalità”.