L’AQUILA – Il governo Monti proroga anzitempo al 2012 lo stato d’emergenza per il terremoto 2009.
È quanto si apprende dalla lettura dei provvedimenti presi nel Consiglio dei ministri di oggi, presieduto dal premier, Mario Monti, che, principalmente, si è occupato anche della manovra che lo stesso primo ministro ha battezzato “decreto salva-Italia”.
Si tratta in assoluto del primo momento in cui il nuovo esecutivo ha preso in considerazione la ricostruzione, ma ha implicazioni importanti.
Con la proroga, che dovrà essere precisata in termini temporali (fino a quando?), proseguirà infatti il mandato commissariale di Gianni Chiodi, presidente della Regione, e della struttura alle sue dipendenze.
Attesa anche per la definizione dei confini. Il comunicato stampa di palazzo Chigi parla infatti di emergenza per “la Provincia dell’Aquila e l’intera regione Abruzzo”, che inizialmente poteva far dubitare su un possibile allargamento dei confini del “cratere” fissati dal “decreto Abruzzo” del 2009 e dalle sue integrazioni.
Da quanto appreso da AbruzzoWeb, tuttavia, la normativa di riferimento resta quella e quindi lo stato d’emergenza va inteso prorogato per il cratere.
“Lo avevo richiesto, sono riusciti a inserirlo”, ha commentato brevemente il commissario Chiodi che, in giornata, ha annunciato di aver chiesto un incontro ufficiale con Monti “per un esame più dettagliato delle problematiche legate al terremoto dell’aprile 2009 all’Aquila”.
“Sono stati anche prorogati – si legge nella nota – stati d’emergenza già dichiarati nella città di Roma e nelle province di Sassari, Olbia e Tempio (strada statale SS-OL) per problemi legati al traffico ed alla mobilità, nonché nella Provincia de L’Aquila e nell’intera Regione Abruzzo per il terremoto del 6 aprile 2009”.
Lo stato d’emergenza per il 2011 era stato prorogato il 17 dicembre 2010, nell’ultima riunione dell’anno del Consiglio dei ministri allora guidato da Silvio Berlusconi. (alb.or.)



