L’AQUILA – Il ddl sul processo breve è passato alla Camera dei deputati con 314 voti favorevoli e 296 contrari. Il testo torna adesso al Senato. Il voto è arrivato dopo due giorni ad altissima tensione, con il Partito democratico a fare ostruzionismo a tutto campo e il Popolo della libertà a rintuzzare gli attacchi.
Nel pomeriggio, è stata bocciata la proposta di modifica avanzata dal Pd che interessava L’Aquila, in quanto chiedeva che la norma sulla prescrizione abbreviata per gli incensurati non si applicasse all’omicidio colposo, reato contestato in numerosi procedimenti scaturiti dalla maxi inchiesta-crolli della procura della Repubblica dell’Aquila.
Il Pdl ha votato compatto contro l’emendamento. Al momento il sito web della Camera dei deputati ancora non riporta i voti dei singoli deputati pidiellini abruzzesi, che sono Sabatino Aracu, Carla Castellani, Marcello De Angelis, Giovanni Dell’Elce, Paola Pelino e Maurizio Scelli. Tutto farebbe pensare, però, che abbiano seguito gli ordini di scuderia.
Con la bocciatura potrebbero essere insomma colpiti dalla tagliola del processo breve anche i procedimenti sui crolli avvenuti con il terremoto dell’Aquila. Fatto questo che ha scatenato le ire dei comitati dei parenti delle vittime, alcuni dei quali stanno manifestando in queste ore in un sit-in di protesta organizzato dal Popolo viola in piazza Montecitorio.
“Il ‘processo breve’ è un’offesa ai nostri morti”, ha detto la portavoce dei parenti delle vittime della casa dello studente dell’Aquila, Antonietta Centofanti durante la manifestazione a Roma, a cui non ha invece preso parte l’associazione “6 aprile per la vita”: “Ci aspettiamo una presa di posizione da parte dei politici locali e dei parlamentari abruzzesi”, ha detto il presidente Pier Paolo Visione.
A nulla è servito l’appello del capogruppo Pd Dario Franceschini lanciato in Aula alla Camera durante le votazioni degli emendamenti al processo breve.
“Mi rivolgo – ha detto Franceschini – ai singoli parlamentari di maggioranza” perché, anche con il non voto, colgano l’occasione “di stralciare da questo provvedimento almeno i reati commessi da quelli che hanno causato la morte sotto le macerie di cittadini innocenti dell’Aquila”. L’emendamento bocciato era stato presentato anche da Idv e Fli.
“Credo sarebbe un piccolo segnale di ragionevolezza, anche per il futuro. Lo dico anche al ministro Alfano – ha detto Benedetto Della Vedova per dichiarazione di voto, prima che l’aula bocciasse la proposta – Un piccolo segnale di ragionevolezza che non incide sull’obiettivo grosso che vi siete dati” e per cui “siamo qui da giorni”.
Il capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera, Donatella Ferranti ha parlato di “ingiustizia per L’Aquila” mentre Massimo Rossi, portavoce nazionale del Prc-Federazione della sinistra, ha chiesto al presidente della Repubblica di sciogliere le Camere.
Parole di disapprovazione per la bocciatura dell’emendamento sono state espresse dal presidente del gruppo parlamentare Idv Massimo Donadi, che ha annunciato: “continueremo a fare la nostra battaglia”.
Alessandro Maran, vicepresidente dei deputati del Pd, ha parlato di “un provvedimento fatto apposta per permettere a Berlusconi di sfuggire dal processo Mills. E per salvare lui non importa che non avranno giustizia le vittime del deragliamento di Viareggio o quelle del terremoto dell’Aquila”.
L’istituzione del cosiddetto processo breve lede i principi fondamentali della giustizia e penalizza, in particolar modo, i parenti delle vittime del terremoto dell’Aquila”, ha commentato l’assessore alle Politiche sociali del Comune dell’Aquila, Stefania Pezzopane.
Il parlamentare del Pdl Roberto Cassinelli , ha criticato aspramente l’atteggiamento dell’opposizione parlando di “solite strumentalizzazioni della sinistra”.
Di tutt’altro avviso la parlamentare molisana Anita Di Giuseppe (Idv), secondo la quale “migliaia di vittime non avranno mai giustizia”.
FERRANTI (PD): “INGIUSTIZIA PER L’AQUILA”
L’AQUILA – “Anche i processi per reati di omicidio colposo non saranno immuni dalla tagliola della prescrizione breve. Rientrano tra questi i processi sul terremoto dell’Aquila e della strage di Viareggio. Si tratta di processi molto lunghi e complessi con numerosissime parti civili e la necessità di lunghi e rigorosi accertamenti. È evidente che intervenire sulla durata massima della prescrizione del reato in questi processi è di per sè sbagliato e può avere, nel tempo, effetti drammatici”.
È l’allarme della capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera, Donatella Ferranti.
“Le vittime esigono giustizia ed è incomprensibile – prosegue – che il legislatore si schieri dall’altra parte mettendo in dubbio la possibilità che si arrivi a una sentenza definitiva nei tre gradi di giudizio. Quali sarebbero i vantaggi per lo Stato? Dov’è la ratio della legge? Perché un imputato, seppur incensurato non dovrebbe pagare per una strage?”.
“La maggioranza – sottolinea – ha votato contro il nostro emendamento solo per fare un favore a Berlusconi e facendo un passo indietro rispetto al pacchetto sicurezza del 2008 che aumentava i tempi della prescrizioni per omicidi colposi plurimi”.
ROSSI (PRC-FDS): ”IL PROCESSO BREVE LEDE STATO DI DIRITTO”
L’AQUILA – “La Federazione della sinistra, sarà in piazza a Montecitorio contro Berlusconi e il berlusconismo. Saremo in compagnia dei mille volti che con noi da sempre lottano contro l’insipienza e l’arroganza di un governo maschilista, razzista e guerrafondaio”.
Lo afferma Massimo Rossi, portavoce nazionale del Prc-Federazione della sinistra, che chiede al presidente della Repubblica di sciogliere le Camere.
“Fds è fatta da uomini e donne di sinistra che si sentono, in un tempo di emergenza democratica, sentinelle a difesa della costituzione, animati dalla profonda passione civile dell’antifascismo che l’ha ispirata. Siamo contro il processo breve – spiega Rossi – perché lede i fondamenti dello stato di diritto, la norma produrrà l’estinzione di giudizio per reati commessi dopo il maggio del 2006 e con pene inferiori a un massimo di 10 anni, quindi i principali responsabili di processi penali come il terremoto dell’Aquila, la strage di Viareggio, il crack Parmalat i morti per amianto, resteranno impuniti”.
“Saremo a Montecitorio – aggiunge Rossi – perché pensiamo che la censura mediatica che colpisce noi della Fds e tutti i soggetti che chiedono una parola pubblica a difesa della libertà e dell’uguaglianza sociale sia la causa dei tanti ed ingiusti processi brevi che si svolgeranno nei prossimi mesi in Italia”.
“FdS chiede insieme ai movimenti ed il popolo viola che il presidente Napolitano sciolga le Camere e restituisca l’agibilità democratica al paese”, conclude l’esponente l’esponente della sinistra.
ANTONIETTA CENTOFANTI: ”PROCESSO BREVE OFFESA AI NOSTRI MORTI”
L’AQUILA – “Il ‘processo breve’ è un’offesa ai nostri morti”.
Lo ha detto la portavoce dei parenti delle vittime della casa dello studente dell’Aquila, Antonietta Centofanti durante la manifestazione davanti a Montecitorio.
“A cosa serve bloccare il Parlamento per mesi su un argomento che è utile solo al premier? – ha aggiunto la Centofanti – Se dovesse passare questa legge, le vittime che oggi qui rappresentiamo saranno uccise per la seconda volta”.
L’Associazione ‘6 aprile per la vita’, invece, non ha partecipato alla presidio nella capitale.
“Ci aspettiamo una presa di posizione da parte dei politici locali e dei parlamentari abruzzesi – ha detto Pier Paolo Visione -. Manifesteremo nel momento in cui sarà impossibile per noi andare avanti con i nostri processi. Speriamo davvero che questo non accada. Siamo stanchi ed abbiamo dei lutti sulle spalle”.
DONADI (IDV): ”CONTINUEREMO LA NOSTRA BATTAGLIA”
L’AQUILA – “Continueremo a fare la nostra battaglia. È inaudito che per garantire l’immunità a Berlusconi si approvi un’amnistia mascherata e si sacrifichino migliaia di processi”.
Lo afferma il presidente del gruppo parlamentare Idv Massimo Donadi.
“Importanti processi, come quello per la strage di Viareggio, per la Thyssenkrupp, per L’Aquila e tanti altri – aggiunge Donadi – non arriveranno mai alla fine e né le vittime né i loro familiari avranno mai giustizia. Uno scempio giuridico di cui Berlusconi e la sua raffazzonata maggioranza sono responsabili”.
FRANCESCHINI (PD): ”COME OPPOSIZIONE ABBIAMO FATTO DI TUTTO CONTRO QUESTA VERGOGNA”
L’AQUILA – “Come opposizione abbiamo fatto di tutto contro questa vergogna. Ora però abbiamo finito i tempi a nostra disposizione e vogliamo denunciare quello che sta facendo la maggioranza in diretta tv affinché i cittadini sappiano…”.
Il presidente dei deputati del Pd Dario Franceschini spiega così la decisione presa dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio di fissare le dichiarazioni di voto sula prescrizione breve dalle 19 di questa sera per arrivare al voto verso le 20.30. Tutto in diretta Tv.
“La Rai aveva aperta solo una finestra dalle 19 alle 20.30 – interviene il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi (Pdl) – e così si è raggiunta l’intesa tra tutti i gruppi di far sì che le dichiarazioni di voto e il voto avvenissero a quell’ora”.
“Il provvedimento – aggiunge Franceschini – si sarebbe dovuto votare circa due settimane fa. Loro erano convinti di poterlo approvare in un giorno, un giorno e mezzo. E invece con la nostra opposizione siamo riusciti a tenere aperta il più possibile la finestra su questa vergogna!”.
“Oggi – prosegue Franceschini – gli abbiamo rivolto anche un ennesimo appello: di escludere dal testo della prescrizione breve il reato di omicidio colposo plurimo, quello che farebbe prescrivere prima il processo dell’Aquila. Ma neanche su quello hanno voluto ascoltarci. Aggiungendo così vergogna a vergogna”.
MARAN (PD): ”IL PROCESSO BREVE SERVE A BERLUSCONI PER SFUGGIRE DAL PROCESSO MILLS”
L’AQUILA – “Quasi vent’anni trascorsi per tentare di risolvere esclusivamente i problemi di Berlusconi e ancora ieri, oggi e domani, sono all’ordine del giorno del Parlamento la prescrizione breve, il processo lungo, le intercettazioni… Altro che riforme liberali, altro che rivoltare L’Italia come un calzino, altro che riforma epocale della giustizia o scossa all’economia… “.
Lo ha ricordato Alessandro Maran, vicepresidente dei deputati del Pd, intervenendo a Omnibus su La7.
“Quello che stiamo votando alla Camera è un provvedimento fatto apposta per permettere a Berlusconi di sfuggire dal processo Mills. E per salvare lui non importa che non avranno giustizia le vittime del deragliamento di Viareggio o quelle del terremoto dell’Aquila. Non importa che possibili delinquenti non ancora processati e condannati non lo saranno mai”.
IL PD: ”IN PIAZZA PER PROTESTARE INSIEME ALLE ASSOCIAZIONI”
L’AQUILA – “Oggi pomeriggio dalle 15.45 fino alla ripresa dei lavori di un parlamento in ostaggio delle necessità di Berlusconi, saremo in Piazza Montecitorio per manifestare insieme alle associazioni delle vittime che con il processo breve vedranno calpestato la loro legittima aspirazione a ricevere giustizia nel nostro Paese”.
Lo dicono il responsabile Sicurezza del Pd Emanuele Fiano e Jean Leonard Touadì componente del Pd in commissione Giustizia in una dichiarazione congiunta.
“Per salvare il premier dai suoi processi, concludono gli esponenti del Pd, rischiano di saltare quasi ventimila procedimenti: tra questi: G8, Cirio, falsi invalidi, Parmalat, Antonveneta, strage di Viareggio e quello per la casa dello studente dell’Aquila”.
ASSESSORE PEZZOPANE: “OFFESI I PARENTI DELLE VITTIME”
L’AQUILA – “L’istituzione del cosiddetto processo breve lede i principi fondamentali della giustizia e penalizza, in particolar modo, i parenti delle vittime del terremoto dell’Aquila”.
Questo il commento dell’assessore alle Politiche sociali del Comune dell’Aquila, Stefania Pezzopane, che ha rappresentato la giunta municipale del capoluogo abruzzese alla manifestazione di oggi a Roma, davanti alla Camera dei Deputati, contro la proposta di legge sul cosiddetto processo breve, in discussione a Montecitorio.
L’esecutivo del Comune capoluogo d’Abruzzo si è costituita parte civile nei procedimenti in corso.
“È un’offesa all’Italia – ha commentato Pezzopane – alla sua Costituzione repubblicana, alle istituzioni e per quanto ci riguarda, anche ai morti dell’Aquila a causa della tragedia del sisma e in questo senso è assolutamente vergognoso che sia stata respinta una proposta del gruppo parlamentare del Pd, finalizzata proprio a escludere i processi connessi al sisma dell’Aquila dall’applicazione di una legge che mi auguro, e lo spero fino all’ultimo, che non venga approvata”.
Secondo la Pezzopane “questa mossa della maggioranza parlamentare, che ha come unico obiettivo quello, consueto, di costruire uno scudo per permettere al Presidente del Consiglio dei Ministri di sfuggire ai magistrati, crea una seconda tragedia per L’Aquila”.
“Soprattutto – ha concluso – uccide anche la memoria delle vittime del sisma e mortifica le loro famiglie, che pretendono, a ragione, che la giustizia stabilisca le eventuali responsabilità”.
CASSINELLI (PDL): “NESSUNA CONSEGUENZA PER L’AQUILA”
PESCARA – Il parlamentare del Pdl Roberto Cassinelli membro della Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati, critica aspramente l’atteggiamento dell’opposizione durante la discussione alla Camera del ddl sul processo breve, sottolineando come questo “non inciderà assolutamente sui procedimenti come quelli per il disastro di Viareggio, per il terremoto dell’Aquila e per il crack Parmalat. Si tratta delle solite strumentalizzazioni della sinistra”.
“I procedimenti come quelli per il disastro di Viareggio, per il terremoto dell’Aquila e per il crack Parmalat non subiranno alcun effetto in seguito all’approvazione della prescrizione breve: si tratta del solito sciacallaggio dell’opposizione. Il ridicolo ostruzionismo portato avanti ad oltranza non servirà a fermare questa nuova importante iniziativa del Governo”.
L’AQUILA – “È vergognoso non aver approvato neanche l’emendamento che di fatto poteva, tra l’altro, tutelare almeno le vittime del terremoto dell’Aquila e del disastro di Viareggio”.
DI GIUSEPPE (IDV): “MIGLIAIA DI PERSONE NON AVRENNO MAI GIUSTIZIA”
Lo afferma in una nota la parlamentare molisana Anita Di Giuseppe (Idv).
“Quello che stiamo votando alla Camera – prosegue il Deputato IdV – un provvedimento fatto ad hoc per permettere a Berlusconi di sfuggire dal processo Mills e se per salvare lui, migliaia di persone non avranno mai giustizia, questo non importa”.
“Oggi – spiega – la presunta lentezza della macchina giudiziaria, dovrebbe essere ovviata presentando provvedimenti atti a migliorare l’efficacia del sistema, non creando quella che sarà, di fatto, un’amnistia”.
Secondo l’esponente dipietrista, “si dovrebbe garantire la certezza della pena come principale deterrente a compiere i reati, al contrario, oggi stiamo fornendo vergognose scappatoie ai crimini dei molti solo per gli interessi dei pochi”.
“Noi rappresentanti del popolo – sottolinea – abbiamo il dovere di dare il buon esempio, non si può pretendere la rettitudine di un popolo se gli stessi governanti non forniscono prova di onestà morale, intellettuale e civile”.
LOLLI IN AULA: “RISPONDETE AI PARENTI DELLE VITTIME CHE SONO QUI FUORI”
L’AQUILA – Nel suo intervento in Aula nella discussione sull’approvazione del processo breve, l’onorevole del Partito democratico Giovanni Lolli ha espresso la sua preoccupazione sulle conseguenze che il provvedimento potrebbe avere anche sui processi legati al terremoto dell’Aquila.
L’INTERVENTO INTEGRALE DI GIOVANNI LOLLI
Signor presidente, vorrei tornare su una vicenda di cui ci siamo occupati e di cui mi sono occupato anch’io: parlo dell’effetto che avrà questa norma su alcuni processi particolari, come quello di Viareggio e quello dell’Aquila.
Abbiamo avuto risposte dal ministro e dall’onorevole Contento molto secche, le debbo dire, signor ministro, anche nei miei confronti forse un po’ offensive, perché lei ha detto che qui si sta facendo un uso strumentale di una vicenda che non c’entra niente.
Chi mi conosce in quest’Aula sa che a distanza di due anni mi sono sempre rifiutato di parlare del terremoto che ha colpito la mia gente in maniera propagandistica.
Non lo potrei fare signor ministro, non lo potrei fare perché sono amico personale di molte vittime, delle loro famiglie, perché la mia famiglia ha subito lutti e vittime.
Le ho posto un problema serio, al quale francamente la risposta che lei mi ha dato non mi ha convinto. Lei ha detto che per il processo dell’Aquila la prescrizione arriva dopo 18 anni e che addirittura a Viareggio arriva dopo 33 anni.
Ora, francamente, intanto Viareggio dopo 33 anni come? Perché? Per l’incidente ferroviario di Viareggio si tratta di omicidio colposo plurimo, gli anni sono esattamente come quelli previsti per L’Aquila, tutt’al più 15 più l’addizionale di 4, quindi diciotto. Allora, stiamo parlando in tutte e due i casi di un anno in meno sui 18 della prescrizione.
Io le pongo le seguenti semplici tre domande: processo dell’Aquila, processo molto complesso, siamo ancora nella fase dell’incidente probatorio, ancora si stanno svolgendo indagini, ci sono decine e decine di parti civili, il processo si svolge in un tribunale che è crollato, si sta svolgendo dentro un capannone, tribunale che voi non avete potenziato dopo il sisma.
Bene, in questo tribunale, in questo processo è abbastanza probabile che le cose andranno per le lunghe; io le chiedo: lei se la sente, in coscienza, di dire che quell’anno e due mesi in più potranno non essere decisivi? Lei, in coscienza, se la sente di dire che le cose andranno così?
Seconda domanda: voi sostenete che si tratta di incensurati, quindi è ragionevole creargli un piccolo beneficio, ma perché? Ma in questo caso specifico perché? Che segnale stiamo dando? Le voglio ricordare che quando il legislatore, anni fa, decise un’amnistia, decise di escludere questi reati dell’amnistia, perché non li avete esclusi, questi reati, da questo vostro provvedimento? Ma vi rendete conto del segnale che si dà?
Poi vi è la considerazione che questi sono processi che certamente hanno un impatto drammatico sulle persone e sulle famiglie che coinvolgono, ma hanno anche un grande messaggio per il Paese, siamo il paese in cui l’incuria del territorio, la mancanza di rispetto delle regole che sono a presidio della tutela dei cittadini sono considerati un optional, siamo un paese dove si muore sul lavoro e arrivano proposte di legge che alleggeriscono le sanzioni, siamo il paese dove di tanto in tanto c’è un disastro idrogeologico e si cercano continuamente modi per derogare, siamo il paese dei terremoti, siamo il paese che, quando c’è una tragedia, dopo piange, non prima.
L’unica cosa che abbiamo è una deterrenza, una deterrenza che deve essere forte e che voi invece qui alleggerite, sia pure di un anno.
Questo è il problema politico che io le ho posto, questo è il problema politico che le vengono a porre i parenti delle vittime che oggi sono qui fuori e a questo problema non avete risposto in un modo convincente.
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