MONTORIO AL VOMANO – All’alba di oggi, la squadra Mobile di Teramo, coordinata dal vice questore Gennaro Capasso, ha eseguito a Montorio al Vomano (Teramo) 13 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti dei componenti di una gang italo-albanese che gestiva un fiorente giro di affari nel mercato della droga.
Le misure cautelari sono state firmate dal giudice per le indagini preliminari del trbiunale dell’Aquila, Giuseppe Romano Gargarella.
L’indagine è stata condotta dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo e coordinata dal pubblico ministero David Mancini.
In manette sono finiti italiani, alcuni dei quali professionisti, incensurati che avrebbero partecipato al traffico di cocaina destinata al mercato teramano dal 2008 al 2012.
Gli investigatori stimano che nel corso degli anni il sodalizio abbia gestito qualcosa come 15 chili di cocaina per un giro di affari di circa 800 mila euro.
I DETTAGLI DELL’OPERAZIONE
Quattordici chili di eroina spacciata in due anni e mezzo per un valore sul mercato di un milione di euro, 13 arresti, eseguiti all’alba tra Teramo e Montorio (Teramo).
È il bilancio dell’operazione “Monte d’Oro” che la squadra Mobile di Teramo, in collaborazione con il Servizio centrale operativo, ha condotto la scorsa notte nel teramano e nelle province di Modena, Reggio Emilia e Ascoli Piceno.
A dirigerla la Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila, essendo contestato a quattro dei 14 l’associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti, cocaina in particolare, sostanza che viaggiava sull’asse Modena-Montorio al Vomano, a chili.
L’indagine era scattata alla fine di agosto del 2011 e a dicembre, nel corso di una perquisizione domiciliare a casa di Lorenzo Pinciotti, operaio di Montorio, erano stati trovati 29 grammi di cocaina e soprattutto un libro-mastro che è diventato la stella polare dell’indagine.
Gli agenti della Mobile diretti dal vicequestore aggiunto Gennaro Capasso hanno letto e capito, riuscendo a ricostruire i legami, i rapporti, i passaggi chiave del traffico: nomi e cognomi, date dei versamenti e importi, rifornitori, date dei viaggi e contatti, rubrica telefonica.
Quanto basta per aprire un’inchiesta che ha coinvolto decine e decine di persone, a partire dagli albanesi che costituivano il ‘negozio’ dove la banda si riforniva.
E anche gli intermediari, i ‘cavalli’ che quella droga poi la smerciavano a centinaia di clienti, giovani, studenti, professionisti, di mezza provincia di Teramo. Quattordici gli indagati, tredici gli arresti, a quattro di loro il gip dell’Aquila, su richiesta del pm David Mancini, ha concesso gli arresti domiciliari.
In carcere sono finiti Artan Kurti, albanese di 35 anni residente a Modena, Lorenzo Pinciotti, 39 anni, Davide Boschi, 41 anni, Gianni Antonio Calisti, 46 anni, Luigi Di Giulio, 39 anni, Luciano Cimini, 37 anni, Marco Di Carlo, 45 anni, tutti di Montorio, Edmond Buzi, albanese di 30 residente a Castel di Lama (Ascoli Piceno), Martin Troka, albanese di 24 anni residente a Rubiera (Reggio Emilia).
Ai domiciliari sono: Maurizio Marano, 27 anni, Catia Contasti, 37 anni tutti e due di Montorio, Nico Giancola, 22 anni di Penna Sant’Andrea, Roberto Massimo De Santis, 39 anni di Civitella del Tronto.





