L’AQUILA – “Pur consapevoli della necessità di concentrare gli sforzi della ricostruzione sugli obiettivi prioritari, riteniamo che il rilancio dei territori del cratere colpiti dal sisma deve considerare con grande attenzione il tema dei borghi storici minori, una risorsa decisiva ai fini degli equilibri territoriali e paesaggistici che caratterizzano questa parte dell’Abruzzo”.

Lo afferma il preside della facoltà di Architettura di Pescara, Alberto Clementi, intervenendo sulla questione delle seconde case dei paesi terremotati lasciate fuori dai finanziamenti previsti nel maxi-emendamento Barca.

“Proprio l’organizzazione diffusa e policentrica della rete insediativa – aggiunge Clementi – costituisce un valore patrimoniale che dovrà essere conservato al meglio, per non tradire il retaggio ereditato dal passato, ma anche per offrire percorsi di sviluppo sostenibile commisurati alle specifiche potenzialità dei territori del cratere”.

“Auspichiamo dunque che i provvedimenti di legge in discussione oggi al Parlamento non conducano alla mutilazione delle strutture insediative diffuse che hanno fatto la storia di questo territorio e a cui va riconosciuta altrettanta dignità rispetto ai maggiori centri storici”, dice ancora il preside.

“Inoltre rammentiamo ciò che è ben noto agli specialisti del settore, che la messa in sicurezza del tessuto edilizio interno ai borghi è minacciata da azioni puntuali e discontinue – conclude – che interrompono l’omogeneità dei comportamenti statici delle strutture resistenti”.