L’AQUILA – Dopo circa 20 giorni dalla richiesta di accesso agli atti sul mega piano di ristrutturazione delle scuole abruzzesi, su cui la procura del capoluogo ha aperto un’inchiesta, il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, non ha ancora risposto all’istanza del Comune dell’Aquila.

A denunciarlo, l’assessore comunale del capoluogo nonché responsabile nazionale della ricostruzione per il Partito democratico, Stefania Pezzopane, che torna alla carica sull’intricata vicenda, sulla quale un’inchiesta della trasmissione report ha portato alla luce nuovi aspetti controversi.

Da tempo la Pezzopane sta duellando a colpi di comunicati stampa e interventi con il commissario Chiodi ma anche con il responsabile della segreteria commissariale, Antonio Morgante.

Scambi di “10 domande”, polemiche, sfide televisive lanciate, girate e rifiutate ormai la fanno da padroni in una storia, quella del mega piano da 200 milioni, di cui è sempre più difficile trovare capo e coda.

LA NOTA COMPLETA DELL’ASSESSORE PEZZOPANE

È veramente grave che, nonostante le nostre numerose osservazioni sui fondi scuole d’Abruzzo e nonostante le numerose sollecitazioni a fare chiarezza, il commissario Chiodi e i suoi più stretti collaboratori per mesi hanno fatto melina negando l’evidente.

Già all’indomani della delibera approvata e presentata in pompa magna osservammo che c’erano evidenti manomissioni e forzature rispetto a quanto prevedeva la delibera Cipe, stiamo infatti parlando di fondi che esplicitamente erano rivolti alla ristrutturazione e messa in sicurezza di edifici scolastici che avessero subito danni in conseguenza del sisma del 6 aprile 2009.

La delibera Cipe parlava chiaro, dovevano essere scuole e dovevano avere danni in conseguenze del sisma. Lo abbiamo detto subito dopo la delibera.

Insieme al capogruppo del Pd, Vito Albano, e al consigliere provinciale Pierpaolo Pietrucci riproposi la gravità della questione in una conferenza stampa a luglio, ma, in quella occasione, da Chiodi e dai suoi collaboratori le solite forvianti e poco trasparenti affermazioni.

Infatti ogni volta si pone un problema il commisario presidente risponde sempre la solita cosa, che “sono solo strumentalizzazioni”: dice così e non entra mai nel merito, ma su questo provvedimento, visto che lui non ha fatto mai chiarezza, è bene che la faccia la magistratura.

Dopo la conferenza stampa di luglio riroponemmo direttamente il caso a Chiodi, per l’esattezza il 3 di agosto nel corso dell’assemblea cittadina che si tenne in piazza Duomo, dove, di fronte a centinaia di persone, gli riproposi il problema, in maniera esplicita e trasparente, ma anche in quella occasione la sua risposta fu grossolana e omertosa.

Riproposi il problema di nuovo nei giorni successivi, ma nessuna risposta, nonostante fossero domande e osservazioni precise.

Dopo la trasmissione Report, dove sono emersi ulteriori e inquitanti altri aspetti e dove la Regione Abruzzo ha fatto una figuraccia meschina, forse qualcuno si è reso conto che se ci avessero ascoltati si poteva mettere riparo a questa vergognosa vicenda.

Rispondendo a una mia sollecitazione, Chiodi aveva dichiarato alla stampa che gli interventi erano stati verificati dal provveditorato alle Opere pubbliche, ma proprio il provveditore Santariga, nei giorni successivi a questa dichiarazione, in una intervista su un quotidano online (AbruzzoWeb, ndr) ha smentito le dichiarazioni di Chiodi.

Ancora più paradossale la vicenda del Comune di Castel del Monte, il cui sindaco, Luciano Mucciante, aveva formalmente scritto al commissario che l’edificio proposto non era più scuola ma, nonostante questo, l’intervento è ugualmente inserito nella delibera, forse per giustificare l’inserimento anche di altri progetti, di altri comuni che erano nella medesima condizione, ma con interventi di gran lunga più costosi.

Da oltre 20 giorni il Comune dell’Aquila ha scritto al commissario presidente per avere l’accesso agli atti, ivi comprese le schede di valutazione sul danno e sui progetti ma, nonostante siano passati molti giorni e ci sia molta attenzione da parte dell’opinione pubblica e da parte del Comune che è stato penalizzato, il commissario non si degna di rispondere alla nostra richiesta di accesso agli atti.

L’onorevole Giovanni Lolli ha inoltrato una prima interrogazione parlamentare su questa vicenda e ne stiamo predisponendo un’altra alla luce delle ultime ulteriori novità.

È veramente drammatico e increscioso che, invece di preoccupassi di ricostruire le scuole dell’Aquila e favorire un processo rapido, efficace e pulito per rassicurare i giovani studenti e le famiglie sul fururo di questo territorio, sia accaduto tutto questo.

Continuerò a chiedere chiarezza e a chiedere che i fondi possano essere utilizzati presto e bene per le scuole effettivamente da ricostruire.