TERAMO – “La mia è stata una candidatura nata da un appello fatto da un gruppo di cittadini, Nata da zero, in maniera molto spontanea, di natura civica. E quello che mi è stato chiesto è  costruire una coalizione forte ed ampia, incentrata sulla condivisione di progetti e idee, per far rinascere la nostra città”.

Così nell’intervista streaming ad Abruzzoweb, il candidato sindaco di Teramo, Carlo Antonetti,  62enne avvocato. Appoggiato da Azione, di cui è segretario regionale il deputato Cesare Sottanelli, da Futuro in  dell’ex assessore regionale Paolo Gatti, con mentore l’ex parlamentare e consigliere regionale, Paolo Tancredi,  coordinatore regionale di Noi con l’Italia, in predicato di essere candidato sindaco del centrodestra, fino a pochi giorni fa, almeno fino al suo “no grazie”.

Ma la grande novità è che ora convergono sulla candidatura di Antonetti, anche Forza Italia e Fratelli d’Italia. Spaccando il centrodestra, visto che la Lega resta ferma sulla proposta del suo assessore regionale, con delega a Sociale e Lavoro, Pietro Quaresimale, ex sindaco di Campli: il nome in pole position al tavolo nazionale fino a pochi giorni fa. Del resto, Antonetti era uno dei nomi della terna portata sul tavolo nazionale dal centrodestra, assieme a quello di Quaresimale e dal consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Pasquale Tiberii. Poi però senza nemmeno aspettare la decisione del tavolo, Antonetti è sceso in campo direttamente, con una proposta civica.

Ad oggi Antonetti dovrà sfidare alle elezioni del 14 e 15 maggio, il sindaco uscente del centrosinistra, Gianguido D’Alberto, appoggiato da sei liste, compresa quella del Partito democratico, e l’ex vicesindaco Maria Crisitina Marroni, appoggiata da Italia viva e due liste civiche.

Antonetti ha un passato da giocatore di pallacanestro, ed è stato campione abruzzese assoluto di tennis nel 1984. Dal  1999  al 2011,  è stato presidente proprietario del Teramo Basket che ha conquistato in due anni  due promozioni consecutive dalla Serie B di Eccellenza alla Serie A, partecipando poi  ad otto campionati consecutivi di Serie A.

Alla domanda, scontata, “possono in una coalizione convivere Azione di Carlo Calenda, una forza ad oggi di centrosinistra, e Fdi?”, questa l’articolata risposta del candidato sindaco: “C’è stata una prima adesione da parte di Azione, poi è arrivato Futuro in, oggi la compagine si può completare con l’adesione di almeno parte del centrodestra. Capisco che può sembrare strano, ma  nella mia visione, nel mio percorso civico, ritengo che invece sia possibile ed auspicabile, se si ragiona sui temi, sui contenuti e sui valori che dobbiamo portare avanti”.

Aggiunge poi: “le elezioni amministrativa hanno una peculiarità rispetto alle elezioni regionali o nazionali, e ritengo che convergenze inedite possano anche avere una valenza positiva. Soprattutto a Teramo, dove l’emergenza è quella ora di superare e archiviare una amministrazione di centrosinistra che ha fatto poco e male. Basti guardare la sede dello stesso Comune, non restaurato a cinque anni dal terremoto. Un simbolo plastico dell’immobilismo e del declino in cui è piombata la città”.

Per quanto riguarda poi la Lega, restia, per usare un eufemismo, ad appoggiarlo, si limita ad osservare il candidato: “una posizione legittima. Pietro Quaresimale lo conosco da tanti anni, è una persona che stimo. E fa bene la Lega a portare avanti la  candidatura di un così autorevole suo rappresentante”.

Infine, allargando lo sguardo, a chi considera il civismo frutto della crisi della politica, e con gli stessi difetti, solo apparentemente espressione diretta del volere dei cittadini, quanto piuttosto di lobby e gruppi si interesse e personalismi, Antonetti così risponde: “io ho  un altissimo concetto della politica e dei partiti, ma mi pongo ancora come un cittadino al fuori dall’acquario, con la politica dentro a quell’acquario. Ecco, noi che siamo fuori dall’acquario, vediamo la crisi della politica, la crisi dei partiti, la disaffezione dei cittadini che disertano sempre di più le urne. Se ciò non fosse, le proposte civiche non avrebbero senso, compresa la mia candidatura. Ma oggi il civismo ha senso proprio come risposta ad una fase di emergenza, per ridare fiducia alla politica, far tornare a crescere la partecipazione e la passione per la politica”.

LA DIRETTA