L’AQUILA – “Chiederemo l’intervento del presidente di Forza Italia, il vicepremier e ministro Antonio Tajani e dei vertici nazionali, come pure dei probiviri, perché le mancate dimissioni di Roberto Santangelo da presidente del Consiglio di un Comune capoluogo come L’Aquila sono di fatto un caso nazionale, a maggior ragione dopo il suo no a fare un passo indietro, anche davanti ad una richiesta formale e compatta di tutto il partito regionale”.
Un punto di non ritorno, una guerra ormai aperta, rappresenta quanto affermato come da previsioni della vigilia, il vice segretario provinciale dell’Aquila di Forza Italia Giorgio De Matteis, nella conferenza stampa di oggi pomeriggio a Palazzo Margherita all’Aquila, al fianco del segretario comunale Stefano Morelli, alla presenza all’assessore al Sociale Manuela Tursini, ai consiglieri Laura Cococcetta e Guglielmo Santella. Assente per motivi personali il responsabile regionale dei dipartimenti Paolo Federico, sindaco di Navelli. A sfilarsi invece il capogruppo Daniele D’Angelo, “non interessato” a questa battaglia.
Sempre più sul banco degli imputati è dunque Roberto Santangelo, assessore regionale al Sociale e Cultura di Forza Italia, ed iscritto però nel gruppo della sua civica L’Aquila futura, presidente del Consiglio comunale, va precisato, senza retribuzione. Forza Italia con in testa De Matteis da un anno gli chiede invano di lasciare libera la poltrona da presidente del Consiglio, e l’ultimo tentativo la settimana scorsa l’ha fatto anche il segretario regionale, il deputato Nazario Pagano, ma anche in questo caso Santangelo ha risposto picche.
Del resto Santangelo, rieletto alle comunali del 2022 con il record di voti, ben 1.196, stato nominato presidente del Consiglio comunale all’unanimità, e una mozione di sfiducia dovrebbe essere dunque anch’essa votata all’unanimità, ipotesi remota.
“In quell’incontro, oltre a Pagano c’erano tutti e quattro i coordinatori provinciali – si accalora De Matteis -, Gabriele De Angelis per L’Aquila, il sottosegretario di giunta regionale Daniele D’Amario per Chieti, il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri per Pescara e Rita Ettorre per Teramo. L’incomprensibile no di Santangelo rappresenta ora sempre più caso politico, ed anche una situazione ridicola: Forza Italia è un partito serio, in cui ci sono regole che vanno rispettate, Santangelo se è di Forza Italia, non può ignorare una formale richiesta, che non gli è arrivata da un usciere del Comune, ma dai vertici regionali del suo partito”.
Insomma, dice De Matteis, vediamo dunque ora se Santangelo ignorerà anche la presa di posizione dei vertici nazionali, come pure dei probiviri, visto che “si pone anche il tema di danno d’immagine per il nostro partito”. E poco conta che Santangelo, entrato in Fi a luglio del 2023, alle regionali del marzo del 2024, è risultato tra i più votati in assoluto, e primo in Fi, nella coalizione di centrodestra del riconfermato Marco Marsilio di Fdi, con 9.587 preferenze. Grazie anche alla mobilitazione e alla campagna elettorale del partito aquilano con in testa De Matteis, che a maggior ragione ha ora il dente avvelenato. Grazie a quei voti poi Santangelo è diventato assessore anche se voleva fare il presidente del Consiglio regionale, dopo un primo mandato da vice, ma il posto glielo ha sfilato Sospiri, già presidente nella precedente legislatura.
Del resto, prosegue De Matteis, la richiesta è del tutto ragionevole, “se ricopri un ruolo di assessore, che deve sobbarcarsi una mole di lavoro enorme, non puoi fare anche il presidente del Consiglio di un comune capoluogo di regione. Poi c’è il paradosso che Santangelo nel consiglio comunale dell’Aquila non è nemmeno iscritto a Forza Italia, ma alla sua civica, di cui è rimasto l’unico componente, e non potendo delegare nessuno, è assente dalle commissioni consiliari”.
Infine ancora una bordata: “se Santangelo vuole fare il leader, deve far crescere la forza politica a cui appartiene, lasciare spazio ad altri, non può fare il tappo. Ma ripeto paradossale, fastidioso che Santangelo si ostini a non voler aderire a Fi al Comune dell’Aquila. Un partito o lo rappresenti o non lo rappresenti, non puoi farlo solo quando ti fa comodo. Un partito, ripeto, ha delle regole, non una giungla, e noi garantisco che le regole le faremo rispettare”.
De Matteis entra nel merito delle voci, che circolano dentro il suo stesso partito, di un possibile passaggio di Santangelo, oramai in una posizione sempre più scomoda negli azzurri, alla Lega, con tanto di presunti incontri romani con Roberto Calderoli, ministro per gli Affari regionali e le autonomie e segretario organizzativo del partito del vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini.
“Santangelo nella Lega? Non ne abbiamo idea, non siamo nella sua testa. Comunque capita sempre più spesso di cambiare partito e per lui non sarebbe la prima volta…”.
De Matteis si riferisce nel suo commento al vetriolo a quando nel 2019 è arrivata l’elezione in consiglio regionale per Santangelo con 2.645 preferenze nella lista Azione Politica dell’imprenditore Gianluca Zelli, nella coalizione del centrodestra, civica che però Santangelo ha lasciato al suo destino, accettando contro il volere di Zelli, subito ai ferri corti con Marsilio, la carica di vice presidente vicario Consiglio regionale.
Oggi Santangelo ha ricondiviso sul suo profilo facebook un post del 7 marzo 2024, all’indomani della vittoria alle regionali, tra le bandiere al vento di Forza Italia, con il commento “Sempre dalla stessa parte e con lo stesso entusiasmo”, di fatto una secca smentita delle voci di un cambio di casacca.
Anche qui commenta De Matteis, “tutti stanno in un partito finché durano…”.
Infine De Matteis non ha risparmiato una rampogna al capogruppo D’Angelo, detto Parkeller, che gestisce un rinomato ristorante nella frazione montana di Collebrincioni, che alla vigilia della conferenza stampa ha dichiarato di non condividere “i contenuti che verranno presentati e desidero sottolineare che guerre interne non giovano a nessuno tantomeno mi appassionano”.
“Daniele D’Angelo lo conosco da trent’anni, è fatto a modo suo. Quando mi ha detto che lui le guerre non le vuole fare, mi sono permesso di ricordagli quello che è arrivato a dire al sindaco Pierluigi Biondi quando è uscito dalla civica con cui era stato eletto. Forse ha un disturbo legato all’altitudine. Che vada pure a sciare e stia sereno…”
D’Angelo è passato a Forza Italia ad agosto 2023 dopo essere stato eletto a giugno con L’Aquila al centro, civica in appoggio al sindaco Biondi, prendendo 640 voti.




