L’AQUILA – “Nella premessa al report dell’Agenas c’è scritto che il documento non produce classifiche, graduatorie o giudizi, ma è indubbio che l’edizione 2025 del Piano Nazionale Esiti (riferito ai dati 2024) restituisca un’immagine molto positiva e dinamica del sistema sanitario abruzzese”.

Lo scrive, in una nota, l’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, che, pur riconoscendo come vengano riportati “dati non sufficienti per alcuni reparti”, elenca le performance positive ritenendo “che la direzione intrapresa è quella giusta”, mentre non si placano le polemiche a causa del pesante deficit della Sanità che al 31 dicembre potrebbe arrivare a oltre 120 milioni, con il paventato rischio commissariamento che ha spinto la Regione Abruzzo a chiedere aiuto a Roma, con la deroga a non accantonare il buco, in particolare nell’ambito della legge di stabilità.

Il Pne analizza una serie di parametri nell’assistenza ospedaliera, tra cui la casistica, la tempestività di accesso a procedure essenziali, l’appropriatezza clinica, la sicurezza e gli esiti. L’edizione di quest’anno ha valutato anche la la portata dell’innovazione, soprattutto in ambito chirurgico, per documentare il crescente ricorso alle tecnologie.

“In questi anni – spiega Verì – la Regione, oltre ad un massiccio programma di assunzioni di personale sanitario, ha investito ingenti risorse nell’ammodernamento tecnologico degli ospedali, così da migliorare il livello dell’assistenza. I dati del report rilevano che la direzione intrapresa è quella giusta”.

Il Pne assegna un valore da molto alto a molto basso alle diverse aree assistenziali: chirurgia generale, chirurgia oncologica, sistema respiratorio, apparato cardiocircolatorio, sistema nervoso, osteomuscolare e gravidanza e parto.

Vediamo nel dettaglio i dati registrati dagli ospedali pubblici della nostra Regione.

Nella Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, l’ospedale San Salvatore registra un livello molto alto nella chirurgia generale, alto nelle patologie cardiocircolatorie e nella chirurgia oncologica, medio per le discipline afferenti l’osteomuscolare, il sistema respiratorio e quello nervoso; il presidio di Avezzano molto alto il sistema respiratorio, alto per l’osteomuscolare e la chirurgia oncologica, medio per la chirurgia generale, cardiocircolatorio, respiratorio, chirurgia generale, gravidanza e parto; l’ospedale di Sulmona molto alto per il cardiocircolatorio, alto per la chirurgia generale e l’osteomuscolare; l’ospedale di Castel di Sangro medio per il cardiocircolatorio.

Nella Asl Lanciano-Vasto-Chieti, il policlinico Santissima Annunziata registra livello molto alto per la nefrologia, la chirurgia generale e il sistema nervoso, alto per il cardiocircolatorio, medio per respiratorio, chirurgia oncologica e gravidanza e parto; il Renzetti di Lanciano molto alto per il sistema nervoso, medio per cardiocircolatorio, gravidanza e parto e chirurgia oncologica; il Bernabeo di Ortona alto per la chirurgia oncologica; il San Pio di Vasto molto alto per la chirurgia generale e il cardiocircolatorio, alto per l’osteomuscolare, medio per respiratorio, gravidanza e parto, chirurgia oncologica.

Nella Asl di Pescara, l’ospedale Santo Spirito registra un molto alto nella chirurgia generale, alto nel cardiocircolatorio, chirurgia oncologica, gravidanza e parto, medio nel sistema respiratorio; il San Massimo di Penne medio per l’osteomuscolare e la chirurgia generale; il presidio di Popoli, medio per l’osteomuscolare e il respiratorio.

Nella Asl di Teramo, infine, il Mazzini è alto per il cardiocircolatorio, nervoso, osteomuscolare, chirurgia oncologica, medio per nefrologia, respiratorio, gravidanza e parto, chirurgia generale; il presidio di Giulianova molto alto per il cardiocircolatorio, alto per la chirurgia generale e l’osteomuscolare; Atri alto per la chirurgia generale e l’osteomuscolare, medio per il respiratorio, cardiocircolatorio e chirurgia oncologica; Sant’Omero, infine, molto alto per il cardiocircolatorio e la chirurgia generale, alto per l’osteomuscolare e il respiratorio, medio per la gravidanza e parto.

“I dati del Piano Nazionale Esiti – aggiunge l’assessore – dimostrano come la riorganizzazione della rete ospedaliera regionale, basata sulla vocazione dei presidi e sul sistema di rete hub e spoke stia dando i risultati attesi. Questi valori sono riferiti al 2024, nella fase iniziale della reingegnerizzazione dell’organizzazione degli ospedali, e già mostrano un’inversione di tendenza incoraggiante: ogni ospedale ha una sua funzione e su quella, concentrando risorse e personale, porta risultati eccellenti, a beneficio dell’assistenza ai pazienti”.

Nel Pne figurano anche dati non sufficienti per alcuni reparti, ma si tratta proprio di quelle specialità che la stessa Asl garantisce in altri presidi aziendali o che vengono erogati da altri ospedali della rete regionale.

“Ed è proprio questo l’obiettivo che ci eravamo prefissati – conclude Verì – poter favorire la costruzione di eccellenze nei nostri ospedali pubblici. Siamo solo all’inizio e sono sicura che i dati 2025 ci restituiranno traguardi ancora più prestigiosi”.