L’AQUILA – “La sanità, quella  della nostra Regione, oggetto di un pesante piano di rientro, causa dell’aumento della tassazione sui cittadini e sull’economia regionale, con un pesante deficit che ha determinato un bilancio regionale ingessato e senza risorse per il sociale e per lo sviluppo,  rappresenta la prima emergenza socio-economica per l’Abruzzo”. A dichiararlo sono il segretario generale della Csil Abruzzo, Maurizio Spina, il segretario gnerale Pensionati, Lucio De Matteis eil segretario generale Funzione pubblica, Vincenzo Traniello.
            
“Chi decide sul presente e sul futuro della sanità in Abruzzo ??? E’ una domanda a cui la Regione, il Governo Nazionale ed il Commissario debbono rispondere con celerità, per evitare che la riforma resti in mezzo al guado, determinando una situazione di blocco che sarebbe sicuramente e nuovamente pagato dai cittadini, dai lavoratori e dai pensionati abruzzesi”.

“Nessuno pensi a riaprire una discussione infinita, per far trascorrere tempo prezioso e ritrovarci nuovamente di fronte a nuovi deficit da ripianare. Per la Cisl Abruzzo  tutto ciò sarebbe inaccettabile.
  
“I limiti legislativi e normativi tra le competenze del Consiglio Regionale e i poteri del Commissario ad acta, vanno celermente chiariti ed avviati tutti gli adempimenti necessari”.
 
“La sanità in Abruzzo va riformata e risanata.  Una Regione come l’Abruzzo con 35 ospedali, alti livelli di ospedalizzazione e di inapropriatezza ed una sanità territoriale inesistente, non ha alternative ad una azione profondamente riformatrice”.
 
“Non possiamo avere nostalgia del passato ma dobbiamo avere il coraggio di costruire il futuro della sanità in Abruzzo, imitando le Regioni che si sono riorganizzate e hanno garantito ai propri cittadini una qualità del servizio e un’organizzazione efficiente,  favorendo la presenza sul territorio, potenziando le cure domiciliari e con ospedali ad alta specializzazione e tecnologia innovativa. Quello che manca in Abruzzo, e lo diciamo anche al Commissario, Gianni Chiodi, è il coraggio del confronto, del dibattito e del coinvolgimento”.
 
“La Cisl non ha timore di condividere scelte difficili, se hanno come obiettivo finale quello del bene comune. Per questo è necessario riaprire il tavolo sulla sanità, per rappresentare i punti di difficoltà che vengono rilevati ed informare i lavoratori e i pensionati su ciò che si sta facendo e s’intende fare in tempi certi, per riformare la sanità nella nostra Regione. Non abbiamo condiviso e non condividiamo una politica che guardi solo al risanamento contabile, incapace di offrire  ai cittadini un’alternativa credibile al ricovero ospedaliero”.
 
“L’ ampliamento dell’offerta dei servizi sul territorio procede lentamente e la riorganizzazione dei servizi socio-sanitari non decolla. Vogliamo essere ‘attori coscienti’ del cambiamento. Questo può avvenire solo con un confronto trasparente, perché la sanità necessita di un salto culturale”.