L’AQUILA – È di origini abruzzesi il gip di Milano che oggi ha decretato il sì al giudizio immediato per il premier Silvio Berlusconi, che il 6 aprile prossimo comparirà in aula per rispondere delle accuse di prostituzione minorile e concussione.

Si tratta del giudice Cristina Di Censo, originaria di Sulmona, la stessa che nel 2009 ordinò la custodia cautelare in carcere per Massimo Tartaglia, l’uomo che colpì con un souvenir del Duomo il premier Silvio Berlusconi il 13 dicembre dello stesso anno. Poi ne dispose il trasferimento in una struttura psichiatrica prima che fosse assolto, da un altro giudice, per incapacità di intendere e di volere. Non è la prima volta che le strade (giudiziarie) del premier e del gip Cristina Di Censo si incrociano.

La Di Censo ha 44 anni, è nata a Piombino (Livorno) ed ha un passato da magistrato a Busto Arsizio (Varese).

Il gip Di Censo, nel 1999, quando era pretore a Busto Arsizio, aveva assolto Don Luigi Verzè, grande amico del premier e presidente dell’ ospedale San Raffaele di Milano, dall’ accusa di avere effettuato prestazioni sanitarie in assenza di autorizzazione.

Poi per lei il passaggio all’ufficio gip, seguito da quello in Corte d’Assise, sempre a Busto Arsizio, dove si è occupata anche degli omicidi delle cosiddette ‘bestie di Satana’.

A Milano dal 2007, Di Censo, inoltre, è il magistrato che ha archiviato gli esposti presentati dai Radicali sulle irregolarità delle firme presentate a sostegno della lista di Roberto Formigoni e che, nel novembre scorso, ha condannato a 16 anni con rito abbreviato Oscar Guerrero Herrera, detto ‘Chepi’, il dominicano ritenuto l’autore materiale dell’ omicidio del giovane egiziano Hamed Sayed, di 19 anni, un’aggressione che aveva scatenato la clamorosa rivolta nella zona di via Padova a Milano nel febbraio scorso.