L’AQUILA – “Ormai è diventato un dazio, salatissimo oltretutto, per entrare ed uscire dall’Abruzzo interno, una “tassa” che si ripercuote sul turismo, sulle autolinee e sul trasposto delle merci. Sì, perché nessuna regione d’Italia ha un rincaro così alto per il pedaggio autostradale ma sembra costretta a tacere per un accordo trasversale tra gestori e politica”.

Non usa mezzi termini il capogruppo in Consiglio comunale all’Aquila di ‘Noi con Salvini’ Emanuele Imprudente che “punta il dito soprattutto sul silenzio assordante del Movimento 5 Stelle e del Partito democratico se non per l’unica presenza della senatrice piddina Stefania Pezzopane.  

“Il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso – prosegue Imprudente –  che conosce benissimo la materia in quanto è un dirigente Anas avrebbe dovuto per tempo intervenire con fermezza per scongiurare aumenti. L’utenza della provincia dell’Aquila non ha alternative per gli spostamenti se non quelli autostradali e obbligare chi lavora ad esempio a Teramo a pagare 10,80 euro al giorno, oltre 200 euro mese, più gasolio o benzina, significa devolvere alla famiglia Toto quasi un quinto dello stipendio medio di un lavoratore pendolare abruzzese”.

“Diversamente da altri comuni interessati dai rincari – dice ancora l’esponente di Noi con Salvini – come ha fatto il sindaco di Subiaco, in Abruzzo nessun amministratore ha tentato un ricorso contro il caro pedaggi, perché questo silenzio? Quali e quanti interessi sono mossi dal gestore dei tratti autostradali? La politica, soprattutto quella dell’Abruzzo ‘Facile e Veloce’, smetta di essere servile con i poteri forti e si riprenda il ruolo di garante degli interessi dell’intera comunità. Da parte nostra chiediamo che vengano immediatamente congelate le tariffe e che il ministero delle Infrastrutture riveda i termini della concessione”.