L’AQUILA – “L’Aquila e i comuni del ‘cratere’ devono diventare una delle priorità del governo. La politica ha dimenticato che L’Aquila resta uno degli obiettivi principali della sua azione”.

Gennaro Migliore, capogruppo di Sinistra ecologia libertà alla Camera, giunto oggi nel capoluogo abruzzese per verificare lo stato di avanzamento dei lavori della ricostruzione, non ha dubbi sull’assoluta urgenza della questione aquilana e ha assicurato, “siamo qui per ascoltare”. 

“Credo che il sindaco Cialente abbia ragione a indignarsi nei confronti di questa politica e queste istituzioni che non agiscono secondo quello che è l’interesse comune – ha spiegato Migliore a margine di un incontro con i sindaci presso la sala polifunzionale del villaggio Map di Fossa – Abbiamo bisogno di un’altra politica e di un altro governo”.

Secondo il deputato saranno necessari impegni pluriennali da parte del governo per impedire che ci sia “una dimenticanza colpevole”, precisando poi che in questo senso Sel si muoverà attivamente “sia come opposizione ma anche dal governo”.

Dopo l’incontro con i sindaci, dal coordinatore e vice sindaco di Rocca di Mezzo (L’Aquila) Emilio Nusca, la delegazione di Sel si è spostata all’Aquila, alla sede del Comune di via Filomusi Guelfi, per l’incontro con il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, che si è detto riconoscente ai parlamentari di Sel: “Sono i primi arrivati all’Aquila per sincerarsi della reale situazione”, ha sottolineato. 

“È un segnale importantissimo questo – ha proseguito Cialente – Spiegheremo la situazione e soprattutto questa contraddizione dello Stato che, giustamente, ha dato tutte le risorse per ricostruire l’Emilia, mentre all’Aquila, che ha avuto una tragedia ben superiore, ha dato molto meno”. 

Non sono mancate stoccate per la senatrice grillina Enza Bludo, che qualche giorno fa ha definito Cialente un sindaco “superficiale e confuso”, invitandolo a rendicontare “una volta per tutte la quantità di fondi avuti a disposizione per la ricostruzione fino a oggi”. 

“La Blundo ci aiuta per la calata – ha detto il primo cittadino – Non studiando, prende e parla. I soldi arrivati all’Aquila sono stati i 2 miliardi della Cassa depositi e prestiti e i 4 miliardi della delibera Cipe, dai quali stiamo prelevando tutti i soldi per la gestione dell’emergenza, delle macerie e di tutto il resto. I soldi spesi dalla protezione civile non sono una responsabilità dei comuni del ‘cratere’”. 

In riferimento ai tre emendamenti da inserire nella legge di conversione dell’ultimo decreto del governo Monti, illustrati ieri dalla senatrice del Pd Stefania Pezzopane, Cialente ha aggiunto “Abbiamo 15 giorni per capire se il governo vuole ricostruire L’Aquila oppure no. Nel caso di una risposta negativa, scatterà il massimo della mobilitazione”. 

Una frecciata anche al suo oppositore storico in Comune, Giorgio De Matteis, che giovedì scorso ha riposizionato il tricolore all’ingresso della sede del Municipio, in barba alla decisione del sindaco che aveva fatto rimuovere le bandiere da tutti gli uffici pubblici del capoluogo.

“Se qualcuno insiste a rimettere il tricolore, ci mettiamo lui al suo posto, non per il collo, magari con una sedia o una poltrona”, ha concluso Cialente.