L’AQUILA – “Da due anni la città è in preda alla confusione ed alle dispute fra i diversi attori, che fanno a scaricabarile sulle responsabilità dei ritardi e delle difficoltà di ogni genere che bloccano la ricostruzione delle case E e che impediscono di immaginare un futuro possibile per i cittadini che vogliono restare”. A dichiarlo è il segretario comunale dell’Idv, Lelio De Santis.

“Le squadre dei politici di professione, capitanate da Chiodi e da Cialente, col supporto dei vari De Matteis e Pezzopane, si contrastano su tutto e non concordano su nulla, anche quando il Sindaco, Cialente, ci ha raccontato – e molti gli hanno creduto – di avere trovato la soluzione alla paralisi della ricostruzione nel famoso colloquio a Palazzo Chigi con il Presidente Chiodi e con il Sottosegretario Letta”.

“La città è presa in giro da tutti i protagonisti di questa brutta politica, capace solo di apparire e di alzare la voce, ma incapace di mettere il sedere su una sedia per qualche ora di seguito, meglio insieme  con e non contro, per affrontare uno alla volta i problemi concreti, che sono gli stessi da mesi: le macerie per le strade, i progetti delle case E in qualche scantinato, gli spazi delle tendopoli ( piazza d’Armi, Collemaggio, ecc.) con erbacce e pietre come allora, la cassa integrazione degli operai edili nonostante il cantiere più grande d’Europa, la morte lenta dell’associazionismo sociale e culturale”…

“A questo limite di classe dirigente, dobbiamo aggiungere il clima elettorale, che condiziona la politica nostrana anche quando, come ora, si vota altrove, e che comincia a pesare ancora di più in vista dell’appuntamento dell’anno prossimo”.

“Tutti i protagonisti si calmano solo il giovedì, quando arriva il paciere Letta, che tranquillizza o redarguisce i rappresentanti delle Istituzioni locali, considerandoli come scolaretti a cui dare consigli”.

“Ma i cittadini si aspettano da parte dalgli Amministratori Comunali, Provinciali e Regionali decisioni e soluzioni ai problemi; sono poco interessati alle dispute sterili ed alle visite infruttuose di Letta”.

“Se non ci sono le condizioni per fare il proprio dovere, se la gestione commissariale continua ad emarginare gli Enti Locali, allora è meglio, e subito, lasciare, così i cittadini sapranno con chiarezza con chi prendersela”.