L’AQUILA – “Il caos e il blocco della ricostruzione sono dietro l’angolo, ma nessuno sembra accorgersene. Chiederemo che l’amministrazione si muova e prenda una posizione presso il governo”.

A lanciare l’allarme davanti alle telecamere di AbruzzoWeb è il consigliere comunale e capogruppo di Appello per L’Aquila, Ettore Di Cesare, che torna su una questione già sollevata da questo giornale nei giorni scorsi, ovvero la possibilità che a breve la riparazione degli immobili o la loro sostituzione vengano finanziati con il meccanismo del contributo diretto e non più con il contributo agevolato, come accaduto finora e come accadrà per la ricostruzione in Emilia.

Di Cesare, che ha spiegato cosa accadeva e cosa potrebbe accadere e oggi lo ripeterà in conferenza stampa, è tranchant: “I problemi saranno per le piccole imprese, per i cittadini che vogliono tornare a casa, per la ricostruzione che si bloccherà e per l’arrivo dei grandi gruppi che saranno in grado di gestire i processi di rinascita della città”.

Altro tema caldo è quello del cosiddetto “concorsone” per l’assunzione di trecento persone con una prova selettiva con contratto a tempo indeterminato, a cui fa da contraltare la selezione di 50 persone a tempo determinato per i due uffici speciali per la ricostruzione che saranno individuate solo attraverso l’invio di curricula, il cosiddetto “concorsino”.

“Mi chiedo perchè per i 300 a tempo indeterminato si faccia tutto in modo preciso, con preselezioni, prove e orali per quale motivo l’assunzione di 50 persone debba avvenire senza un bando pubblico, ma solo l’invio dei curricula a una società esterna”, sbotta l’ex candidato sindaco.

Di Cesare trova poi modo di replicare all’assessore Alfredo Moroni sulla vicenda dell’installazione delle telecamere in centro: “Si propongono soluzioni vecchie di dieci anni, costose, senza andare alla radice del problema – attacca – Perché quei soldi non vengono investiti per la creazione di strutture per i ragazzi, per favorire lo sport o la microimpresa giovanile?”.

Interviene anche sulla variante al Prg per la nascita di una discoteca a Pile: “Noi di Apl siamo contrari a ogni tipo di variante. Mi chiedo, però, perché in Giunta alcuni assessori votino in un modo, favorevolmente, (Fanfani e Pelini, ndr) e poi si dichiarino contrari o comunque sollevino dubbi sulla vicenda discoteca sui media”, accusa.

Tra una settimana, inoltre, andrà in discussione in commissione la proposta di delibera comunale sulle unioni civili, l’unica di iniziativa consiliare finora presentata dagli inquilini del Consiglio.

“Ne presenteremo una al mese – promette Di Cesare – Questa sulle unioni civili credo sia un buon momento perché in città si apra un dibattito aperto e sereno su una questione importante. Le cose calate dall’alto non funzionano mai”.