L’AQUILA – A poche ore dal varo del primo governo Renzi, sale il pressing per far diventare palazzo Chigi la nuova “casa” governativa del tema della ricostruzione dell’Aquila, in particolare sull’asse Massimo Cialente–Graziano Delrio.

Il sindaco dell’Aquila è il principale sostenitore dell’opportunità di riportare la delega sul post-sisma dal ministero della Coesione territoriale, dov’è finita nei governi Monti e Letta, in capo alla presidenza del Consiglio.

E su questo, annuncia, tiene i contatti con l’ex ministro per gli Affari regionali, braccio destro di Renzi in queste fasi concitate e in predicato di acquisire un ruolo molto importante nel nuovo esecutivo.

Inoltre, Cialente vede meglio la conferma del deputato Giovanni Legnini come abruzzese al governo (è stato sottosegretario con Enrico Letta) piuttosto che la new entry Stefania Pezzopane, di cui si è vociferato: un’inedita incrinatura nell’asse di due dei “pezzi da 90” aquilani di centrosinistra, che compongono la storica “triade” con Giovanni Lolli.

“Sto parlando con quelli che stanno formando il nuovo governo. Ho sentito Delrio, ci stiamo preoccupando di sistemare L’Aquila, probabilmente presso la presidenza del Consiglio – spiega Cialente ad AbruzzoWeb – Questo è l’obiettivo che stavamo inseguendo, è chiaro che nel mio rientro (dalle dimissioni presentate dopo gli scandali giudiziari e gli attacchi mediatici, ndr) era considerato anche questo aspetto e avevo avuto rassicurazioni in tal senso”.

Un’operazione che, inizialmente, serviva a togliere le leve della ricostruzione all’inviso ministro Carlo Trigilia, quello che “il governo non è un bancomat” e che, ricorda Cialente, “doveva passare nell’ambito del rimpasto, mentre adesso dovremmo andarci con il nuovo governo”.

Per quanto riguarda chi come persona fisica seguirà la complicata pratica aquilana, per il primo cittadino “potremmo essere seguiti o direttamente da Delrio oppure io auspico che resti Legnini, che sta svolgendo un grande lavoro”.

Dichiarazione, questa, che apre un fronte interessante: qualora i posti per gli abruzzesi al governo si riducano a uno soltanto, Cialente non preferirebbe quindi il suo ex assessore Stefania Pezzopane?

“Credo che in questo momento la figura di Legnini sia quella che ha più acquisito esperienza – replica il sindaco – Stefania probabilmente potrebbe avere ancora un ruolo più forte al Senato dove sta svolgendo una parte di lavoro”.

“Bisogna entrare nell’ordine di idee che c’è una squadra di governo abruzzese nella quale ognuno di noi deve fare una cosa – rincara Cialente – L’importante è che quello che si fa lo si faccia al meglio. Poi qualcuno è in una posizione un po’ più complicata come magari me, qualcuno fa cose più tranquillizzanti, l’importante è che ci sia una squadra”.

Presa di posizione notevole anche perché i rapporti tra Cialente e Legnini sono stati sempre tiepidini, per non dire freddi: da quando l’allora segretario Pd Pier Luigi Bersani era stato pressato affinché il teatino sottosegretario si dimettesse da deputato, facendo rientrare Lolli in Parlamento, per non dire di quando Cialente ha cominciato un’offensiva feroce contro il governo Letta.

Come punto di riferimento Cialente invoca anche che continui a esserci il capo del dipartimento per lo Sviluppo delle economie territoriali (Diset), “la figura di Aldo Mancurti è fondamentale, e sta lavorando molto: passerà anche lui sotto la presidenza del Consiglio”.

“Il Diset appartiene già alla presidenza del Consiglio – replica lo stesso Mancurti – è stato dato in avvalimento al ministro per la Coesione territoriale, se non ci dovesse più essere questo ministero tornerà sotto palazzo Chigi”.

Il funzionario che ha gestito quello che restava della gestione commissariale di Gianni Chiodi, lo “stralcio”, non parla invece della telefonata del falso Nichi Vendola che ha gabbato un altro ex ministro della Coesione, Fabrizio Barca. “Fatemi un’altra domanda. Parlare di un amico non è il mio compito”.

IACOPINO: “RESTI LEGNINI ALL’EDITORIA”

A spezzare una lancia per Legnini è anche il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino.

“Sulla tematica dell’equo compenso abbiamo trovato un interlocutore importante nel sottosegretario Giovanni Legnini, che prima ha voluto capire di che cosa si trattasse e poi ha dimostrato di averlo capito. Speriamo che non ce lo tolgano”.

Così il presidente nazionale ha espresso l’auspicio che il sottosegretario abruzzese, con delega all’Editoria, mantenga l’incarico ricevuto nel governo di Enrico Letta anche con il nuovo esecutivo di Matteo Renzi.