CHIETI – Un’indagine dei carabinieri è nelle mani del pm, Giancarlo Ciani, insieme a una voluminosa informativa su tre personaggi dell’Università D’Annunzio di Chieti: il rettore Carmine Di Ilio, il direttore generale Filippo Del Vecchio e il responsabile dell’ufficio legale dell’Ateneo, Antonio D’Antonio.
Come riporta oggi il quotidiano Il Centro, sui tre ora indaga la Guardia di Finanza.
I reati di truffa e abuso, che il magistrato Ciani contesta a rettore, dg e al terzo personaggio, restano delle ipotesi tutte ancora da dimostrare, che ruotano attorno alla nomina di D’Antonio a capo dell’ufficio legale dell’Università.
Una nomina sospetta per ciò che ha riguardato l’iter, sosterrebbe una denuncia anonima.
Sarebbero due i punti essenziali al vaglio della guardia di Finanza: in entrambi il beneficiario risponde al nome di D’Antonio, ex docente di una scuola lancianese che, nel 2014, avrebbe ricevuto dall’Ateneo incarichi legali, come consulente esterno, per un importo di 94mila euro.
L’elenco e gli esiti degli incarichi affidati a D’Antonio sono in mano alle Fiamme gialle. Ma nello stesso periodo, D’Antonio, che all’epoca pare fosse ancora docente nella scuola frentana, ricopriva anche il ruolo di presidente della cooperativa Leonardo che opera con e per l’Università occupandosi di lavoro d’ufficio prevalentemente amministrativo.
Nel 2015 D’Antonio avrebbe partecipato a un concorso ad hoc previsto dal Miur che gli permette di passare, grazie alla mobilità, dalla scuola di Lanciano a un ruolo di elevata professionalità come responsabile dell’ufficio legale della D’Annunzio che si occupa di una gran quantità di contenziosi.






