L’AQUILA – Mai più una scuola alla vecchia elementare “De Amicis”, nata come ospedale e divenuta caserma prima di ospitare tante generazioni di alunni aquilani.
Questa la richiesta del Gruppo SicurezzaScuoleAQ in una lettera al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, firmata dagli esponenti Clementina Cervale, Patrizia Di Cristofaro e Daniela Piancatelli.
Al primo cittadino si chiede anche di investire l’ingente somma necessaria alla ristrutturazione totale (16 milioni di euro) per costruire ex novo fuori dal centro nuove strutture moderne e ospitali, ma soprattutto sicure, per gli alunni.
IL TESTO DELLA LETTERA
Gentile signor sindaco, abbiamo letto con un certo stupore sull’articolo del Centro in data 24 novembre 2010 che tra l’elenco degli edifici pubblici del Comune compresi nel programma dei lavori a breve termine (aree dell’ambito B di perimetrazione della città storica) compare l’edifico della Scuola De Amicis, in Piazza del Teatro, la cui ristrutturazione dovrebbe ammontare all’importante cifra di 16 milioni 575 mila euro (di cui soltanto 940 mila sono stati donati) con destinazione d’uso scuola materna ed elementare.
Come gruppo di cittadini civicamente impegnato per la sicurezza nelle scuole, abbiamo già da tempo sollevato il problema sull’opportunità di investire una somma così ingente per questo edificio e soprattutto sull’opportunità che questo edificio ritornasse a svolgere la sua inadeguata funzione di scuola materna ed elementare.
Poiché ci sembra di vitale importanza insegnare ai nostri figli e alle future generazioni una convivenza attenta e consapevole con i movimenti della terra, siamo fermamente convinti che non dovremo mai più ricostruire edifici non adatti a essere scuole.
Noi tutti sappiamo che la scuola De Amicis era nata come lazzaretto, poi diventò caserma e infine fu adibita a scuola durante il fascismo.
Pertanto non ha mai avuto e non potrà mai avere le caratteristiche di modernità, idoneità didattica e sicurezza proprie di una edilizia scolastica moderna e sicura.
Inoltre la ricostruzione e la destinazione d’uso, di tale edificio obsoleto, a scuola elementare nel centro storico non è affatto condivisa dalla maggior parte della popolazione, come dimostra un sondaggio cittadino pubblicato su nostra iniziativa su il capoluogo.com.
Noi pensiamo che con circa 16 milioni di euro si potrebbero costruire ex novo almeno due-tre scuole all’avanguardia in termini di autonomia energetica, eco compatibilità e fornitura di servizi, con palestre, laboratori, bibliovideoteca, parcheggi, mensa, spazi verdi.
Vorremmo anche chiederle di poter visionare il progetto di massima in base al quale è stato stabilito il fabbisogno di tale esorbitante cifra e di poter conoscere nonché incontrare il responsabile oppure i responsabili del procedimento per capire come e perché si è pensato ad una ricostruzione così dispendiosa, perché se parliamo di scuole la città futura merita certamente di più.
Se invece vogliamo scegliere passivamente la filosofia del “dov’era e com’era” per la nostra ricostruzione, allora della “De Amicis” possiamo anche tornare a farne un lazzaretto.



