L’AQUILA – “Siamo molto infastiditi per il danno di immagine subito dall’Aquila: volevamo raccontare al premier, Matteo Renzi, le luci e le ombre della ricostruzione e invece oggi i titoli dei mass media sono tutti sugli scontri, sui tafferugli, sui feriti, tra cui una poliziotta e due aquilani del comitato 3e32 che sono lontani dalla cultura della violenza”.
È la denuncia corale dello stato maggiore del Pd aquilano il giorno dopo la prima visita all’Aquila del presidente del Consiglio.
“Sulle questioni alla base della contestazioni, come il no alla petrolizzazione nella costa teatina, al metanodotto Snam, alla centrale biomasse e le problematica nella scuola: siamo tutti d’accordo, ma che cosa c’entra con la protesta la violenza con il lancio di uova e sampietrini o lo sfondamento dei posti di blocco?”, si chiede il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, in una conferenza stampa molto prolungata, convocata in tutta fretta oggi a palazzo Fibbioni, nella nuova sede comunale che ieri avrebbe dovuto ospitare il vertice con il primo ministro, prima tappa poi saltata.
All’incontro con la stampa sono intervenuti, tra gli altri, la senatrice Stefania Pezzopane, il vice presidente della giunta regionale, Giovanni Lolli, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, il vice sindaco, Nicola Trifuoggi, e il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio de Crescentiis.
Sui risultati dell’incontro con Renzi, Cialente si è detto soddisfatto “anche se sarebbe stato meglio fare due incontri di lavoro e poter far visitare al premier il centro storico per vedere quanto è stato fatto e quanto manca”.
“Ci siamo lasciati con la promessa di rivederci tra maggio e giugno per fare il punto della situazione che secondo qualcuno non è un buon risultato”, ha spiegato ancora Cialente.
“Con il presidente del Consiglio si sono poste le basi per velocizzare il flusso dei fondi, circa 6 miliardi, che sono certi – ha aggiunto ancora Cialente – per il completamento della norme e delle regole con una legge ad hoc, per rinnovare i contratti dei precari e per la soluzione della restituzione delle tasse sospese da parte di 115 imprese alla luce dell’infrazione sancita dall’Ue al governo italiano perché l’abbattimento viene considerato aiuto di Stato. Oltre a questo si è parlato del miglioramento del collegamento con Pescara”.
“Ci sono oggettivi obiettivi per sviare i discorsi della ricostruzione dell’Aquila, basta leggere i giornali. Non c’è un vero e proprio disegno, ma una serie di azioni che tendono a delegittimare la classe dirigente aquilana da parte di chi è venuto all’Aquila a dire al presidente del Consiglio di andarsene”.
Così invece ha commentato a freddo la senatrice Pezzopane.
“Abbiamo partecipato e organizzato molte manifestazioni di protesta, ho preso botte a Roma, Gerusalemme, Sarajevo ma mai mi è venuto in mente di lanciare pietre contro chi non era d’accordo con le mie idee. La protesta ci sta, però dentro il dialogo”.
In relazione ai risultati conseguiti, la senatrice dem ha sottolineato che “sono un successo i 6 miliardi di euro a disposizione, la possibilità di ricostruire le seconde case di frazioni e centri storici. Certo, non tutto è stato fatto, ma da oggi siamo al lavoro per completare la legge, che mi vede come prima firmataria anche se è frutto del lavoro di tutti, risolvere il problema della proroga dei precari e spendere presto e bene i fondi”, ha concluso.
Per il consigliere dem Pietrucci “è stato un errore organizzare la manifestazione contro Renzi con una protesta sulla qualunque sui temi più svariati: mi hanno insegnato che quando si scende in piazza si sceglie un tema, tutto ciò ha offuscato L’Aquila e le sue problematiche sulla ricostruzione”.
LOLLI: “CIALENTE A CAPO DEL REFERENDUM CONTRO OMBRINA”
“Propongo la figura del sindaco dell’Aquila come capofila per il referendum contro il decreto Sblocca Italia che autorizza le perforazioni, tra cui Ombrina Mare, questo vuol dire che siamo tutti d’accordo con i comitati che si oppongono alla petrolizzazione, ma la battaglia va fatta insieme, non l’una che esclude quella per la ricostruzione”.
Questa l’idea di Lolli che, nel ricordare che l’Abruzzo è alleato con altre 6 Regioni nel chiedere il referendum per opporsi alla petrolizzazione, ha spiegato che “la protesta è condivisibile, tanto è vero che stiamo lavorando su Ombrina Mare, sul metanodotto, sulle centrali biomasse, non sono assolutamente d’accordo con il senso della protesta tesa a dire ‘Renzi devi andare via, Renzi non devi parlare’. Perché mi devi impedire di parlare con il premier?”.
“L’Abruzzo e L’Aquila hanno bisogno delle visite dei premier, qualsiasi colore politico sia – ha continuato Lolli – è da gennaio del 2010 che dopo 28 visite di Berlusconi attendiamo un premier a eccezione della fugace apparizione di Monti, da qualche tempo abbiamo la necessità, assoluta, che la ricostruzione sia una grande questione nazionale, poi arriva Renzi e gli impediamo di parlare tirando uova e pietre”.
“Da questo punto di vista erano da evitare anche le manganellate, non doveva succedere tutto questo, la protesta è sacrosanta, ma non al punto da impedire al premier di parlare”, ha concluso.
Anche Lolli, come i colleghi di partito, ha sottolineato che “nonostante tutto con Renzi si sono poste le basi per risolvere i problemi della ricostruzione partendo comunque dalla certezza che i fondi ci sono, e sono sicuri per la prima volta con il governo”.






