L’AQUILA – Si susseguono le reazioni favorevoli e contrarie alla prima visita in Abruzzo e all’Aquila del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, una giornata convulsa con lanci di uova e sampietrini da parte di contestatori su temi disparati e manganellate di risposta delle forze dell’ordine.

Se gli esponenti di centrosinistra plaudono all’arrivo del premier, bacchettando tuttavia le contestazioni eccessive, una stroncatura netta arriva dalle opposizioni di centrodestra.

PIETRUCCI: “PROTESTE EXTRA L’AQUILA UNA MANCANZA DI RISPETTO”

“Spiace registrare che la visita del presidente del Consiglio all’Aquila si sia dovuta svolgere in maniera incompleta. Lo scopo principale di questa era infatti ‘far toccare con mano’ a Matteo Renzi lo stato dell’arte della ricostruzione della città, ma per motivi di sicurezza questo non è stato possibile. Ci si è dovuti limitare alla pur utilissima riunione di lavoro su temi operativi come la questione dell’esenzione delle tasse per le imprese del cratere sismico, la proroga dei precari in forza agli uffici della ricostruzione e nei diversi comuni, le risorse finanziarie costanti e garantite negli anni, il potenziamento delle infrastrutture”.

Lo scrive in una nota il consigliere regionale aquilano del Partito democratico Pierpaolo Pietrucci.

“Spiace ancora di più prendere atto che la mutilazione della visita si sia verificata per la messa in campo di proteste e dimostrazioni che niente hanno a che fare con la ricostruzione del capoluogo, almeno in larghissima parte – prosegue – Delle ragioni delle proteste di ieri ho il massimo rispetto. Mi sarebbe piaciuto vederne altrettanto da parte dei fratelli abruzzesi di fronte al dramma di una città e un territorio che a poco a poco si rialza, vuole mostrare ferite e cicatrici ma anche energia e capacità al capo del governo”.

“Una città che ha la volontà e il tanto atteso (sei anni) diritto di concordare direttamente con il premier gli interventi necessari per un ulteriore fase, quella decisiva, della ricostruzione. Una protesta avrebbe avuto senso da parte di chi lo avesse ritenuto tra gli aquilani, perché ieri si è parlato delle questioni che i cittadini dell’Aquila hanno vissuto sulla propria pelle”, scrive ancora.

“Inoltre proprio perché ho rispetto e comprendo le ragioni delle battaglie ambientali per cui si è protestato ieri, dico che anche la modalità scelta per evidenziarle è del tutto sbagliata. Con gli scontri e il rumore ci si confina nel lembo della protesta estrema, è un errore strategico, tanto più se si considera che questo Consiglio e questa Giunta regionale hanno mostrato di saper ascoltare la giustezza di quelle argomentazioni – rileva – Da presidente della commissione Ambiente posso dire che assieme all’assessore Mario Mazzocca si è profuso e si continuerà a profondere il massimo sforzo politico e istituzionale per impedire che prevalgano scelte scellerate e poco rispettose dell’ambiente e del territorio su questioni come Ombrina Mare, gasdotto Snam, Centrali a Biomasse, solo per citarne alcune”.

“Siamo e saremo schierati senza se e senza ma come abbiamo dimostrato di sapere fare finora, sia in commissione Ambiente che nelle conferenze dei servizi romane. Una commissione Ambiente, peraltro, che da presidente ho sempre cercato e sempre cercherò di “aprire” all’esposizione delle ragioni dei comitati e delle voci critiche – conclude – Di quei comitati, di quelle voci critiche ho fatto parte, per tanti anni. Non rinnego certo la mia storia e la mia esperienza ora che sono un rappresentante istituzionale”.

DE MATTEIS: “UNA PENOSA PANTOMIMA, A RENZI NON FREGA NULLA”

“C’era davvero bisogno di questa penosa pantomima? La tanto attesa visita del presidente del Consiglio Renzi, meglio sarebbe dire del conte Mascetti del governo italiano, lascia l’amaro in bocca”.

A dirlo è l’esponente della minoranza in Consiglio comunale dell’Aquila, Giorgio De Matteis.

“Sarebbe fin troppo facile ironizzare sulla maldestra regia del presidente D’Alfonso che ha dimostrato ancora una volta di non possedere la capacità di governo, che in molti avevano sperato potesse avere. Per non parlare dello sgallettante agitarsi del Pd locale, dello spento e crepuscolare Cialente e di una ormai senatrice da salotto Tv Pezzopane, accompagnata da famigli e compare”.

Secondo Gdm “faceva davvero tenerezza il vice presidente della Regione Lolli, che cercava di dare senso a un incontro iniziato male e terminato peggio. Al di là di tutto ciò – incalza – resta l’amaro in bocca, perché da questa visita si è capito che Renzi ha due cose in testa riguardo L’Aquila: la prima, è che non gliene frega assolutamente nulla; la seconda, è che non ha alcuna conoscenza dei problemi reali dell’Aquila, del terremoto e dell’Abruzzo in generale”.

“Ha, infatti, recitato uno stanco compitino sulle tasse delle aziende e sulle disponibilità finanziarie, fattori di fondamentale importanza per il futuro della città. Al di là dell’ovvia dichiarazione sull’impegno in Europa, appare evidente come il Pd (partito che alle ultime europee ha ottenuto in Italia il 40 % dei voti e che ha una pattuglia di grande rilevanza in sede europea) – prosegue ancora – non ha avuto la capacità di seguire e di gestire questo problema, tanto da ritrovarci con questo bel regalo”.

“Un tempo, i vari Sassolli, Pittella, Serracchiani, solo per citarne alcuni, erano pronti a criticare senza mai prendere posizione sulle azioni portate avanti dal centrodestra che, comunque, era riuscito a portare a casa il risultato della Zona franca e del non pagamento delle tasse per le aziende – accusa – Oggi,invece, questo governicchio renziano rincorre l’Europa, da zerbino asservito, senza riuscire a incidere”.

“Le dichiarazioni di Renzi – sottolinea ancora De Matteis – evidenziano una ovvietà e cioè che una decisione assunta dall’Unione europea in merito al problema tasse difficilmente potrà essere modificata e, quindi, l’unica soluzione possibile è che l’attuale governo si assuma l’onere finanziario conseguente alla determinazione europea. È inutile girarci intorno, perché tutti sanno quale è il vero problema. Quindi, prima si parla chiaro e meglio sarà per tutti”.

“Quanto alla disponibilità finanziaria e alle solite chiacchiere: i soldi ci sono, andiamo avanti così, probabilmente nessuno ha informato Renzi che fino a oggi si è andati avanti con i soldi messi a disposizione dal governo Berlusconi e che, dall’anno prossimo, come evidenziato dal bilancio comunale appena approvato, ci sarà una drastica riduzione dei trasferimenti di risorse finanziarie da parte del suo governo – prosegue poi – Bastano già questi due fatti per testimoniare il fallimento di una presenza tanto attesa e il fastidio manifesto di un presidente del Consiglio che poco considera il Pd locale, ormai relegato ai margini della politica regionale e nazionale”.

“Quanto al Comune dell’Aquila e al circo che è diventato, bastano gli avvenimenti accaduti durante l’approvazione dell’ultimo bilancio – conclude De Matteis – per testimoniare il penoso crepuscolo di un sindaco decotto e il disfacimento di una maggioranza, ridotta a brandelli. Ma questa è un’altra storia”.

LIRIS: “CONTESTAZIONI ASSOLUTAMENTE GIUSTE”

“Sono state assolutamente giuste, nel merito, le contestazioni di ieri ed esprimo la massima solidarietà ai feriti di questa triste giornata. L’Aquila ha riservato un’accoglienza rabbiosa a Renzi e, del resto, cosa ci si poteva aspettare di diverso?”.

Se lo chiede il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale dell’Aquila Guido Liris.

“Renzi e il Pd sono nemici della città e dell’Abruzzo: la popolazione lo ha capito! Solo un brevissimo passaggio al Gran Sasso Institute che, peraltro, ha più l’aria di un debito da evadere con i referenti locali del Pd – accusa – Evitato accuratamente un confronto con la città, le categorie, gli imprenditori, le forze politiche. Gravissimo, poi, lo sgarbo istituzionale di non essere entrato nella sede comunale”.

Per Liris “Renzi non voleva venire, non conosce L’Aquila, non se ne vuole occupare e vive il problema della ricostruzione del nostro territorio come un fastidio. Solo dopo 18 mesi di governo, infatti – evidenzia – Renzi ricorda che a meno di un’ora di distanza da Roma c’è una città distrutta e un territorio dimenticato. Il governo che meno ha fatto per L’Aquila ha visto esponenti politici che, negli anni, hanno animato le contestazioni, prestare opera di zerbinaggio a un esperto comunicatore che non nulla sa, né vuole occuparsi della nostra città e del cratere”.

“Ha ripetuto frasi e cifre memorizzate in fretta e furia negli ultimi minuti, ma trasmettendo e tradendo nei gesti e nei comportamenti l’indolenza e il fastidio che ha provato. Torni solo quando ha qualcosa da dire – l’invito polemico – Chi vuole bene alla città dell’Aquila non piega la testa davanti ai potenti, dimenticando i drammi sociali e umani del nostro territorio. Renzi non può camminare per la città perché la città, giustamente arrabbiata, delusa e disillusa, non glielo consente”.

“Chiedo ai rappresentanti del centrosinistra di non umiliare ulteriormente la città capoluogo di regione con questi tipi di iniziative, di cui nessun aquilano sente sinceramente il bisogno”, conclude.

IDV: “PROTESTA SÌ MA IN FORMA CIVILE”

L’Italia dei valori, in riferimento ai fatti accaduti nel corso della visita del Premier Matteo Renzi a L’Aquila, esprime “solidarietà ai cittadini aquilani e alla città per lo sfregio patito da parte di una netta minoranza che ha protestato in maniera incivile e, parimenti, alle forze dell’ordine per l’ottimo lavoro svolto, pur dovendo lamentare un ferito tra le loro risorse a fine giornata”.

“Vorremmo ricordare che l’Idv ha partecipato a manifestazioni di protesta civile al fianco dei vari comitati nei territori delle altre province e sempre nel rispetto della legalità e dell’ordine pubblico – si legge in una nota – I cittadini aquilani non possono tollerare che dei manifestanti, anche per giuste cause, si abbandonino ad atti di violenza, con il lancio di sassi ed uova: la violenza non deve mai prevaricare la ragione. Chi ripagherà la città dei danni patiti?”.

“Ancora una volta L’Aquila viene portata alla ribalta nazionale in una connotazione negativa, anche a dispetto dei tanti cittadini intervenuti alla manifestazione – evidenzia il partito – Una riflessione va fatta: tante forze politiche hanno espresso disappunto per la mancata visita di Renzi nella nostra città ironizzando più volte a riguardo in Consiglio comunale. Alla luce di quanto è accaduto c’è da chiedersi perché volevano Renzi in città? Per un sereno confronto o per tendere un’imboscata?”.

“È quanto si chiedono i tanti cittadini facenti parte di quella maggioranza silenziosa che si indigna per la violenza e per i danni arrecati alla nostra città. Non siamo certamente contrari alla manifestazione di dissenso, che sono il sale della democrazia, siamo sicuramente contrari a ogni forma di violenza , favorevoli alla legalità e a chi lavora quotidianamente per farla rispettare”, proseguono.

FORZA ITALIA GIOVANI: “PD ALL’OPPOSIZIONE DI SE STESSO”

“Ieri abbiamo assistito per la prima volta all’arrivo nella nostra città del premier Matteo Renzi. Non sappiamo se la visita è dovuta a un nuovo miracolo celestiniano o a un interesse sempre più immediato di recuperare consenso. Come forza Italia Giovani non possiamo che condividere i motivi di sdegno dei nostri concittadini, critichiamo le scelte del nostro premier sulle politiche ambientali e sulle politiche giovanili fallimentari, ma soprattutto sulla sua assoluta sottomissione ai diktat dell’Unione Europea, che umiliano le aziende cittadine imponendo la restituzione delle detrazioni fiscali risalenti al periodo post-sisma”.

Così commenta Leonardo Scimia, coordinatore cittadino Fig.

“Ci ha fatto piacere constatare come la sinistra in Italia riesca brillantemente a governare e a essere opposizione di se stessa, notando con curiosità come tanti componenti della protesta siano poi in realtà elettori, sostenitori, se non addirittura membri del Partito democratico locale e regionale – accusa – Pensiamo comunque che la protesta da un lato dimostri la diffusa impopolarità del premier, ma dall’altro sia abbastanza inutile, perché inutile è il nostro premier: i suoi slogan e le sue promesse hanno dato dimostrazione in Italia di essere meno solide di quelle di un marinaio e la sua influenza in Europa sia pressoché nulla”.

“Inoltre non possiamo fare a meno di evidenziare come gli stessi ‘eroi’ politici delle rivolte popolari degli anni scorsi, divenuti famosi per la lotta contro i governi del passato, oggi siano stati i primi ad accogliere il premier nonostante il suo governo stia dando alla città minore vicinanza, minori finanziamenti e minore stabilità – conclude – È lecito pensare che le loro proteste siano solo strumentali, degne dei migliori sudditi di partito: questo è il Pd aquilano”.