L’AQUILA – Tempo scaduto per la prima commissione Bilancio del Consiglio regionale. La proposta di legge del Movimento 5 Stelle che toglie il sonno a non pochi consiglieri, perché prevede il dimezzamento delle loro indennità e anche tagli ai vitalizi degli ex, potrebbe arrivare a breve per direttissima in aula, essendo scaduti i termini dei 30 giorni per l’esame del provvedimento, messo all’ordine del giorno dalla commissione il 29 aprile.
Per la maggioranza si profila dunque una scenario imbarazzante, con i consiglieri obbligati in aula a dire sì o no al taglio dei loro stipendi, senza più la possibilità di fare melina o buttare la palla in tribuna.
Potrebbe però verificarsi anche un colpo di teatro, da parte del presidente della Regione Luciano D’Alfonso, che si vocifera potrebbe presentare un disegno di legge molto simile, e dunque, come prevede il regolamento, ricacciare intanto indietro il disegno di legge grillino che dovrà a quel punto essere integrato con il nuovo testo.
Per D’Alfonso sarebbe anche l’occasione per scavalcare il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, con il quale voci di corridoio dicono non corra buon sangue, e recepire finalmente anche in Abruzzo la riduzione dei vitalizi, dando seguito a quanto deciso a novembre dello scorso anno dalla Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali, ivi compreso Di Pangrazio,.
La possibilità di stringere i tempi e di evitare le secche della commissione, dove sono state fatte morire d’inedia tanti disegni di leggi, è offerta dal Movimento 5 stelle dall’articolo 70 del regolamento interno per i lavori del Consiglio regionale.
Il consigliere M5S Domenico Pettinari conferma infatti, ad AbruzzoWeb, che sarà chiesto in conferenza di capigruppo, non oltre il mese di luglio, l’iscrizione del loro disegno di legge all’ordine del giorno del Consiglio.
La contromossa della maggioranza a quel punto sarebbe la cosa più sensata. Seppur obtorto collo, si prenderebbe gli onori dell’epocale taglio ai costi della politica regionale, approvando in aula una sua legge e togliendo la scena all’opposizione penta stellata.
Tenuto conto che anche D’Alfonso e molti suoi candidati che ora siedono all’Emiciclo avevano promesso in campagna elettorale di ridursi le indennità, parificandole a quelle dei sindaci capoluogo, ovvero 5 mila euro lordi.
Ma a questa promessa non ha fatto seguito finora nessuna iniziativa legislativa. C’è solo una bozza di provvedimento dal contenuto top secret che si dice giri da una scrivania all’altra.
Nulla si è mosso neanche per quanto riguarda i vitalizi.
L’Abruzzo, a differenza di altre Regioni, come Lazio ed Emilia Romagna, non recepisce ancora le linee di indirizzo che l’Assemblea plenaria della Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali ha approvato all’unanimità, sempre a novembre 2014, e che prevedono una riduzione temporanea, ovvero un prelievo di solidarietà, per un periodo non superiore a un triennio, con criteri di proporzionalità dal 6 per cento al 15 per cento dell’importo dei vitalizi. La percentuale raddoppia o quasi qualora il beneficiario è titolare di un altro vitalizio erogato dal Parlamento italiano o dal Parlamento europeo.
A partecipare alle riunioni dell’Assemblea e a votare a favore delle linee guida, il presidente del Consiglio regionale Di Pangrazio, che però poi è rimasto sul tema silente e inoperoso.
Eppure l’Abruzzo aveva anticipato nella passata legislatura l’abolizione di vitalizi, meritandosi l’encomio di Regione pioniera in tema di spending review. E soprattutto la norma sul prelievo triennale di solidarietà dei vitalizi, adottata dalla Conferenza, è stata scritta dalla dirigenza abruzzese, quando nella passata legislatura era presidente del consiglio regionale Nazario Pagano di Forza Italia.
Anche qui per D’Alfonso si apre dunque la possibilità di misurare le distanze da Di Pangrazio, commissariando la partita dei vitalizi con una sua iniziativa legislativa di riduzione.
La prima mossa però spetta ai grillini.
Nel loro disegno di legge si prevede, lo ricordiamo, la riduzione delle indennità di consiglieri da 11.100 euro a 5.000 euro, per i presidenti di Giunta e Consiglio da 13.800 euro a 6.500 euro.
E ancora la riduzione dei vitalizi con percentuali maggiori in caso di cumulo di vitalizi diversi, e lo spostamento da 60 a 67 anni l’età minima per la sua fruizione. Il taglio dei rimborsi spese di 4.500 euro mensili, assegnato ora a ciascun consigliere a prescindere da quanto spende effettivamente, le indennità di vice presidente e segretari di Commissione, l’abrogazione della polizza assicurativa e del trattamento di fine mandato.
Il tutto consentirebbe un risparmio di 23 milioni di euro nei cinque anni di legislatura.
I consiglieri grillini, va infine ricordato, hanno già ridotto a 5mila euro lordi le loro indennità, accumulando un tesoretto che ai primi di maggio ammontava a 190 mila euro, depositato in un conto della filiale aquilana di Carichieti e che sarà utilizzato, non appena si capirà con quali criteri, per finanziare il microcredito a piccole aziende abruzzesi.





