L’AQUILA – È cambiato tutto per non cambiare niente, in Regione Abruzzo. Durante il vertice di maggioranza di oggi, il primo del “nuovo corso”, si infatti scatenata la rissa verbale tra due consiglieri del Partito democratico, l’aquilano Pierpaolo Pietrucci, e il teramano ex ribelle rientrato nei ranghi (ma neanche tanto, parrebbe) Luciano Monticelli.

Il tema, manco a dirlo, il finanziamento dell’Istituzione sinfonica abruzzese (Isa), che rischia la chiusura se non riceve fondi freschi dalla Regione.

Vale a dire, l’argomento che ha fatto scatenare la crisi in seno alla maggioranza, culminata con le dimissioni di tutti i 6 assessori e del sottosegretario alla Presidenza, Camillo D’Alessandro (Pd), con la sostituzione, non ancora ufficiale, di quest’ultimo con Mario Mazzocca (Sinistra ecologia libertà) che ha lasciato libero il suo posto in Giunta ad Andrea Gerosolimo (Abruzzo civico), leader della fronda assieme al collega di gruppo Mario Olivieri e al già citato Monticelli.

Il finanziamento da 800 mila euro per mantenere in vita l’Isa aveva provocato l’insurrezione in nome della tutela di altre realtà culturali, sfociata in incontri dei tre “assessori abusivi” con esponenti di quell’ambito ma poi rapidamente messa da parte una volta che Gerosolimo ha ottenuto la sua bella poltrona, peraltro senza delega alla Cultura.

Si pensava, quindi, che, dopo aver fatto scivolare il Consiglio dell’11 agosto scorso a dopo la pausa estiva, i ribelli avessero disseppellito l’ascia di guerra.

E invece, nel vertice di oggi, alla riproposizione, con un diverso testo sotto forma di emendamento, del progetto di legge di Pietrucci, che prevede 400 mila euro quest’anno e altrettanti l’anno prossimo, Monticelli ha ricominciato a protestare.

Secondo quanto appreso, Pietrucci ha reagito in modo veemente (non è la prima volta, sulla riforma delle case popolari con l’assessore Donato Di Matteo ha sfiorato la rissa fisica): Monticelli, che parlava di figli e figliastri e di predilezione per un’istituzione aquilana e non abruzzese, è stato maltrattato e accusato di non studiare le vicende e non avere contezza di numerosi aspetti del mondo culturale regionale, di cui l’Isa fa parte a pieno titolo.

La rissa verbale è stata sedata dall’intervento dell’assessore Silvio Paolucci e del consigliere Maurizio Di Nicola. Alla fine l’intesa dovrebbe essere stata trovata.

E proprio la prima commissione (Bilancio) guidata da Di Nicola sarà domattina il primo banco di prova per verificare la tenuta del progetto di legge Isa con il proprio parere, mentre test ancor più probante sarà il successivo passaggio in quinta commissione (Cultura) per l’esame di merito, commissione presieduta, guarda un po’, proprio dall’ex ribelle Olivieri.

Alla fine la legge verrà licenziata e l’Isa eviterà di portare i libri contabili in tribunale dopo aver sospeso anzitempo la stagione concertistica: sarebbe davvero sorprendente un esito diverso dopo che i rivoltosi hanno ottenuto quello che chiedevano, posto in Giunta.

Ma vista la tradizione di convocare le commissioni nello stesso giorno del Consiglio, e visti i precedenti, segnatamente le discussioni-fiume su un altro contestatissimo salvataggio, quello di Abruzzo Engineering, che portarono all’approdo in aula a notte fonda e all’approvazione all’alba della variazione di bilancio da 5 milioni di euro, è lecito attendersi che l’inizio del Consiglio regionale, fissato alle 11, slitti dalla mattina via via fino a sera.

Insomma, sembra proprio che i consiglieri di fede juventina (tra questi l’ex presidente, Gianni Chiodi) si perderanno la prima partita di Champions League della loro squadra contro il Manchester City alle 20.45.

A meno che i motivi calcistici non diventino sufficienti per causare una strategica mancanza del numero legale. È solo uno scherzo, ma visti i tempi, neanche così irrealistico.