L’AQUILA – Mattinata calda quella di oggi all’Aquila davanti al palazzo dell’Emiciclo.
In occasione dei lavori del Consiglio regionale, è stato organizzato un sit-in di protesta da operatori sociali, inquilini e sfollati delle case Ater e lavoratori delle cave abruzzesi che hanno chiesto a gran voce di incontrare gli esponenti istituzionali di riferimento.
Nei giorni scorsi, gli operatori sociali della cooperativa ‘Leonardo’, che assicura i servizi nei 13 Comuni del compensorio aquilano e che dallo scorso aprile non ricevono gli stipendi, avevano scelto la via del confronto con la comunità montana ‘Montagna Aquilana’, cui vengono assegnati i fondi regionali per garantire il funzionamento dei servizi e gli stipendi dei lavoratori, ma l’incontro nella sede della comunità montana a Barisciano (L’Aquila), nel corso del quale erano stata ipotizzate la sospensione dei servizi e la cassa integrazione in deroga in attesa di nuovi fondi si era concluso lasciando solo strascichi polemici, costringendo gli operatori a darsi appuntamento all’Emiciclo per una protesta allargata, appoggiata da diverse sigle sindacali e che ha visto la presenza, fra gli altri, dell’assessore all’Assistenza alla popolazione del Comune dell’Aquila Fabio Pelini.
A entrare in Regione per un confronto con l’assessore al Lavoro Paolo Gatti, è stato il segretario del circolo aquilano di Rifondazione comunista Goffredo Juchich, che lavora proprio nella cooperativa ‘Leonardo’.
Nel corso dell’incontro con Gatti, sono state definite delle prime misure da attuare sulla strada verso la normalizzazione dei servizi oggi a rischio soppressione che comporterebbe gravi danni a chi nel sociale lavora e a chi dei servizi beneficia, come anziani e disabili.
“L’asserrore Gatti si è fatto carico della nostra situazione – ha affermato Juchich – un notevole passo avanti rispetto al passato, quando le nostre vertenze non venivano considerate. Si è parlato di un fondo per le aree sottosviluppate di 12 milioni di euro, ma per sbloccarlo e trasferire i soldi agli enti d’ambito, secondo Gatti, occorrono due, tre mesi”.
“Noi non possiamo aspettare neanche due o tre giorni – ha continuato l’esponente di Prc – per questo abbiamo chiesto a Gatti di interessarsi alla nostra vicenda e di parlare con la comunità montana, cioè l’ente appaltatore, per avviare le procedure per la cassa integrazione”.
“Se gli impegni – ha concluso Juchich – non dovessero essere rispettati, andremo avanti con la mobilitazione. Il prossimo 25 settembre ci sarà un incontro con i sindaci della comunità montana, in cui proprio la comunità montana chiederà ai sindaci le risorse per andare avanti con i servizi. In caso di buco nell’acqua, avanti con la mobilitazione”.
Sul piede di guerra gli sfollati e gli inquilini Ater, capitanati dall’ex parlamentare e portavoce del movimento ‘Mia Casa’ Pio Rapagna’.
“Siamo in una situazione di emergenza – ha affermato Rapagnà – perché anche chi aveva riscattato la casa popolare non può ricostruire se l’Ater non ripara anche gli alloggi misti. Molte famiglie sono ancora nei Map e nel progetto C.a.s.e., hanno anche ricevuto l’ingiunzione di pagamento delle spese di manutenzione e anche la gestione condominiale, ma non sono in grado di pagare. Abbiamo chiesto alla Regione Abruzzo una riunione straordinaria per parlare di edilizia, affinché ci si impegni per garantire la ricostruzione pesante”.
“L’Ater ha messo a posto qualche casa classificata A e B, ma i cantieri in realtà sono fermi – ha continuato Rapagnà – dopo tre anni ci sono interi quartieri abbandonati e le persone sono chiuse nei progetti C.a.s.e., delle vere palafitte”.
Furiosi quelli dell’Associazione regionale cave Abruzzo (Arca), che hanno concluso il sit-in con una miriade di clacsonate di camion.
“C’è una norma regionale che ci sta distruggendo – ha spiegato il rappresentante dei lavoratori delle cave Francesco Giannini – ed è l’articolo 29 della legge regionale 1/2012 che prevede il blocco del rilascio delle concessioni per l’apertura delle cave di ghiaia. Esistono già altre leggi in materia ambientale, per cui questa norma fa solo danni. Noi lavoratori delle cave rischiamo di dover licenziare, di bloccare i lavori, ma anche di far salire i costi di produzione rendendoli assolutamente fuori mercato. Il nostro legislatore non conosce neanche la differenza tra concessione e autorizzazione”.
“Siamo stati cacciati democraticamente fuori dall’Emiciclo – ha concluso Giannini – questo significa che c’è una vera rottura con le istituzioni”.
LEGGE SULL’EDILIZIA: PRESENTATI 700 EMENDAMENTI
Dopo interrogazioni e interpellanze il Consiglio regionale è passato all’esame del provvedimento relativo alla legge sull’edilizia, la cui approvazione da tempo viene rimandata.
Anche nell’odierna seduta, il via libera sembra molto difficile dal momento che sono 700 gli emendamenti ostruzionistici presentati da Rifondazione comunista, Comunisti italiani e Italia dei valori, contrari alla bozza “che lascia il campo libero a vere e proprie speculazioni edilizie”.
La maggioranza di centrodestra è decisa a tentare l’approvazione anche se non sono presenti tutti i consiglieri regionali.
La seduta è stata sospesa per due volte per cercare una intesa con i consiglieri regionali, guidati dal capogruppo di Rifondazione, Maurizio Acerbo, in totale dissenso con la bozza attuale.
Una delle interruzioni della giornata è stata dovuta alla visita dello storico e giornalista Ernesto Galli Della Loggia.
All’incontro hanno partecipato il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, e il presidente della Giunta, Gianni Chiodi, che hanno accolto e salutato Ernesto Galli Della Loggia.
L’occasione coincide con la presentazione del volume Una guerra a parte, scritto da Elena Aga Rossi e Maria Teresa Giusti, che si è tenuta oggi all’Aquila e al quale ha presenziato l’editorialista del Corriere della sera.
CONSIGLIO AGGIORNATO ALLE 21.30
I lavori del Consiglio regionale dell’Abruzzo, chiamato a discutere della proposta di legge sull’edilizia, sono stati aggiornati alle 21.30.
Nel frattempo si susseguono riunioni e incontri per cercare un’intesa sulla norma e far ritirare i circa 700 emendamenti presentati da Rifondazione comunista, Comunisti italiani e Italia dei valori.
Si annuncia un confronto che terrà impegnata l’Aula per tutta la serata e parte della nottata.






