L’AQUILA – Approda in commissione Bilancio del Consiglio regionale abruzzese la più volte annunciata proposta di legge del Movimento Cinque Stelle sulla riduzione dei costi della politica, che intende dimezzare i compensi del presidente di Giunta e del presidente del Consiglio, di assessori, consiglieri regionali,  ed anche menbri di commissione.

Previsto poi lo spostamento dai 60 a 67 anni il limite di età per la fruizione del vitalizio per i consiglieri che ne abbiamo maturato il diritto, visto che per i consiglieri di questa legislatura è stato abolito.

Se la legge sarà approvata, calcolano i grillini, si potrebbero risparmiare 23 milioni di euro nei cinque anni di legislatura.

Prima firmataria del disegno di legge la consigliera Sara Marcozzi, che è stata candidata presidente di Regione alle elezioni del maggio 2014.

“Lo avevamo promesso in campagna elettorale – afferma la Marcozzi – e la prima proposta di legge che abbiamo presentato è stata proprio quella sulla riduzione dei costi della politica. Una legge fatta per gli altri consiglieri – tiene a precisare, poiché noi del Movimento Cinque Stelle, anche in assenza di una norma che lo imponga già tagliamo i nostri stipendi come previsto nella proposta e fino a oggi abbiamo già rinunciato a oltre 133mila euro”.

Scendendo nel dettaglio, la prima misura attiene attiene alle indennità di consiglieri e presidenti di Giunta e consiglio le cui massime retribuzioni consentite sarebbero rispettivamente ridotte per i primi da 11.100 euro e 5.000 euro, e per i secondi da 13.800 a 6.500 euro.

Tagli sono previsti anche per le indennità di Vice presidente e segretari di Commissione.

Sono previste l’abrogazione della Polizza assicurativa in caso di morte o infortunio del Consigliere, l’abrogazione del trattamento di fine mandato e la riduzione dei vitalizi con percentuali maggiori in caso di cumulo di vitalizi diversi.

Altro taglio previsto è quello dei rimborsi spese, pari a 4.500 euro mensili per consigliere.

“Un forfait – spiega ancora la Marcozzi – che viene assegnato a prescindere da quanto si spenda effettivamente per vitto, alloggio e viaggio e a prescindere dal luogo di provenienza.

Solo i consiglieri del M5S, grazie ormai ai famosi scontrini, rendicontano già ogni spesa e percepiscono il rimborso solo su quanto realmente utilizzato”.

“Gli altri – accusa la pentastellata – che vivano in provincia dell’Aquila o in luoghi più distanti dal capoluogo, Vasto per esempio, intascano il forfait incrementando di molto il loro stipendio”.

Previsto poi lo spostamento da 60 a 67 anni per la fruizione del vitalizio per i consiglieri che ne abbiamo maturato il diritto, “come per i lavoratori comuni”, sottolineano i grillini.

“Attendiamo la discussione in commissione e vediamo in che modo verrà affrontato il problema dei tagli quando si tratta dei loro stipendi – commenta ancora la Marcozzi – auspichiamo dalla maggioranza la stessa intransigenza mostrata nei confronti della chiusura dei punti nascita, degli ospedali, della compartecipazione nelle spese sanitarie, del trasporto pubblico. Sono stati irremovibili sui tagli alle spese verso i servizi al cittadino, a causa del ‘momento difficile’ per Regione Abruzzo, vedremo se attueranno la stessa intransigenza quando i chiamati al sacrificio sono loro”, conclude con una frecciata avvelenata.