L’AQUILA – “In Regione Abruzzo c’è una gestione troppo accentratrice, troppo verticistica, forse in nome della necessità di essere veloci, di fare, di realizzare, perdendo di vista la collegialità e la condivisione, due concetti essenziali in politica”.

A lanciare l’allarme dai microfoni di AbruzzoWeb è Lelio De Santis, segretario regionale dell’Italia dei valori, commentando le ultime evoluzioni della maggioranza di centrosinistra.

“Le scelte importanti, non quelle minute, ma quelle significative che attengono a investimenti e a alla guida di enti importanti, andrebbero condivise e concordate, nel Consiglio regionale, ma almeno nei gruppi di maggioranza”, sbotta.

Il riferimento è alla recente e discussa nomina dell’avvocato di Sulmona (L’Aquila) Daniela Valenza alla guida dell’Ente regionale per il servizio idrico (Ersi), inserita “fuori sacco” all’ordine del giorno e votata al volo con la polemica non partecipazione proprio dell’Idv.

“La nomina dell’avvocato Valenza si è verificata su indicazione della Giunta e del presidente – sbotta De Santis – senza che fosse a conoscenza dei gruppi e tantomeno del vice presidente del Consiglio, Lucrezio Paolini, che ha ritenuto correttamente di non partecipare al voto.

“Non si può rispondere solo a queste esigenze di nomina con un’appartenenza a questo o a quel gruppo, a questo o a quel clan”, ribadisce ancora.

De Santis parla anche della lite tra il governatore, Luciano D’Alfonso, e il consigliere aquilano del Partito democratico Pierpaolo Pietrucci, che lo ha bollato come “fascista” per difendere le aree interne.

“Sono argomentazioni condivisibili, a tutela dell’Abruzzo interno e dell’Aquiilano in particolare, ma sono anche la conseguenza di una mancanza di visione, progettualità e collegialità – ammonisce – A quasi due anni dalle elezioni regionali, si ha difficoltà per fare un solo incontro di coalizione, fra i gruppi di maggioranza, e i nostri consiglieri, fra cui Pietrucci, dovrebbero far valere il punto di vista di rappresentanti di un territorio e di un partito su tutto questo percorso, non sul caso singolo”.

“Si sta quasi delegando in silenzio a D’Alfonso la gestione di tutto quello che è gestibile, un rischio grosso, un pericolo reale, che non attiene solo alle competenze e alle capacità del presidente, a cui riconosco competenza, esperienza, determinazione – denuncia il segretario Idv – ma nella vita l’esperienza mi insegna che un uomo solo al comando non produce nulla di buono”.

“Al Pd dico di darsi una mossa, D’Alfonso deve dare conto, gli si deve chiedere un tavolo periodico di centrosinistra, che discuta le questioni – l’appello finale – A tutti dico di non di mettersi contro un presidente quando non ci dà retta, ma di imporre un metodo di lavoro che sia trasparente, collegiale, non che marci nella direzione tracciata da poche persone. Mi risulta che i consiglieri regionali apprendono di decisioni importanti solo dalla stampa”.