L’AQUILA – Infornata di fine anno di personale alla Regione Abruzzo, nonostante la crisi in atto e l’azione di risanamento dell’Ente.
Assunzioni che arrivano tra le polemiche, in particolare tra i dipendenti di ruolo. Nel folto gruppo alcuni nomi noti, tra cui parenti e amici di dirigenti sindacali.
Al fotofinish è stato deliberato un piano che prevede l’immissione in organico nella Giunta regionale di altre 42 persone.
Dipendenti con contratto a tempo indeterminato che si vanno ad aggiungere all’esercito di 1.540 che già prestano servizio presso i vari uffici dell’esecutivo abruzzese.
Un numero recentemente già appesantito dal passaggio dei dipendenti delle Agenzie e degli Enti strumentali dismessi, come Arssa, Aptr Abruzzo Lavoro, Abruzzo Sviluppo ed Aret.
Dei 42 posti, la metà è riservata ad altrettante figure di profilo “D1” e “D3”, funzionari arrivati in Regione nella condizione di “comandati” da altri Enti, che ora diventeranno dipendenti regionali a tutti gli effetti. Con i costi che diventano fissi per le casse della Giunta abruzzese.
In questa vicenda, la Giunta, in particolare l’assessore al personale Federica Carpineta, delfina del presidente della Regione, Gianni Chiodi, che ha sempre evocato la meritocrazia, ha agito in extremis: i 21 con la posizione del comando, infatti, stavano per tornare agli enti di appartenenza, essendo imminente la scadenza di tre anni prevista in casi del genere.
Ma c’è di più: si tratterebbe di posti praticamente già assegnati perché, da quanto si è appreso, i pretendenti sono solo 21. Addirittura, originariamente il bando ne prevedeva 20, per poi essere adeguato arrivando a 21.
Sempre da quanto si è appreso, i 21 funzionari nel corso del tempo si sono visti assegnare la responsabilità di un Ufficio con circa 11 mila euro lordi in più nella busta paga.
Ciononostante, le anomalie non sono finite: per esempio, nell’avviso emanato dalla direzione del Personale il 5 dicembre scorso, al posto dei classici 30 giorni la scadenza viene anticipata insolitamente a 20.
Approvata su proposta dell’assessore Federica Carpineta, la delibera contestata ha di nuovo spaccato il personale, già alle prese con misure di un piano di riorganizzazione difficile fin dall’inizio e ultimamente con la spinosa questione del taglio delle posizioni organizzative, passate da 350 a 296.
Si tratta di quei capi-ufficio che, come detto, hanno diritto a un’indennità aggiuntiva di 11 mila euro lordi l’anno: un “tesoretto” che fa gola a molti e che ha scatenato una guerra tra chi ce l’ha e chi no.
Un’altra puntata di questo cruento scontro si è scatenato con le assunzioni dei comandati visto che i 21 hanno già tutti la posizione organizzativa.
E questo ha scatenato il malumore di molti dei dipendenti di ruolo che speravano di agguantare il posto agognato alla scadenza del contratto dei “neo-stabilizzati”.
Sui “comandati” la Giunta non ha avuto un atteggiamento equo: mentre da un lato ha sistemato i 21 funzionari, dall’altro ha lasciato a piedi altri sette lavoratori “comandati” di categoria più bassa, “B” e “C”, che, alla scadenza dei tre anni, torneranno nell’ente di provenienza.
L’altra quota del personale contemplata nel piano della Carpineta prevede 14 nuove assunzioni, da destinare alla Sanità, attraverso un concorso da bandire e 7 con la mobilità interna volontaria dalle società e dagli enti strumentali non dismessi, come Arta e Arit.
I primi, 6 economisti, 4 informatici, 2 amministrativi, 1 veterinario e 1 farmacista, tutti “D1”, costeranno circa 640 mila euro l’anno alla Regione: soldi che qualcuno ha già reclamato dovessero essere destinati alla qualificazione dei lavoratori già in servizio.
Gli altri, infine, provengono dalle agenzie regionali, e sono tre amministrativi, due tecnici, un specialista della comunicazione e un funzionario esperto amministrativo.
Nonostante i tempi di crisi, quindi, e nonostante l’imbarcata del personale derivante dagli enti soppressi, la Regione trova spazio per persone che qualcuno, dentro l’ente, definisce miracolati, visto anche la già citata vicinanza amicale e le parentele son nomi noti, anche del sindacato.
Ma di questo AbruzzoWeb si occuperà nella prossima puntata della vicenda.
(1 – segue)
I DIPENDENTI A TEMPO INDETERMINATO
La dotazione organica della Regione è di 2.014 persone ma i dipendenti in servizio a tempo indeterminato al 30 novembre 2012 sono 1.540.
Quelli di categoria “A”, la più bassa in assoluto, sono 42, i “B1” 388, i “B3” 104.
I “C”, i più numerosi, sono 517, i “D” in totale 413, di cui 237 “D1” e 176 “D3”.
I dirigenti, invece, sono 76.
I POSTI DI VERTICE
Ci sono, in ultimo, i posti apicali dell’amministrazione: un segretario generale della Presidenza, nove direttori e sei responsabili di strutture speciali di supporto.
Segretario generale della Presidenza: Enrico Mazzarelli.
Direttore Affari della presidenza, Politiche legislative e comunitarie, Programmazione, Parchi, Territorio, Ambiente, Energia: Antonio Sorgi.
Direttore Riforme istituzionali, Enti locali, Bilancio, Attività sportive: Filomena Ibello.
Direttore Lavori pubblici, Ciclo idrico integrato e difesa del suolo e della costa, Protezione civile: Pierluigi Caputi.
Direttore Risorse umane e strumentali, Politiche culturali: Gianluca Caruso.
Direttore Trasporti, Infrastrutture, Mobilità e Logistica: Carla Mannetti.
Direttore Politiche della salute: Maria Crocco.
Direttore Politiche agricole e di sviluppo rurale, Forestale, Caccia e pesca, Emigrazione: Luigi De Collibus.
Direttore Sviluppo economico e del turismo: Mario Pastore.
Direttore Politiche attive del lavoro, Formazione e istruzione, Politiche sociali: Germano De Sanctis.
Struttura speciale di supporto Controllo di gestione: Marco Valeri.
Struttura speciale di supporto Sistema informativo regionale: Domenico Longhi.
Struttura speciale di supporto Stampa: vacante.
Struttura speciale di supporto Avvocatura regionale: Carlo Massacesi.
Struttura speciale di supporto Controllo ispettivo-contabile: Giulia Marchetti.
Struttura speciale di supporto Tutela della salute e Sicurezza sul lavoro: Fausto Fanti.
CARPINETA: ”NESSUNA SVELTINA”
“Le procedure saranno quelle pubbliche e trasparenti previste dalle leggi vigenti senza sveltine, scorciatoie o contentini clientelari e senza aumenti di costi per le casse regionali”.
Per l’assessore regionale alle Risorse umane Federica Carpineta, in merito all’infornata di fine anno di personale nell’ente rivelata da AbruzzoWeb, “alcune notizie fornite dai media regionali non sono vere”.
“La programmazione di personale che la Giunta regionale ha approvato riguarda esclusivamente posti da funzionario di categoria ‘D’, nessun dirigente”.
“Innanzi tutto voglio chiarire un aspetto fondamentale: stiamo proseguendo nel percorso virtuoso del risparmio. Ma non possiamo dimenticare che la struttura burocratica è al servizio dei cittadini e si devono creare le condizioni affinché lo sia in modo sempre più efficiente, realizzando progressivamente una burocrazia regionale dove non ci sia più il tutto a tutti, che mortifica i bravi”.
“Ci deve essere e ci sarà quella sana competizione che deve portare ad avere in ogni posto, soprattutto in quelli di responsabili di ufficio, i migliori, perché le posizioni di responsabilità vanno guadagnate con le competenze e l’impegno. La struttura burocratica regionale è fortemente deficitaria in quanto a funzionari: per esempio, la Regione Marche ha circa 600 funzionari con qualifiche adeguate, noi ne abbiamo circa 400 di cui, però, ben 170 sono agronomi appena transitati dall’ex-Arssa”.
“In Abruzzo negli anni passati si è investito poco in figure funzionali al ruolo di programmazione e indirizzo che è proprio della Regione, preferendo al contrario incrementare le figure più operative. Oggi dobbiamo, attraverso le politiche assunzionali nel rispetto dei vincoli nazionali e del nostro obiettivo di riduzione progressiva della spesa, diminuire attraverso i pensionamenti le figure di categoria più bassa ed aumentare le figure di categoria ‘D’, com’è logico che sia, come doveva essere fatto prima ma non è stato mai fatto”.
“A fronte delle richieste del governo e del tavolo di monitoraggio sulla Sanità, nonché dei direttori regionali, che hanno scritto e motivato la necessità di avere funzionari con profili giuridici, amministrativi, da economista o statistici – conclude l’assessore – abbiamo deciso di attivare le procedure per sopperire alla prossima carenza di 42 figure di funzionari, legati all’amministrazione da rapporti a termine ormai in scadenza e non più prorogabili”.





