L’AQUILA – I partiti presenti in Consiglio regionale nel 2015 hanno speso 210 mila euro per il funzionamento dei propri uffici, e quasi 1,1 milioni di euro per retribuire i collaboratori politici.
C’è chi dice che sia troppo, chi osserva invece che è meno di quanto avevano come budget, e molto meno rispetto ai tempi d’oro degli anni passati.
Ora però a controllare con occhiuta pignoleria ogni singolo euro speso c’è la Corte dei Conti. E scorrendo le deliberazioni pubblicate nelle ultime settimane dalla Sezione di controllo per la Regione Abruzzo, non si trova nulla di scandaloso.
Si può però avere contezza, questo si, della capacità di ogni gruppo consiliare che amministra i soldi dei cittadini, della loro correttezza e diligenza nel rendicontare le spese, finalmente ridotte e regolamentate dal decreto legge del governo Monti numero 174 del 2012 sul contenimento dei costi della politica, recepito dopo pochi mesi dalla legge regionale 68.
I giudici contabili ricevute tutte le documentazioni dai singoli gruppi hanno inviato a fine anno richieste di rettifica, delucidazioni, integrazioni documentali, prima di dichiarare regolare il rendiconto e veritiera e corretta la gestione dei contributi ricevuti dal Consiglio regionale.
Ineccepibili sin dal principio sono risultati i rendiconti consegnati da Abruzzo civico, Regione Facile e Centro democratico, per i quali non è stata aperta nessuna istruttoria.
I problemi maggiori sono emersi invece nel rendiconto presentato da Forza Italia, con spese contestate per 34 mila euro, tanto che il capogruppo Lorenzo Sospiri ha tagliato la testa al toro e ha rimborsato l’intera somma.
Vari i rilievi mossi dalla Corte dei Conti, poi sanati, a tutti gli altri partiti, che probabilmente ancora non entrano in confidenza con le ferree regole dell’utilizzo e della certificazione dei fondi di funzionamento. Ovvero i 43.305 euro per un anno di fondi pubblici per ciascun consigliere che compone il gruppo, che devono essere utilizzati per pagare i collaboratori politici, scelti a discrezione. A cui si aggiungono 5 mila euro circa, sempre per ciascun consigliere per le spese di funzionamento del gruppo.
COME FUNZIONA
L’utilizzo dei fondi di funzionamento dei gruppi deve sottostare a regole rigorose, su cui è chiamata a vigilare la Corte dei Conti: ogni spesa deve essere espressamente riconducibile all’attività istituzionale del Gruppo regionale, non possono essere utilizzati, neanche parzialmente, i contributi erogati dal Consiglio regionale per finanziare, direttamente o indirettamente, le spese di funzionamento degli organi centrali e periferici dei partiti o di movimenti politici e delle loro articolazioni politiche o amministrative o di altri rappresentanti interni ai partiti o ai movimenti medesimi.
I gruppi inoltre non possono intrattenere rapporti di collaborazione a titolo oneroso ed erogare contributi, in qualsiasi forma, con i membri del Parlamento nazionale, del Parlamento europeo e con i consiglieri regionali di altre regioni, ed ai candidati a qualunque tipo di elezione amministrativa o politica.
Non sono consentite le spese inerenti all’attività di comunicazione istituzionale nel periodo antecedente alla data delle elezioni. Non solo, il budget per il personale non può essere utilizzato per coprire le spese di funzionamento e viceversa.
Venendo poi al dettaglio delle spese dei singoli gruppi per quanto riguarda il personale, a spendere di più ovviamente il Partito democratico, che ha più consiglieri e più budget. Seguito da M5s e Forza Italia.
Significativo poi il fatto che Forza Italia pur avendo meno consiglieri di Pd e M5s, è in testa alle spese di funzionamento.
Va osservato che i monogruppi che hanno un budget identico, e si suppone esigenze più o meno analoghe, hanno costi di funzionamento differenti: Sel spende ad esempio molto di più rispetto al Centro democratico.
Tutti i gruppi hanno poi speso meno di quanto avevano come budget.
I più sparagnini sono risultati essere il Partito democratico, con 186.871 euro di avanzo di amministrazione, Movimento Cinque Stelle con 123.989 euro, Abruzzo civico con 41.056 euro.
Fondi che potranno essere spesi nei prossimi anni, ammenoché i gruppi non decidano di restituirli all’erario, visto che la legge dice che “al termine della legislatura gli eventuali avanzi dei fondi per le spese di funzionamento e per il personale devono essere restituiti al Consiglio regionale, insieme all’attivo patrimoniale eventualmente esistente”.
Partito democratico: 356.762
Movimento 5 stelle: 207.839
Forza Italia: 175.444
Regione facile: 81.994
Abruzzo civico: 75.884
Italia dei valori: 40.677
Sinistra ecologia e libertà: 40.603
Nuovo centro destra: 37.386
Abruzzo futuro: 37.006
Centro democratico: 28.756
Gruppo misto: 15.028
Forza Italia: 74.505
Partito democratico: 53.849
Movimento 5 stelle: 38.576
Sinistra ecologia e libertà: 9.880
Regione facile: 9.451
Abruzzo civico: 8.833
Nuovo centro destra: 7.521
Centro democratico: 4.008
Italia dei valori 2.147
Abruzzo futuro: 1.097,63
Gruppo misto: 840
FORZA ITALIA
La situazione più problematica è quella delle spese effettuate dal gruppo di Forza Italia. “Il rendiconto – premette nella delibera del 23 marzo la Corte dei Conti – presentava notevoli criticità, legate principalmente alla prassi di effettuare pagamenti mediante assegni non allegati nella documentazione e all’assenza di una precisa giustificazione circa la natura istituzionale e la coerenza con le finalità dei contributi di molteplici spese”.
Irregolarità quantificate in 30.477 euro, e il capogruppo Sospiri, senza fare opposizione, ha sanato tali irregolarità tirando fuori di tasca sua l’intera somma, con quattro bonifici da gennaio a marzo 2016.
Pertanto la Corte dei Conti conclude che “in esito alle verifiche effettuate, valutate le integrazioni informative e documentali fornite, questa Sezione ritiene che il rendiconto per l’anno 2015 del Gruppo Forza Italia sia parzialmente irregolare per complessivi euro 30.447”.
Ma aggiunge che “alla dichiarazione di irregolarità parziale non conseguono obblighi restitutori in quanto le somme contestate sono state rimborsate integralmente già in fase istruttoria”.
Tiratina d’orecchie, insomma, a partita chiusa.
Scorrendo il lungo elenco di spese contestate ci sono 10 mila euro di consulenze professionali, iscritte alla voce “Spese per il personale sostenute dal Gruppo”, che dovevano essere riclassificate nella voce “Spese per consulenze studi e incarichi”, rimborsi spesa di circa 12 mila euro in favore del capogruppo, non corredati da documentazione giustificativa.
Spese per stampa e manifesti, senza la copia dell’assegno emesso al fine di poter identificare il destinatario effettivo del pagamento.
Per vari pagamenti per affitto sala e coffee break la Corte dei Conti ha rilevato “la mancanza di elementi probatori necessari per individuarne la natura e la data dell’evento (convocazione della riunione, programma, resoconti stampa, inviti, attestazioni di presenza”.
Ancora, la Corte dei Conti ha ritenuto irregolari le spese per manifestazione pubbliche elettorali in quanto attinenti ad un ambito territoriale estraneo all’attività del Gruppo in seno al Consiglio regionale. Contestata anche la spesa di 2.600 euro per la realizzazione di un film documentario, ritenuta “incoerente” con la promozione dell’attività del Gruppo in seno al Consiglio.
Contestati financo 488 euro spesi per l’acquisto il 23 dicembre 2015 di 10.000 crediti sms vista “l’assenza di giustificazioni in merito alla natura della spesa e alla sua coerenza con le finalità istituzionali”.
MOVIMENTO 5 STELLE
La Corte dei Conti ha chiesto delucidazioni sulla spesa sulle autorizzazioni del presidente del Gruppo consiliare M5S relative alle “spese di cancelleria e stampati” e alle “spese per libri, riviste, pubblicazioni e quotidiani e sull’acquisto di una web cam”.
Sulla parcella dell’avvocato Fabrizio Fiaschetti, collaboratore del gruppo consiliare, di 2.410 euro, “chiedendo di specificare e documentare a cosa fosse dovuto l’aumento del compenso”.
Delucidazioni per la voce “compenso integrativo per attività comportanti oneri aggiuntivi” per 150 euro, a favore della società Mr Press di Roberta Marcantonio, altra collaboratrice del gruppo. Infine la mancata contabilizzazione delle fatture pari a 73 euro circa, relativa al rinnovo del dominio wwww.movimento5stelleabruzzo.it.
Il Gruppo M5S, conclude però la Corte dei Conti, ha consegnato “la documentazione contabile dalla quale si evince l’osservanza delle prescrizioni richieste dalla Sezione”, ottenendo così l’ok dei giudici contabili.
PARTITO DEMOCRATICO
Pochi i rilievi, poi sanati, invece per il Partito democratico, quello che dispone del budget maggiore, in virtù dei suoi 11 consiglieri.
La Corte dei Conti ha contestato la non corretta registrazione dell’acquisto del servizio di posta elettronica certificata, registrato nella voce “Spese logistiche” che doveva essere invece riclassificato nella voce “Spese telefoniche e di trasmissioni dati”, l’acquisto di un toner, e il noleggio impianto audio e assistenza tecnica per convegno istituzionale.
ALTRI PARTITI DI MAGGIORANZA
A Sinistra, ecologia e libertà la Corte dei Conti ha contestato la spesa di 124 euro relativa alla realizzazione ed alla stampa di biglietti da visita, a cui non è stata allegata la fattura, e la mancata consegna del manifesto per un evento a Pineto (Teramo) dell’agosto 2015, “necessario per valutare la coerenza della spesa con l’attività istituzionale del Gruppo”.
L’italia dei Valori nel registrare alcune spese, ha fatto un po’ di confusione tra i “fondi trasferiti per spese di personale” e i “fondi trasferiti per spese di funzionamento”, si contesta la non corretta rendicontazione della spesa l’acquisto del servizio di abbonamento on line del quotidiano Il Messaggero.
Ineccepibili come detto, i rendiconti di Regione Facile, Abruzzo civico e Centro democratico, che non hanno dovuto dare nessuna spiegazione aggiuntiva, nè fornire integrazioni documentali.
ALTRI PARTITI DI OPPOSIZIONE
Ad Abruzzo Futuro la Corte dei Conti ha contestato la mancata trasmissione del contratto sottoscritto con l’agenzia Tempor, in riferimento ad un dipendente, e la non corretta rendicontazione della parcella dell’agenzia.
Al Nuovo Centro Cestra si contesta invece l’affitto della sala per un convegno istituzionale, registrato nella voce “Spese per attività promozionali, di rappresentanza, convegni e attività di aggiornamento” e che doveva essere riclassificata nella voce “Spese logistiche”
Anche l’esame del rendiconto del Gruppo Misto, a cui appartiene l’ex Movimento 5 Stelle Leandro Bracco, ha mostrato qualche inesattezza: nel dettaglio nella voce “spese per il personale sostenute dal gruppo”, erano comprese non correttamente le spese inerenti le ritenute fiscali e previdenziali per spese di personale. Ci sono poi 146 euro della voce “spese consulenze, studi e incarichi”, non saldate 31 dicembre 2015,e dunque osserva la Corte dei conti, doveva essere registrata nel successivo esercizio. Bracco infine non aveva consegnato il registro specifico dove annotate le spese per l’acquisto o il noleggio di dotazioni informatiche e di ufficio.





