L’AQUILA – “Si è vero, le domande arrivate sono oltre 2.000, e i posti che potremo assegnare saranno una decina, compresi quelli riservati ai dirigenti in arrivo dalle Province, ma il nostro obiettivo è comunque quello di ridurre il numero di dirigenti, e di questo dovrebbero gioire prima di tutto i sindacati”.
A parlare ad AbruzzoWeb è il direttore generale della regione Abruzzo, Cristina Gerardis, che entra nel merito delle polemiche scatenate dal sindacato Direr, per voce del suo segretario nazionale Silvana De Paolis, sul bando pubblicato a luglio e scaduto il 7 settembre, a cui hanno risposto ben 2.000 persone da tutta Italia, per ricoprire le ultime 30 caselle dirigenziali rimaste libere, e ricoperte oggi ad interim, a seguito delle nomine di giugno.
Nomine che, dopo una lunga vacatio, hanno assegnato a 51 dirigenti regionali altrettanti servizi nei nuovi 7 dipartimenti, più la direzione generale. Con il problema, però, che il budget consentirà al massimo di coprire solo una decina di questi posti.
E il sindacato aveva evidenziato a questo giornale che questa è la prova dei macroscopici limiti della riorganizzazione della macchina burocratica, voluta fortemente ad inizio legislatura dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, visto sono stati previsti più posti dirigenziali di quelli che ci si poteva permettere.
Critiche che non scompongono la Gerardis. “Il bando non ci obbliga a coprire tutti e 30 i posti dirigenziali rimasti ad interim e non c’è nessun rischio di contenzioso – sottolinea infatti il direttore generale – Chi non sarà scelto potrà far parte di una ‘white list’ da cui attingere in caso di necessità. La nostra urgenza è quella di coprire subito i posti chiave, come per esempio quelli rimasti ancora vacanti nei dipartimenti del personale e dello sviluppo economico”.
E la Gerardis garantisce che non ci saranno problemi di copertura economica, che è prevista nella bozza di delibera, più volte rimaneggiata, della “Ricognizione del fabbisogno del personale” da qui al 2017, pronta per essere approvata, annuncia la Gerardis, “nei prossimi giorni”.
Più tempo ci vorrà, invece, per conoscere l’esito del bando: gli uffici stanno facendo in queste settimane una scrematura della montagna di candidature arrivate per verificare innanzitutto se ci sono tutti requisiti formali previsti.
Poi si elaborerà la proposta di delibera di nomina, di concerto tra la direzione generale e il presidente D’Alfonso che, con il rimpasto di Giunta, ha assunto su di sé la delega al Personale, con la rosa di nomi ritenuti più idonei. La scelta spetterà però alla Giunta regionale.
Ancor prima andrà ovviamente deciso quali posizioni dirigenziali andranno coperte in via prioritaria. Le altre, si deduce, rimarranno ad interim in vista di una revisione dell’organigramma, spacchettando, cioè, le mansioni di ciascuna, e ridistribuendo il carico di lavoro tra i dirigenti già in servizio. E di fatto, dunque, si tratterà di una riduzione del numero dei dirigenti regionali.
“Che il numero dei dirigenti regionali deve essere ridotto lo dice il Documento di programmazione economica e finanziaria del governo (Dpefr, ndr) – conferma la Gerardis – Ed è una richiesta anche del sindacato Direr. Per ora non è prevista una riduzione formale, di fatto però riorganizzeremo il lavoro per poter far funzionare al meglio la macchina con un numero ridotto di dirigenti”.
Insomma, tra i 2 mila che hanno partecipato al bando sono una decina sarà tra i fortunati, almeno la metà dovranno essere dirigenti delle quattro Province abruzzesi. Il restante dipendenti pubblici, ma anche professionalità esterne, con il limite di 3 posizioni, visto che dirigenti esterni possono essere il 10 per cento del totale, e dunque 10 in Abruzzo, con 7 posti però già coperti.
E la Gerardis spedisce al mittente le accuse, avanzate dal Direr di eccessiva discrezionalità nella scelta dei vincitori del bando da parte della Giunta. In quanto “il bando non prevede punteggi e la scelta avviene attraverso una comparazione tra di essi, a favore delle figure ritenute più rispondenti ai ruoli da ricoprire”.
“I dirigenti sono le figure che attuano il programma, mi sembra giusto che la Giunta abbia facoltà di scelta, ma posso assicurare che il curriculum peserà eccome, e interesse di tutti a cominciare dalla giunta, scegliere persone competenti.
E Gerardis conclude con una battuta. “Se sarà scelto un enologo per occuparsi di bilancio, allora sarà lecito protestare, e ci sono le sedi opportune per presentare ricorsi. Però prima mi sembra prematuro fare eccessive polemiche”.






