L’AQUILA – Il 65enne Claudio D’Amario resta alla guida per altri tre anni del dipartimento Sanità della Regione Abruzzo.
La conferma è arrivata con una delibera di giunta del 18 luglio, su proposta dell’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, della Lega, e dopo una valutazione di una commissione interna di esperti che si è riunita il 4 luglio. Procedura, quella della valutazione da parte di una commissione ad hoc, non applicata per altre nomine ai vertici della tecnostruttura regionale.
Claudio D’Amario, medico di patologia clinica, ex direttore generale della Asl di Pescara, ed ex direttore generale del settore prevenzione del Ministero della Sanità, attualmente a comando dalla Asl di Teramo, era in proroga da mesi, e il rinnovo, dato per scontato, visto il generale apprezzamento per il suo operato, è stato bloccato però da una incertezza normativa. Secondo una interpretazione della legge da parte degli uffici regionali, il raggiungimento dell’età pensionabile, 65 anni, avrebbe infatti impedito a D’Amario di firmare un nuovo contratto.
E’ arrivata però una disposizione, attesa con trepidazione, del Ministero della funzione pubblica che ha tagliato la testa al toro, allungando i termini fino a ai 68 anni, a favore dei medici e per le nomine dirigenziali, al fine di far fronte alla sempre più drammatica carenza di personale e professionalità nella sanità pubblica.
Ed ora D’Amario potrà restare in carica per l’intero triennio, fino alla meritata pensione, visto che il contratto scadrà a luglio 2026, sotto la soglia dunque dei 68 anni.
Nella stessa delibera, si precisa che “la stipula di apposito contratto individuale per la definizione dell’incarico di cui è causa, è di durata non eccedente il limite ordinamentale per il collocamento a riposo”.
Una altra buona notizia è arrivata per D’Amario oggi: la procura di Brescia ha archiviato tutte le accuse rivolte a personaggi politici coinvolti nell’inchiesta covid, tra cui presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana e lo stesso D’Amario, rispetto al suo ruolo al Ministero, e alcuni componenti del comitato tecnico scientifico, che dovevano occuparsi della comprensione dei fatti. Inchiesta nata sulla gestione della così detta prima ondata dell’epidemia covid, in Val Seriana.






