PESCARA – “Ho comunicato al presidente D’Alfonso la mia disponibilità a lasciare il ruolo di sottosegretario alla Giunta regionale. Faccio un passo indietro. In politica o sei parte della soluzione oppure diventi un problema e io sono stato eletto per risolverli i problemi, non per crearne”.

Il primo sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale della storia della Regione Abruzoz, Camillo D’Alessandro, ha annunciato con queste parole la volontà di rimettere nelle mani del presidente, Luciano D’Alfonso, l’incarico che gli era stato affidato, per contribuire a risolvere in questo modo la “crisetta di maggioranza”, parole sue, aperta dai tre consiglieri regionali Andrea Gerosolimo e Mario Olivieri di Abruzzo civico e Luciano Monticelli del Partito democratico.

La “crisetta”, per continuare ad utilizzare il termine di D’Alessandro, tanto piccolina non doveva essere se ha aperto l’orizzonte di un rimpasto di Giunta con la possibilità che qualche assessore, leggi Mario Mazzocca di Sinistra ecologia libertà, perda il posto a favore di Gerosolimo e, in cambio, acquisti l’incarico ora lasciato libero da D’Alessandro, che ha creato il posto decisivo che fin qui mancava per salvaguardare gli equilibri della maggioranza, pericolosamente assottigliata dalle tre defezioni.

Un valzer di poltrone in grande stile, da cui D’Alessandro, presidente regionale dell’assemblea del Pd e per tre volte di fila eletto all’Emiciclo, si è tirato fuori.

Questa mattina ha parlato con il suo nume tutelare D’Alfonso e gli ha annunciato il passo indietro. Per svelarlo poi alla stampa ha portato con sé anche il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Sandro Mariani, al quale ha assicurato di non rivolere la carica di capogruppo, che ha già ricoperto, e il segretario del Pd della provincia teatina, Chiara Zappalorto.

La presenza della Zappalorto si spiega anche in un’ottica di rappresentanza del territorio: la provincia teatina, la più grande d’Abruzzo, con il passo indietro di D’Alessandro perde sicuramente in rappresentatività, rimasta nelle sole mani dell’assessore regionale Silvio Paolucci, che ha deleghe pesanti a Sanità, Bilancio e Personale.

E se è vero che D’Alessandro continuerà a lavorare pur senza “medaglie sul petto”, è anche vero che la Zappalorto ha voluto sicuramente far pesare questa circostanza.

“L’auspicio – ha detto la segretaria teatina – è che questo spirito di generosità e responsabilità di Camillo D’Alessandro sia anche del resto della coalizione e che non si ripeta quanto è accaduto nel recente passato a Chieti, visto che ci sono partite elettorali importanti in cui dovremo presentarci tutti quanti insieme”. Il riferimento è in particolare a Sel, che a Chieti non ha appoggiato il candidato sindaco del Pd Luigi Febo, poi sconfitto.

D’Alessandro da parte sua assicura che continuerà a lavorare per il territorio, magari da consigliere regionale delegato al Turismo e ai Trasporti, due settori che lo hanno visto riportare risultati da sbandieare: dalla riforma dei trasporti con la nascita di Tua, ai 2 milioni di presenze in più sul territorio per il turismo e la contrastata vicenda della partecipazione abruzzese a Expo.

“Il presidente D’Alfonso mi ha chiesto di continuare a seguire le materie di cui mi sono occupato – ha proseguito – e dunque, da consigliere regionale, manterrò le deleghe ai Trasporti e al Turismo”.

“Da qualche settimana si è aperto questo giusto dibattito sugli assetti e sul rimpasto – ha aggiunto D’Alessandro – altri avrebbero dovuto fornire le soluzioni, ma visto che non l’hanno fatto loro lo faccio io, perché il prolungarsi di questo dibattito non risponde alle attese dei cittadini”.

Il suo no alla “malattia del poltronismo” è stato pronunciato, ha detto, “senza troppa amarezza”, che c’è stata, semmai, per “la piega che stavano prendendo le cose con quella piccola diatriba interna”.

“Ho fatto quel passo indietro che forse avrebbero dovuto fare anche altri. Capisco le ragioni di Abruzzo civico – ha concluso D’Alessandro – anche per quanto riguarda il diritto ad avere una rappresentanza in Giunta, ma non capisco il metodo scelto di far mancare il numero legale”.

IDV ALL’ATTACCO: PRESIDENTE INDEBOLITO

Luciano D’Alfonso esce oggettivamente indebolito dalla vicenda del rimpasto di Giunta: da settimane è in piedi una crisi minacciata che impedisce il confronto politico e di mandare avanti le attività, da vecchio democristiano ha voglia di accontentare tutti prescindendo dallo spessore e dalle competenze, ma non ha la barra”.

Parole di fuoco quelle con cui, interpellato da AbruzzoWeb, il coordinatore regionale dell’Italia dei valori, Lelio De Santis, boccia l’operato del presidente della Regione nella gestione della fronda di tre consiglieri regionali che porterà all’attribuzione di un assessorato ad Andrea Gerosolimo di Abruzzo civico, autore della ribellione assieme al collega di gruppo Mario Olivieri e al dem Luciano Monticelli.

È la prima reazione a caldo nella maggioranza sempre più traballante dopo la possibile soluzione alla crisi data dall’addio annunciato di Camillo D’Alessandro al ruolo di sottosegretario alla Presidenza, che verrà occupato dall’attuale assessore Sinistra ecologia libertà Mario Mazzocca che a sua volta cederà le deleghe a Gerosolimo di Ac.

“Abruzzo civico reclama legittimamente, per me hanno  ragione – afferma De Santis – Sono fuori dalla Giunta e dall’ufficio di presidenza e non hanno neanche presidenze di commissione, perciò li capisco, ma allora le loro aspettative andavano soddisfatte subito e invece c’è stato un limite del Partito democratico e del presidente che non hanno tenuto conto di una componente importante”.

È il presupposto per attaccare il Pd, “sarà pure il partito più grande del centrosinistra, può avere anche il 20%, 30%, 40% ma di fatto gestisce il 90% del potere esecutivo reale, questo quadro non è equilibrato – sbotta De Santis – C’è un monocolore del governo regionale e c’è un accentramento di poteri, questo non va affatto bene”.

Il segretario Idv pone prima di tutto un problema di metodo, “non si può ridurre tutto a trovare un posto a te e uno a me, questo svilisce la politica e il ruolo del governo regionale, è veramente molto riduttivo. Ho chiesto da tempo un tavolo periodico del centrosinistra per parlare delle cose – aggiunge – come del masterplan del governo Renzi: tutti ne parlano e nessuno ne sa nulla, non vorrei che alla fine le decisioni si prendano al caminetto tra quattro amici al bar”.

Un dialogo nella coalizione che “a maggior ragione servirebbe ora che sul tavolo c’è una crisi, vera o falsa, reale o presunta. Ma la soluzione – rincara De Santis – non può essere extra-istituzionale, fuori dal Consiglio regionale e fuori dai partiti che hanno espresso quella maggioranza: questo è uno sgarbo istituzionale del presidente”.

Il secondo problema posto da De Santis “è quello di merito, sui contenuti. Il masterplan che ho citato è prioritario in questa fase, ma va condiviso con tutte le forze politiche, sociali, imprenditoriali e sindacali – sostiene – perché quello strumento annunciato dal premier dovrà dare risposte a tutto l’Abruzzo e non solo a una parte di esso”.

Già che c’è De Santis picchia anche sulla sanità, “eravamo per due Asl, poi l’assessore Silvio Paolucci ha detto esplicitamente che ce ne deve essere una sola. Mi va bene – prosegue – ma bisogna discuterne perché questo significa farla a Pescara e, quindi, in prospettiva, ci sarà di sicuro un accentramento sulla costa della gestione della sanità. A quel punto diventerebbe inutile avere tre livelli, l’assessorato, l’Agenzia (affidata all’ex Idv Alfonso Mascitelli, ndr), e ancora la direzione dell’unica Asl tutti e tre a Pescara, una sovrapposizione che non servirebbe”.

Il segretario parla anche della cultura, che è stato l’argomento che ha dato vita alla fronda, causa scatenante del rimpasto, con il salvataggio dell’Istituzione sinfonica abruzzese (Isa) da 800 mila euro fatto saltare in aria dai tre rivoltosi e rinviato al 15 settembre mentre l’ente culturale ha chiuso anzitempo la stagione e dopo quella data potrebbe portare i libri contabili in tribunale.

“La polemica sulla cultura, i tagli a tutte le istituzioni e non solo all’Isa, il mancato rifinanziamento delle leggi di settore, sono fatti di una gravità unica – tuona De Santis – Non sono tanto in contrasto con il mio amico Giancarlo Zappacosta (dirigente del settore per il quale, come già avvenuto nel Lazio, la sinfonica abruzzese può anche chiudere, ndr). Su alcune cose ha ragione – apre De Santis – la cultura deve proporre economia e non assistenzialismo, ma decidere su questo non spetta al dirigente”.

“E però la Regione quale assessore ha alla Cultura? Quali risorse ha impegnato, quali scelte farà? – si chiede polemicamente – Non è una delega che può gestire il Leandro Bracco di turno, con tutto il rispetto”, esclama, in riferimento al consigliere ex Cinque stelle poi espulso e confluito al gruppo misto dopo aver accettato da D’Alfonso appunto una delega alla cultura, fatto questo che, però, non ha portato al suo ingresso nella maggioranza.

“Conosco questo settore perché ci ho lavorato tanti anni, ci sono le briciolette e si va di male in peggio”, conclude De Santis.

LE REAZIONI

SOSPIRI (FI): “D’ALFONSO, OCCHIO ALLO STATUTO! SOTTOSEGRETARIO HA SOLO FUNZIONI, NON DELEGHE”

“Apprendiamo con piacere che la maggioranza abbia trovato la quadra in una vicenda di cui gli abruzzesi avrebbero fatto volentieri a meno. Ora speriamo che la conclusione della telenovela porti alla convocazione delle Commissioni in modo che si possa procedere alla discussione e all’approvazione di provvedimenti importanti come quelli che riguardano le istituzioni culturali, le Province, il trasporto degli studenti disabili”.

E’ quanto dichiara il Capogruppo di Forza Italia Lorenzo Sospiri commentando la conferenza stampa del Sottosegretario Camillo D’Alessandro.

“Se però D’Alfonso pensa di poter violare il nostro Statuto si sbaglia di grosso – sottolinea Sospiri – nel caso in cui avesse intenzione di aggiungere un assessore. Voglio ricordare al Presidente che ai sensi dell’articolo 46 bis il Sottosegretario, che a questo punto dovrebbe diventare Mazzocca, coadiuva il Presidente nello svolgimento dei compiti inerenti al suo mandato, partecipa alle sedute di Giunta pur non facendone parte, può seguire specifiche questioni e ha facoltà di riferire direttamente su argomenti afferenti le funzioni attribuitegli, può essere delegato a rispondere a interrogazioni di competenza dell’esecutivo. Nulla di più.

Lo stesso D’Alfonso al momento di nominare Camillo D’Alessandro parlò di funzioni e non certo di deleghe. Nel caso in cui dovesse verificarsi l’eventualità di un assegnazione di qualunque delega al nuovo sottosegretario si potrebbe configurare l’ipotesi del reato di peculato e ovviamente di nullità degli atti. Per questo continueremo a vigilare. Così come proseguiremo la nostra battaglia – conclude Sospiri – su Punti nascita, decreto Lorenzin che prevede la chiusura dei pronto soccorso e non da ultimi sui finanziamenti alle istituzioni culturali impedendo che venga perseguita la logica di ‘figli e figliastri'”.      

D’ALFONSO: D’ALESSANDRO DIVENTA COORDINATORE DELLA MAGGIORANZA

“Non mi sfugge la valenza del gesto di Camillo D’Alessandro: non era scontato, ma lui lo ha fatto. Chi risolve il problema ad una squadra ne diventa il naturale riferimento politico. Da adesso D’Alessandro diventa coordinatore della maggioranza: coordinerà il lavoro di esecuzione del programma di Giunta, gruppi di maggioranza e Consiglio. Per quanto riguarda il lavoro portato avanti fino ad oggi non cambia nulla: in qualità di consigliere incaricato continuerà a seguire i settori trasporti, infrastrutture, mobilità e turismo, in una parola l’attuazione del programma”. Lo afferma in una nota il presidente della Regione Luciano D’Alfonso.

“A lui va il merito di aver insediato e attivato la riforma dei trasporti e di aver garantito, nel pochissimo tempo a disposizione, la presenza dell’Abruzzo ad Expo, la cui missione è un indiscutibile punto di certezza. Spetta a lui, inoltre, seguire la sfida del turismo, in particolare l’iniziativa Abruzzo Open Day, il più grande progetto mai fatto sulla destinazione turistica Abruzzo. Inoltre gli ho chiesto di iniziare a lavorare sul Giubileo”.

“Ora – aggiunge D’Alfonso – abbiamo una grande scommessa: essere la prima Regione a sottoscrivere il Masterplan per il Sud con il Governo Renzi. Creeremo un coordinamento Giunta-Consiglio di cui si occuperà proprio Camillo D’Alessandro”.

“Chiaramente, in una fase successiva, sulla base del lavoro fatto e da fare – conclude – non escludo ulteriori responsabilità riferite anche all’assetto tipico di governo”.