L’AQUILA – “Appunti di fine estate” per il presidente della Regione, Gianni Chiodi. A scriverli è il consigliere regionale dell’Italia dei valori, Cesare D’Alessandro.
Il governatore viene chiamato in causa in particolare su raccolta differenziata e inceneritori, sull’istituto zooprofilattico “Caporale” di Teramo e sulla moltiplicazione delle cariche.
D’Alessandro, infatti, conclude invitando Chiodi a mollare gli incarichi di commissario per la ricostruzione e la sanità.
LA NOTA COMPLETA
Non ci è dato sapere dove sia Chiodi, in questi giorni; ho perciò deciso di buttar giù qualche appunto che potrà tornargli utile fra una settimana, alla ripresa dei lavori e senza accampare scuse all’ultimo momento.
Innanzitutto gli obiettivi sulla raccolta differenziata indicati dall’Unione Europea, dai quali non possiamo sottrarci ma dai quali, purtroppo, siamo ancora molto distanti.
Chiodi si dia da fare e non parli ancora della necessità di realizzare inceneritori che, come ci disse a luglio, si costruiscono in tutto il mondo tranne che in Abruzzo.
Ovviamente, Chiodi sa che non è vero e che in molte nazioni di inceneritori non se ne costruiscono più, perché sostituiti da impianti di trattamento a freddo che permettono di riciclare olre il 95 per cento dei rifiuti.
Si tolga pertanto dalla testa il cattivo pensiero di incenerire i rifiuti abruzzesi, provocando immensi danni ambientali e alla salute dei cittadini, e pensi invece a come raggiungere gli obiettivi della raccolta differenziata.
Un secondo appunto riguarda l’Istituto Zooprofilattivo di Teramo “G. Caporale”. Sembra che la preoccupazione più assillante sia, per Chiodi, quella di dare all’Istituto un consiglio di amministrazione con un bel po’ di poltrone da distribuire.
E però, se più che pensare alle prebende per i suoi amici si ricordasse che il “Caporale” è un ente sanitario di diritto pubblico, nonché struttura di alto profilo scientifico di fama nazionale e internazionale, gli verrebbe subito in mente che il Governo sta per emanare il decreto sul riordino degli istituti sottoposti a vigilanza del Ministero della Salute.
All’Istituto “G. Caporale” va riconosciuta la natura di ente strumentale nazionale per le attività di cooperazione nel mondo e di ente di alta formazione, senza dimenticare, altresì, che a L’Aquila dovrebbe essere destinato l’Istituto per la realizzazione del sistema informativo per la sicurezza alimentare nazionale.
Speriamo che Chiodi non si dimentichi di nulla, anche se nutriamo qualche dubbio a tal proposito. In questi tre anni abbiamo spesso constatato che è peggio dello smemorato di Collegno. Sarà il caso, quindi, che si faccia un nodo al fazzoletto, così da poter dare risposte positive ai cittadini abruzzesi.
Giacché siamo in conversazione virtuale con il nostro governatore, gli chiediamo un ultimo sforzo: la smetta di fare il commissario part-time per la sanità e per la ricostruzione, restandogli poco tempo per fare il presidente della Regione. Così facendo non fa bene nulla e collassa la democrazia.
Restituisca i poteri agli organi democraticamente eletti che ne hanno la titolarità (sindaco dell’Aquila e Consiglio regionale) e vesta i panni di presidente della Regione: in ogni caso potrà indossare un bel gessato blu!




