L’AQUILA – “‘È il secondo natale che trascorriamo insieme’. Inizia con un ‘refuso’, forse il cinquecentesimo nei soli ultimi mesi, l’intervento di oggi di Chiodi che, terrorizzato dall’idea che l’inesorabile trascorrere del tempo possa sottrargli progressivamente potenziali colpevoli, ha dimenticato di essere stato eletto il 15 dicembre 2008 e che, di conseguenza, questo e’ il suo terzo natale da presidente”.

Lo dichiara il capogruppo Idv, Carlo Costantini che aggiunge:  “E poi via con l’ennesima serie di bugie invereconde. Dalla autoesaltazione per la riferita assunzione di scelte impopolari (quali, considerato che il sistema di potere di prima e’ ancora tutto in sella, mentre a casa sono andati solo i lavoratori?), fino all’affermazione che i piccoli ospedali chiusi (e poi riaperti dai Tribunali) costituivano una sorta di Titanic che assorbiva tutte le risorse (il risparmio per il 2010 e’ stato di poco superiore ad 1.000.000,00, a fronte di sprechi, consulenze ed appalti rimasti intatti e di un deficit ed un debito di centinaia di milioni di euro, nonostante gli introiti per le tasse piu’ alte d’Italia)”.

“In pratica Chiodi per poter rappresentare tutto quello che ha detto, ha dovuto ripassare a memoria gli ultimi due anni, per poi dire alla virgola  l’esatto contrario. Non una scelta coraggiosa, al di fuori di quelle che hanno mandato a casa migliaia di precari e di lavoratori, che vergognosamente ha rivendicato come atto di coraggio”.

“Le società pubbliche nei trasporti rimaste le stesse, con gli stessi costi e gli stessi sprechi. Le assunzioni clientelari al loro interno, come e piu’ di prima. La progressiva privatizzazione dei servizi all’interno delle Asl, con costi maggiori rispetto a quelli delle gestioni dirette e con centinaia di lavoratori e precari mandati a casa. Il merito nella organizzazione della macchina amministrativa cancellato completamente, con tutti i dirigenti premiati con il massimo delle indennità. Dopo il terremoto e la sanità, una imminente emergenza anche nel settore dei rifiuti, con una inchiesta giudiziaria che ne ha rivelato le intrinseche ragioni”.

“Due Assessori messi fuori gioco dalle inchieste della Magistratura. Due tra i sette fiumi piu luridi in Italia, vero primato per una Regione che si candida al ruolo di Regione verde d’Europa. Una Regione che invece di trasformarsi in ente di programmazione, è sempre più un ente di gestione, attaccata alla conservazione di pezzi di potere funzionali solo alla perpetuazione degli errori e delle cattive gestioni del passato. Oltre 1.000 lavoratori mandati a casa senza pieta’ (scuola, Asl, Abruzzo Engineering, precari della Regione e degli Enti strumentali ed altro ancora) sacrificati sull’altare di un riformismo all’incontrario, che lascia intatti sprechi ed inefficienze e li fa pagare ai lavoratori ed alle piccole imprese”.

“Tre bilanci prediposti ed approvati all’ultimo momento e, come tali, privi di un’anima ed una prospettiva: il primo perche’ era stato appena eletto; il secondo per colpa del terremoto; ed anche il terzo da approvare a “scatola chiusa”, perche’ chi non lo consente dovra’ prendersi la colpa delle tasse che aumenterebbero. Per noi dell’Italia dei Valori Chiodi, che prima di oggi avrebbe dovuto gia’ vergognarsi per quello che non ha fatto per l’Abruzzo, da oggi dovrà vergognarsi anche per quello che ha avuto il coraggio di dire agli abruzzesi”