L’AQUILA – Cugini, cognati e compagne. Uno status familiare che evidentemente fa curriculum, per essere scelti come collaboratori politici dei gruppi in consiglio regionale, i cosiddetti portaborse.

Dopo il caso del nipote del consigliere Gianni Chiodi, il giovane laureando Lorenzo Impaloni, andato di recente a rinforzare lo staff dei collaboratori di Forza Italia, c’è chi all’Emiciclo ricorda che non è affatto l’unico caso di parentela, tra politico e componente di staff.

Alcuni nuovi casi spuntano in altri gruppi politici, ancora di centrodestra

In casa Ncd, ci sono gli esempi di Fabio Cardelli e di Manuela Gasparrini, il primo cugino, la seconda compagna del teramano Giorgio D’Ignazio, consigliere regionale del Nuovo centro destra, collaboratori il primo nel monogruppo Ncd, la seconda nell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale, dove D’Ignazio è consigliere segretario.

Poi, nello staff del consigliere di Abruzzo futuro Mauro Di Dalmazio, ex assessore regionale al Turismo, teramano anche lui, ha trovato posto il  cognato Pierpaolo Renzi, picccolo imprenditore.

Assunti a tempo determinato, a chiamata diretta, in base al rapporto fiduciario e alla sintonia politica, come è consolidata tradizione consentita dalle norme vigenti per la selezione i cosiddetti portaborse.

Retribuiti però con denaro pubblico. E per i quali non vige l’obbligo di pubblicare nomi e curriculum sul sito Amministrazione trasparente della Regione Abruzzo. Dove compare solo uno stringato elenco di quelli assunti con contratto a tempo determinato direttamente dal Consiglio.

Cardelli, scendendo nel dettaglio, è imprenditore esperto in politiche del turismo, stretto collaboratore di D’Ignazio quando era assessore al Comune di Teramo, ed anche  suo cugino.

Nel gruppo Ncd, a proposito di parentele, lavora anche Matteo Tancredi, cugino del deputato Ncd Paolo Tancredi, e già collaboratore nell’ufficio di presidenza di Gianni Chiodi.

Gasparrini, commercialista, con un curriculum di tutto rispetto, è oggi direttrice dell’Istituto educativo ed assistenziale Castorani di Giulianova. Nonchè componente di nomina regionale nel cda dell’Azienda regionale per il diritto agli studi universitari (Adsu) di Teramo.
Altri due incarichi, comunque legati alla Regione.

Un ‘assegnazione, quella nello staff del consigliere segretario, si legge nella determina  della Direzione attività amministrativa della Regione dell’agosto 2015, “a tempo parziale al 39 per cento  del tempo pieno, corrispondente a 14 ore settimanali nelle giornate di martedì e mercoledì”, “per le esigenze organizzative della propria segreteria per tutta la durata dell’incarico con assegnazione alla sede di L’Aquila”.

Nella determina si stabilisce anche l’istituto  Castorani, “provvederà al pagamento di tutte le competenze principali ed accessorie spettanti alla dipendente,  oltre  che  la  speciale  indennità  sostitutiva  di  ogni  compenso  degli  istituti incentivanti  la  produttività  e  dello  straordinario” con l’impegno da parte della Regione “di rimborsare le somme  erogate  e  relative  alla  misura    del  tempo  di  utilizzo  della  stessa,  corrispondenti  al  39 per cento del tempo pieno per complessive 14 ore settimanali”.

Una curiosità: nella delibera il nome del consigliere  segretario che ha fatto richiesta dell’assegnazione temporanea  è coperta da “omissis”.

In segreteria D’Ignazio è assistito anche dalla giovane giornalista pescarese Isabella Marianacci e Francesco Rubicini di Tortoreto Lido (Teramo). Marianiacci è anche collaboratrice politica della senatrice Ncd Federica Chavaroli, sottosegretario alla Giustizia.

Pierpaolo Renzi, nel monogruppo di Di Dalmazio, ha di recente sostituito Sandro Camaione, ragioniere, teramano anche lui, già collaboratore di Di Dalmazio quando nella passata legislatura era assessore regionale.

Affiancherà Angelo Puglia, consigliere comunale di Teramo della lista “Al Centro per Teramo”, formazione che fa capo a Di Dalmazio, punto fermo all’Emiciclo in virtù delle sue alte competenze amministrative.

Sia Renzi che Puglia lavorano a part time  con contratto interinale, 25 ore settimanali, per un compenso assai modesto, non superiore alle 800 euro.

Gasparrini, come gli altri collaboratori dei componenti di Giunta, Commissione, e appunto dell’ufficio di presidenza del Consiglio, è assunta invece con contratto a tempo  determinato categoria “D”, direttamente dal Consiglio regionale, a differenza di quasi tutti gli altri collaboratori dei gruppi consiliari, assunti con contratti interinali, grazie al budget messo a disposizione per ciascun consigliere regionale, inizialmente di circa 44 mila euro, poi aumentato a febbraio 2016 da una variazione di bilancio che ha portato la somma a circa 52 mila euro, al fine di sanare la disparità di trattamento rispetto ai dipendenti regionali a tempo indeterminato, garantendo ai collaboratori, oltre agli stipendi, che vanno dai 600 ai 1.600 euro netti al mese, anche i buoni pasto, il pagamento degli straordinari, e un premio di produzione forfettario.