PESCARA – “Nessuna prevaricazione rispetto alle competenze del direttore del Dipartimento delle Politiche rurali e del dirigente competente dei bandi a sostegno degli investimenti delle aziende agricole. La determinazione del Direttore generale è stata adottata in ragione dell’assenza del Direttore, Autorità di gestione del Psr, ed in virtù dei poteri sostitutivi e di avocazione previsti dall’ordinamento regionale e finalizzati al coordinamento dell’attività realizzativa dei direttori per l’attuazione dei programmi”. 

A replicare così al consigliere regionale Mauro Febbo (Forza Italia), è il direttore generale della Regione Abruzzo, Vincenzo Rivera, sulla determina di proroga di 20 giorni per i bandi di investimento del mondo agricolo (Misura 4.1 e 4.2). 

“La determinazione in argomento – sottolinea Rivera – dà ampia evidenza dei motivi di interesse pubblico sottesi alla decisione di proroga dei termini, quali: il temporaneo malfunzionamento della piattaforma informatica in uso per la compilazione delle domande – evidenziata da numerose richieste di proroga avanzate dalle organizzazioni professionali, dalle associazioni di categorie e da singoli professionisti – nonché, la necessità di assicurare la massima partecipazione alla procedura per il completo impiego delle risorse disponibili, tenuto conto anche della complessità della redazione di adeguati piano di sviluppo da parte degli interessati”. 

Infine, il Direttore generale ha tenuto altresì conto “della incongruità del termine per i partecipanti ai precedenti bandi della medesima misura di sostegno, le cui graduatorie sono state rese pubbliche lo scorso 10 novembre”. 

“Proprio in considerazione di tali ragioni, nonché della precedente esperienza legata alle cd ‘Liste di Perfezionamento’, stupiscono le parole del Consigliere Febbo il quale si chiede come mai questa volta sia stata concessa la proroga, mentre nel precedente bando non sia stata accordata”. 

“La proroga assicurata dal direttore generale, in assenza e in disaccordo con le motivazioni inizialmente espresse dal direttore del Dipartimento delle Politiche dello sviluppo rurale – si conclude nella nota – è dunque fondata sul sostegno del prevalente interesse pubblico all’ampliamento della platea delle imprese nella partecipazione alle gare”.