L’AQUILA – Una campagna elettorale “di livello agghiacciante”,  con un’infinità di battute che oggi verrebbero definite “cringe” sul famoso caso dei “tre mari”, “dipingendomi come uno zotico di una ignoranza abissale”.

Così il riconfermato presidente Marco Marsilio, di FdI, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta questa mattina a Palazzo Silone all’Aquila.

Un’infinità di meme su un caso, montato dalle opposizioni, che risale a un paio di anni fa, quando in un intervento Marsilio dichiarò: “L’Abruzzo è l’unica regione italiana (escluse le ‘piccole’ Molise e Basilicata), di tutte quelle che si affacciano sui tre mari, Adriatico, Ionio e Tirreno, a non avere una propria Autorità portuale”.  Una frase non troppo elaborata  ma comunque comprensibile nel concetto di fondo, poi travisato.

“Questi leader nazionali – ha sottolineato quindi Marsilio – invece di portare magari un contributo politico, una discussione sui temi, si sono fatti mettere in bocca delle barzellette come quella dei tre mari, che finché la raccontano i ragazzini su Facebook, commentando e sfottendo sotto i miei post questa barzelletta, ci sta, ma fa riflettere sentir dire da Calenda da Bonelli, leader politici nazionali. Una grossolanità del genere che poi finisce su alcuni quotidiani su alcune testate, quella di Marco Travaglio compreso”.

“Insomma, ma si può fare una campagna elettorale pensando che non il presidente della Regione, ma uno qualunque in Italia, possa pensare che il mar Ionio bagni l’Abruzzo? Eppure è stato ripetuto all’infinito. È stata una campagna elettorale di un livello così agghiacciante che non poteva che essere rispedita al mittente. Sono stato dipinto come uno zotico di un’ignoranza talmente abissale da non rendermi conto di dove sto, io che poi da bambino il primo mare che ho conosciuto è quello di Montesilvano. E si è continuato con queste dileggio, al limite della diffamazione”.

E poi “la polemica sulla mia romanità, che stupisce che una persona di doppia o tripla nazionalità come Schlein faccia fatica a comprendere la mia condizione di abruzzese e romano allo stesso tempo”.